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Concerto Wellber / Isserlis

Informazioni

Direttore Omer Meir Wellber
Violoncello Steven Isserlis

Orchestra del Teatro Massimo

Programma

Edward Elgar

Concerto per violoncello op. 85

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 3 op. 55 “Eroica”

Ph. Franco Lannino

Informazioni

27 novembre 2022 ore 20:30 | Sala Grande, Teatro Massimo

Direttore Manuela Ranno
Tenore Enea Scala
Soprano Federica Guida

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

 

 

 

 

Programma

Gioachino Rossini

Sinfonia da Semiramide

Vincenzo Bellini

“Ah non credea mirarti, ah non giunge” da La sonnambula

Gioachino Rossini

“Eccomi a voi, miei prodi” da La donna del lago

Giuseppe Verdi

Pas de quatre da Jerusalem

Giuseppe Verdi

“È il sol dell’anima… Addio, addio” da Rigoletto

Giacomo Puccini

Intermezzo da Manon Lescaut

Gaetano Donizetti

“Lucia perdona… verranno a te sull’aure” da Lucia di Lammermoor

Giuseppe Verdi

“O Signore dal tetto natio” da I lombardi alla prima crociata

Gaetano Donizetti

“Tombe degli avi miei” da Lucia di Lammermoor

Jacques Offenbach

“Les oiseaux dans la charmille” da Les contes d’Hoffmann

Ph. Franco Lannino

Gli interpreti

Direttore Ben Glassberg
Tenore Enea Scala

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Programma

Hector Berlioz

“Inutiles regrets” da Les Troyens

Camille Pepin

Laniakea per orchestra

Jules Massenet

“Je ne sais si je veille… O nature, pleine de grâce” da Werther

Jules Massenet

“Un autre est son époux!” da Werther

Maurice Ravel

Le tombeau de Couperin

Maurice Ravel

Daphnis et Chloé Suite n. 2 per orchestra e coro

Lo spettacolo

24, 26, 28, 29 Ottobre e 2 Novembre 2023 |Sala Grande, Teatro Massimo

AVVISO AL PUBBLICO
Sciopero per la Prima di Don Giovanni

La Fondazione Teatro Massimo di Palermo informa il gentile pubblico che, in seguito all’adesione dei lavoratori del Teatro allo sciopero nazionale indetto dalle segreterie nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e FIALS-CISAL per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, la recita dell’opera “Don Giovanni” del 24 ottobre non ha avuto luogo.
Grazie alla disponibilità del Maestro Riccardo Muti e di tutto il cast, il Teatro ha programmato una recita domenica 29 ottobre alle ore 20.00.
Gli abbonati e i possessori di biglietto del Turno Prime (24 ottobre) potranno assistere alla nuova recita programmata per domenica 29 ottobre alle ore 20.00, utilizzando lo stesso tagliando e mantenendo il proprio posto.
Gli abbonati e i possessori di biglietti potranno comunque richiedere il rimborso.
[QUI l’avviso completo con le modalità del rimborso]
Ci scusiamo con il pubblico per il disagio, grazie per la comprensione.


Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Direttore Riccardo Muti
Regia Chiara Muti
Scene Alessandro Camera
Costumi Tommaso Lagattolla
Luci Vincent Longuemare
Assistente alla regia Paolo Vettori
Assistente alle scene Andrea Gregori
Assistente ai costumi Francesco Ceo

Nuovo allestimento del Teatro Massimo
in coproduzione con il Teatro Regio di Torino

Personaggi e interpreti

Don Giovanni Luca Micheletti
Donna Anna
Maria Grazia Schiavo
Donna Elvira
Mariangela Sicilia
Don Ottavio
Giovanni Sala
Leporello
Alessandro Luongo
Zerlina
Francesca Di Sauro
Masetto
Leon Košavić
Il Commendatore
Vittorio De Campo

Maestro al fortepiano Alessandro Benigni
Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo

Foto del Maestro Riccardo Muti © Todd Rosenberg Photography 2012
riccardomuti.com

Informazioni

Biglietti in vendita dal

5 settembre 2023

Informazioni

30 Settembre e 1 Ottobre 2023 | Sala Grande, Teatro Massimo
ANNA
Balletto di danza contemporanea
Nuova creazione per il Corpo di ballo del Teatro Massimo

Coreografia Vincenzo Veneruso
Musica e direttore
Paolo Buonvino
Scene
Chiara Pisani
Costumi
Cécile Flamand
Luci
Maureen Sizun Vom Dorp
Videomaking
Gery Palazzotto con Antonio Di Giovanni e Davide Vallone
Corpo di ballo e Orchestra del Teatro Massimo
Direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau
Maître de ballet
Guido Sarno

 

Cast

Anna Francesca Bellone
Luca Michele Morelli
Il fratello di Anna Alessandro Cascioli
Scarica il cast completo

Durata: 70 minuti

La Prima del 30 settembre sarà trasmessa in diretta streaming sulla WebTV del Teatro

Argomento

Le musiche di Anna

Sono tratte dalle colonne sonore per L’ultimo bacio, N (Io e Napoleone), A casa tutti bene (seconda stagione), I Viceré, Padre Pio, I Medici, Caos calmo

La locandina

Informazioni

Dal 13 al 18 Giugno 2023 |Sala Grande, Teatro Massimo

Balletto di danza neoclassica
Nuova creazione per il Corpo di ballo del Teatro Massimo
su musiche registrate di Georges Bizet
nella versione di Rodion Scedrin

Coreografia Leo Mujić
Scene Mislav Kuzmanic
Luci Aleksandar Čavlek
Assistente alla coreografia e drammaturgo Bálint Csaba Rausher
Allestimento del Teatro Massimo
Costumi realizzati dalla sartoria ODD MERY GI (Stara Zagora, Bulgaria) su disegni di Lars Ayen

 

 

 

Personaggi e interpreti

Carmen Marta Petkova (13, 15, 17) / Giorgia Leonardi (14, 16, 18)
Don José Nikola Hadjitanev (13, 15, 17) / Michele Morelli (14, 16, 18)
Escamillo Michele Morelli (13, 15, 17) / Diego Mulone (14, 16, 18)
Micaëla Yuriko Nishihara (13, 15, 17)  / Chiara Sgnaolin (14, 16, 18)
Fernanda Giorgia Leonardi (13, 15, 17) / Francesca Bellone (14, 16, 18)
Zuniga Andrea Mocciardini (13, 15, 17) / Vincenzo Carpino (14, 16, 18)
Mercedes Alessandro Cascioli
La madre Simona Filippone (13, 16) / Giada Scimemi (14, 18) / Noemi Ferrante (15, 17)

Corpo di ballo del Teatro Massimo
Direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau

Durata e argomento

Durata

1 ora circa senza intervallo

Argomento

Una piazza di Siviglia, i soldati ingannano il tempo di fronte alla caserma, con il loro capitano Zuniga, che è molto popolare tra le signore del luogo. Al cambio della guardia, Don José prenderà il posto di Zuniga.
Le donne della manifattura di tabacco si spargono sulla piazza, osservate con desiderio dagli uomini. Carmen entra e immediatemente si rende conto che Don José è un nuovo venuto e che, anche se sembra dapprima non averla notata, in realtà è profondamente impressionato da lei.
Giunge Micaela, che è innamorata di Don José, per consegnare a Don José da parte della madre di lui una lettera in cui esprime il desiderio che Micaela diventi sua moglie.
All’interno della manifattura scoppia una rissa, il cui rumore giunge anche all’esterno. All’interno della manifattura, Carmen lavora svogliatamente e una discussione con Fernanda finisce in una rissa. Attirati dal rumore, la folla si precipita all’interno. Carmen ha ferito Fernanda, che la accusa a Don José; l’ufficiale la scorta in prigione.
Ma Carmen seduce Don José e, promettendogli di trascorrere con lui la notte, lo convince a lasciarla fuggire. Don José è combattuto tra il desiderio e il senso del dovere. La migliore amica di Carmen, Mercedes, la aiuta a scappare. Quando Zuniga scopre che Don José è venuto meno al suo dovere, lo congeda, poi insegue Carmen.
Libera dalla prigione, Carmen e le sue festeggiano l’arrivo del famoso torero Escamillo, che subito subisce anche lui il fascino di Carmen, che ricambia l’attrazione.
Zuniga trova Carmen sola, dopo la notte che la donna ha trascorso con Escamillo. L’ufficiale la aggredisce e tenta di violentarla, ma Don José arriva a salvarla e spara a Zuniga.
Micaela si reca a trovare Don José in prigione e gli porta la triste notizia della morte della madre. Desolato, Don José chiede a Micaela di trovarsi un altro uomo e di lasciarlo solo.
Una piazza di Siviglia, subito fuori dall’arena, poco prima dell’inizio della corrida. Escamillo entra con il suo seguito plaudente e Carmen al suo fianco. Don José, uscito di prigione, la sta cercando e si nasconde tra la folla per spiarla. Tutti entrano nell’arena, solo Carmen rimane indietro per affrontare Don José.
Si rifiuta di tornare da lui, vuole essere libera, senza vincoli che la costringano ad obbedire ad altri. Folle di gelosia, Don José pugnala Carmen mentre dall’arena giungono le grida di giubilo per la vittoria di Escamillo. Don José crolla disperato sopra il cadavere.

Lo spettacolo

Dal 19 al 25 Maggio 2023 |Sala Grande, Teatro Massimo

Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Direttore Omer Meir Wellber
Regia Julien Chavaz
Regista collaboratrice Annemiek van Elst
Scene Amber Vandenhoeck
Costumi Sanne Oostervink
Luci Eloi Gianini
Assistente alla regia Fleur Snow

Assistenti ai costumi Maartje Prins e Nadine Hempel
Coach lingua russa Stanislav Chernyshov
Allestimento Theater Magdeburg / Opéra de Lorraine

 

Personaggi e interpreti

Larina Helene Schneiderman
Tat’jana Carmen Giannattasio (19, 21, 23, 25) / Natalia Tanasii (20, 24)
Olga Victoria Karkacheva
Filipievna  Margarita Nekrasova
Evgenij Onegin Artur Rucinski (19, 21, 23, 25) / Nikolai Zemlianskikh (20, 24)
Vladimir Lenskij Saimir Pirgu (19, 21, 23, 25) / Pavel Petrov (20, 24)
Principe Gremin Giorgi Manoshvili
Monsieur Triquet/Un contadino James Kryshak
Zareckij/Un capitano Andrii Ganchuk
Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo

Informazioni

Biglietti in vendita dal

2 aprile 2023

Durata

Tre ore e dieci minuti con due intervalli

Lo spettacolo

Dal 19 al 21, 23,24 e 26 Settembre 2023 |Sala Grande, Teatro Massimo

Azione teatrale per musica in tre atti
di
Christoph Willibald Gluck
Direttore Gabriele Ferro
Regia e coreografia Danilo Rubeca
Scene Domenico Franchi
Costumi Alessio Rosati
Luci Marco Giusti
Assistente alla regia e alla coreografia Emanuele Burrafato
Assistente alle scene Francesca Nieddu
Assistente ai costumi Rosa Mariotti
Nuovo allestimento
 

Personaggi e interpreti

Orfeo Filippo Mineccia
Euridice Federica Guida
Amore Nofar Yacobi

Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo
Direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau

Durata: un’ora e 40 minuti circa senza intervallo

La Prima del 19 settembre sarà trasmessa in diretta streaming sulla WebTV del Teatro

Introduzione all’ascolto

• Giovedì 14 settembre, ore 18.00 in Sala Onu, Invito all’ascolto a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo con Lorenzo Mattei
• Martedì 19 settembre,
ore 18:30 in Sala Onu, Vi racconto l’opera con Beatrice Monroy, Sabrina Petyx e Gigi Borruso

Argomento

ATTO I

Un coro di ninfe e pastori canta in segno di lutto presso la tomba di Euridice (“Ah, se intorno a quest’urna funesta”). Orfeo chiede loro di lasciarlo solo, ed esprime il suo dolore per la morte della moglie, la sua rabbia contro gli dei crudeli, e la sua decisione di riportare in vita Euridice (“Chiamo il mio ben così”). Appare Amore che dice ad Orfeo che Giove gli ha concesso di scendere agli inferi per tentare di riconquistare la moglie. Orfeo dovrà placare le Furie con la sua musica e riportare Euridice in superficie senza mai girarsi a guardarla o spiegarle il suo comporta- mento; altrimenti la perderà per sempre (“Gli sguardi trattieni”). Orfeo si dirige all’Ade, con la lira come unica arma.

ATTO II

Le porte dell’Ade sono custodite dalle Furie e dai demoni, che minacciano Orfeo con le loro danze (“Chi mai dell’Erebo fra le caligini”). Orfeo canta la sua dispera- zione accompagnandosi con la lira (“Deh, placatevi con me”). Le Furie inizialmente rifiutano di farlo accedere ai Campi Elisi. Poi gradualmente vanno cedendo ai suoi lamenti, toccate dal suo canto, e gli lasciano passare le porte degli inferi. La scena è ora nei Campi Elisi, dove giunge Orfeo alla ricerca di Euridice (“Che puro ciel”). Gli Spiriti Beati rendono Euridice, velata, ad Orfeo, ed egli si affretta a condurla via, senza volgere lo sguardo verso di lei.

ATTO III

Orfeo ed Euridice hanno lasciato gli inferi e stanno tornando in superficie. Euridice, che non conosce la proibizione degli dei, trova sospetto il comportamento di Orfeo e gli chiede spiegazioni, o almeno che la guardi per un minuto (“Vieni, appaga il tuo consorte”). Orfeo tenta di tenere il viso distolto da lei e di riportarla sulla terra, ma quando Euridice si accascia a terra è costretto a infrangere il volere divino. Appena i loro sguardi si incontrano, Euridice muore nuovamente dandogli un ultimo addio. Orfeo è disperato e sta per uccidersi (“Che farò senza Euridice”). Ma appare nuovamente Amore e annuncia che l’amore e la fedeltà di Orfeo hanno commosso ancora gli dei. Euridice è restituita alla vita, e godranno insieme piaceri e amore sulla terra (“Divo Amor, son tue pene”). Ninfe e pastori celebrano con danze il potere di Amore (“Trionfi Amore”).

La locandina

Lo spettacolo

Dal 16 al 23 Aprile 2023 |Sala Grande, Teatro Massimo

Tragedia lirica in due atti
di Vincenzo Bellini
Direttore Lorenzo Passerini
Regia Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi
Scene Federica Parolini
Costumi Daniela Cernigliaro
Luci Luigi Biondi
Assistente alla regia Alessia Donadio
Assistente ai costumi Pina Sorrentino
Assistente alle luci
Francesco Traverso

Allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con Sferisterio di Macerata

Personaggi e interpreti

Norma Marina Rebeka (16, 20, 23) / Desirée Rancatore (18, 19, 22)
Pollione Dmitry Korchak (16, 18, 20, 23) / Matteo Falcier (19, 22)
Adalgisa Maria Barakova (16, 18, 20, 23) / Lilly Jørstad (19, 22)
Oroveso Riccardo Fassi
Flavio
Massimiliano Chiarolla
Clotilde Elisabetta Zizzo
Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo

Argomento

ATTO I

Nel primo secolo d. C. nella Gallia occupata dai Romani. Oroveso, capi dei druidi, e i Galli attendono che Norma, sacerdotessa e figlia di Oroveso, riveli la volontà del dio Irminsul, dando il segno dell’inizio della guerra contro i Romani (“Ite sul colle, o Druidi”).
In pattuglia nella foresta, il proconsole romano Pollione racconta all’amico Flavio che non è più innamorato di Norma, che segretamente gli ha dato due figli. Si è invece innamorato della novizia Adalgisa (“Meco all’altar di Venere”). Norma giunge al tempio e annunzia ai Galli che non è ancora tempo per la guerra (“Sediziose voci” – “Casta diva”). Dopo che ognuno si è ritirato, la novizia Adalgisa si reca all’altare per pregare il dio, angosciata per il suo amore per il proconsole Pollione. Quest’ultimo arriva improvviso e la convince a seguirlo a Roma (“Va’, crudele, e al dio spietato”). Nel frattempo Norma e Clotilde, l’unica che sa dell’esistenza dei suoi due figli, si trovano con i bambini in casa di Norma. Norma ha sentito che Pollione dovrà tornare a Roma, ma teme che non vorrà portare con sé lei e i figli. Clotilde nasconde i due bambini prima dell’arrivo di Adalgisa. La giovane viene a confessare a Norma di essersi innamorata (“Sola, furtiva al tempio”). La sacerdotessa è pronta a scioglierla dal suo voto, ma quando l’arrivo di Pollione le rivela chi è l’amante di Adalgisa, tutto il suo amore si trasforma in odio (“Oh, di qual sei tu vittima”). Il suono della campana sacra chiama Norma al tempio per la cerimonia.

ATTO II

Norma medita di uccidere se stessa e i figli per vendetta contro Pollione, ma non è in grado di farlo (“Dormon entrambi”). Tenta allora di convincere Adalgisa a portare con sé i bambini, quando andrà a Roma con Pollione. (“Deh! con te, con te li prendi”). La fanciulla rifiuta, e si propone invece di convincere Pollione a tornare da Norma (“Mira, o Norma”). I Galli, riuniti intorno all’altare, apprendono da Oroveso che Pollione sarà sostituito da un altro comandante, più feroce di lui (“Ah! del Tebro al giogo indegno”). Norma attende il ritorno di Pollione, ma Clotilde le riferisce che Adalgisa è tornata da sola, avvilita per il rifiuto del proconsole. Norma lo considera un segno di Irminsul, e dichiara la guerra contro i Romani (“Guerra! Guerra!”). Ma prima è necessario compiere un sacrificio al dio. Mentre si cerca la vittima, Clotilde annuncia che un soldato romano si è introdotto nel tempio. È Pollione: preso prigioniero, è condotto all’altare e Oroveso chiede la sua morte. Norma chiede di interrogarlo in segreto e gli offre la libertà se accetterà di lasciare Adalgisa (“In mia man alfin tu sei”). Ma Pollione non accetta, nemmeno sotto la minaccia della morte dei due figli. Norma giura che ucciderà non solo i Romani, ma anche Adalgisa. Pollione vuole uccidersi, ma Norma richiama i Galli e annuncia che una sacerdotessa che ha infranto i voti sarà la vittima del sacrificio. Ma invece di fare il nome di Adalgisa, pronuncia il proprio, poi ricorda a Pollione il proprio amore (“Qual cor tradisti”). I suoi ultimi pensieri sono per i figli, che affida al padre (“Deh, non volerli vittime”). Oroveso accetta di prendersene cura. I Galli maledicono Norma che si avvia al rogo insieme a Pollione, che si rende conto di amare ancora Norma.

La locandina