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Informazioni

Venerdì 14 novembre 2025, ore 18:00, Sala Onu

Vi racconto l’opera – Aleko / Pagliacci

L’arte del racconto è fatta di fili intrecciati che aprono all’incanto dell’ascolto.

Beatrice Monroy racconta Aleko / Pagliacci con Giuseppe CutinoStefania Blandeburgo.

biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Teatro e online.

L’accesso alla Sala Onu avverrà attraverso l’ingresso con scala situato nell’area portineria/ingresso artisti (lato Via Pignatelli Aragona). La sala è raggiungibile anche attraverso il percorso accessibile senza gradini con ascensore (all’arrivo in Teatro rivolgersi al personale di sala per maggiori informazioni).

Biglietti 3 euro 
FINO A ESAURIMENTO DEI 60 POSTI DISPONIBILI

 

Il progetto

Vi racconto l'opera

Beatrice Monroy – con alla lettura Stefania Blandeburgo, Gigi Borruso, Rinaldo Clementi, Giuseppe Cutino, Consuelo Lupo, Sabrina Petyx – narra al pubblico le trame delle opere ma anche i riferimenti storici e culturali su cui hanno lavorato i librettisti.

Vogliamo così riportare al pubblico le straordinarie storie che hanno ispirato i Maestri per la composizione dei loro capolavori.

Informazioni

Domenica 22 febbraio 2026 | Sala ONU

Beat and Drum!

Laboratorio interattivo rivolto ai giovani dai 6 ai 13 anni
Ensemble di Percussioni della Massimo Kids & Youth Orchestra
Direttore Rosario Barretta
Percussioni Alessia Spanò, Giulio Corsetti, Gabriele Crimaldi, Antonino Vaneria, Giuseppe
Massimo Vella, Ivan Scaffidi, Ennio Curione, Leandro Di Gesaro, Matthias Krishna
Georges, Manuel Antonio Sonnessa

Biglietti

Intero: 10 €
Ridotto: 8 €
Studenti: 4 €

Programma

Alberto Maniaci

7up!

Sergio Calì

Perc 1

Rosario Barretta

Cajon Beet

Sergio Calì

Tribute to C. Wilcoxon

Sergio Calì

Perc 3

Giuseppe Mazzamuto

Ballarò

Hans-Günter Brodmann

Greetings to Hermann

Giovanni Sollima

Percussion Score da Il Caravaggio rubato (arr. Rosario Barretta)

Georges Bizet

Les Toreadors

Astor Piazzolla

Libertango (arr. G. Demma)

La locandina

Informazioni

Domenica 18 ottobre 2026, ore 18 – Sala ONU

L’ingresso è gratuito sino a esaurimento posti.

L’accesso alla Sala Onu avverrà attraverso l’ingresso con scala situato nell’area portineria/ingresso artisti (lato Via Pignatelli Aragona).
La sala è raggiungibile anche attraverso il percorso accessibile senza gradini con ascensore (all’arrivo in Teatro rivolgersi al personale di sala per maggiori informazioni).

Le presentazioni delle opere in scena a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo.

Programma

Giovanni Bietti

ci parla di Rigoletto di Giuseppe Verdi

Programma

16 dicembre

ore 19:40

Presentazione

Teatro Massimo e Palazzo Butera presentano una mostra congiunta che collega idealmente le sale del palazzo settecentesco affacciato sul mare con il Teatro, cuore pulsante della città. Elisabeth ScherffigContrappunto (14 maggio – 5 novembre 2023) ripercorre le scelte dell’artista tedesca che ha creato le immagini della campagna di comunicazione della stagione 2022-2023 del Teatro Massimo con una mostra che fa dialogare musica e disegno. L’artista, che ha alle sue spalle una carriera internazionale ed espone per la prima volta a Palermo, presenta le sue opere nel foyer e nella Sala Pompeiana del Teatro e nella Sala 19 del secondo piano di Palazzo Butera. Si potranno vedere le sue straordinarie prove grafiche, a pastello, spesso di grandi dimensioni, a confronto con l’architettura e le decorazioni del Teatro. 
 
“La Scherffig ha immaginato, apposta per questa collaborazione, una sovrapposizione di due piante di Palermo, dove il Teatro si proietta al di fuori dei suoi confini e finisce per assumere la scala del porto, luogo dell’accoglienza e dello scambio” – dice Claudio Gulli, direttore di Palazzo Butera, che aggiunge – “Nell’immagine che accompagna la stagione del Teatro Massimo, su quest’opera sono poggiate due teste – in organza di seta e porcellana e in porcellana rivestita d’oro. La testa dorata, dal lato del centro storico, sussurra qualcosa all’orecchio del Teatro: da quel lato si giocano i veri destini della città, da lì arriva la voce più calda. La testa bianca abita la città moderna, forse ha uno sguardo più distante e ricettivo. Può ascoltare in fondo il suono profondo della storia e interpretarlo, a suo modo, come se fosse un individuo proiettato nel futuro. È qui che si colloca anche la predisposizione di chi vede in Palazzo Butera un tassello ulteriore, privato ma aperto a tutti, di un mosaico cittadino”. Al Teatro Massimo oltre alle due teste, la pianta sdoppiata di Palermo e quattro pastelli di grandi dimensioni, un altro punto forte della mostra sarà Quasi un paesaggio (2003) i dieci pannelli di seta ricamata che saranno esposti al centro della Sala Pompeiana. Mentre a Palazzo Butera la sala della mostra sarà dedicata ai ficus che l’artista ha ritratto in più occasioni e che sono stati utilizzati dal Teatro Massimo per l’immagine della Traviata. Questo inserimento arricchisce la presenza delle opere della Scherffig nel percorso espositivo del Palazzo, dove al piano terra sono visibili lavori appartenenti alla serie Vitrea e altri disegni dal formato monumentale. 
 
“Il Teatro Massimo si propone come spazio aperto di dialogo tra le arti – dice il sovrintendente Marco Betta. Grazie all’accordo di collaborazione che abbiamo siglato con la Fondazione Palazzo Butera abbiamo l’opportunità di far conoscere al nostro pubblico il lavoro di una artista straordinaria come Elisabeth Scherffig. Con il suo tratto e la sua visione ha interpretato la centralità del Teatro nella vita culturale della città e ha disegnato una trama di architetture naturali e urbane che suggeriscono un’idea polifonica di città – che condividiamo – che intreccia i linguaggi del presente”.

Sulla mostra

Le opere presenti sono state scelte dall’artista in risposta all’architettura monumentale del Teatro con cui si confronta. I grandi disegni esposti nel foyer – Senza titolo (2019) e Vigna (2016) – sono stati utilizzati per la grafica di due opere, ad apertura e a chiusura della stagione, il Kaiserrequiem e Orfeo ed Euridice. Sono pastelli che mostrano la maestria dell’artista nel padroneggiare il gessetto, che è la linea principale della sua ricerca sin dagli esordi.

Nella sala pompeiana invece sono esposti due cicli: tre pastelli con le mura romane di Milano e dieci pannelli in seta. Con la loro imponenza, i Muri romani (1989) si stagliano all’interno della sala a pianta circolare, quasi ad accompagnarne il movimento e a svelare cosa si cela dietro le decorazioni di fine Ottocento. Al centro invece, Quasi un paesaggio (2003) sviluppa all’interno del teatro a una dimensione intima, leggera e trasparente. Finora l’opera era stata esposta in due chiese di dimensioni monumentali (a Ornavasso e a Como nel 2010), ora si presta a essere utilizzata come luogo immaginario da cui può prendere vita una musica. Nelle sete sono cucite delle figurazioni di piccole case per gli attrezzi di pescatori in Andalusia.

Elisabeth Scherffig

Elisabeth Scherffig è nata a Düsseldorf nel 1949, vive a Milano dal 1971. Il suo lavoro si compone di tessiture di diversi materiali. Dalle opere su carta, dove affiorano spesso frammenti di città, alla scultura in porcellana, le combinazioni esplorano effetti di luce soffusi e delicati.
Il paesaggio urbano è un filo conduttore della sua ricerca e negli anni ha sperimentato sovrapposizioni, trasparenze e leggerezze, fino a creare un lessico personale. Al suo percorso sono state dedicate monografie, come Urbs et civitas (a cura di Angela Madesani, con testi di Gillo Dorfles e Antonello Negri, Baldini Castoldi Dalai, 2009), e mostre in Italia (Parva sed apta mihi, Milano, Studio Francesco Messina, 2014) e all’estero (Vitrea, Londra, Faggionato Fine Art, 2012; Over under sideways down, New York, Faggionato Fine Art, 2005). Nell’allestimento di Palazzo Butera inaugurato nel 2021, alla Scherffig è dedicata un’intera sala del piano terra. Fra le altre opere esposte, i disegni del grande ficus di Piazza Marina sono stati concepiti apposta per Palazzo Butera.

Orario

Domenica 14 maggio alle 18:30, a ingresso libero.

Nei giorni successivi la mostra è visitabile con il biglietto unico fra Teatro Massimo e Palazzo Butera (15 euro) che dà accesso alla visita guidata completa del Teatro Massimo e permette di visitare le trenta sale che compongono il percorso espositivo di Palazzo Butera.

Oppure in ciascuna delle due sedi, acquistando un biglietto singolo, con le relative riduzioni.

OrariTeatro Massimo tutti i giorni, da lunedì a domenica dalle 9:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17.30) www.teatromassimo.itPalazzo Butera: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:00 www.palazzobutera.it.

Informazioni

L’ingresso è gratuito sino a esaurimento posti.

L’accesso alla Sala Onu avverrà attraverso l’ingresso con scala situato nell’area portineria/ingresso artisti (lato Via Pignatelli Aragona).
La sala è raggiungibile anche attraverso il percorso accessibile senza gradini con ascensore (all’arrivo in Teatro rivolgersi al personale di sala per maggiori informazioni).

Le presentazioni delle opere in scena a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo.

Programma

Carlo Fiore

ci parla de I Capuleti e I Montecchi di Vincenzo Bellini.

Info

Cast creativo

Direzione creativa Luca Pintacuda
Direzione artistica Antonino Serafino
Screenplay Fabrizio Pedone
Musiche e performance live Giulia Tagliavia, Giovanni Magaglio
Interaction Design Alessandro Disingrini, Albert Julius Cabri
Designer Lidia Falletta, Serena Pantaleo, Claudia Rago, John Mark Poultry, Rosaria Gallè

Biglietti

Biglietti

Intero 12 € + 8 € visita guidata
Ridotto (under 26 e card under 35) 8 € + 6 € visita guidata
Ridotto scolaresche 4 € + 3 € visita guidata
Gratuità: un docente accompagnatore ogni 10 studenti, studenti H e loro docenti di sostegno

È possibile acquistare anche il solo spettacolo (senza la visita guidata)

Sullo spettacolo

Un’esperienza nella quale il pubblico si troverà avvolto da proiezioni, luci, musica; uno spettacolo unico nel suo genere in cui i palchi, il soffitto e i teli olografici diventano le superfici di proiezione sulle quali si sviluppa la narrazione. Armonie e disarmonie della natura hanno nei secoli, ispirato musicisti e compositori, che hanno provato a tradurre in musica l’avvicendarsi delle stagioni, i rumori prodotti dai fenomeni naturali, dagli esseri viventi, dai movimenti del cosmo.“Suoni in Estinzione” si interroga e interroga lo spettatore sul rapporto fra musica, arte e ambiente naturale, e sull’evoluzione di questo rapporto in relazione ad un mondo che è sempre più artificiale, urbano, virtuale e al pericolo della progressiva scomparsa di interi ecosistemi.

Informazioni

Direttore Michele De Luca
Attore Roberto Lipari
Massimo Kids Orchestra
Coro di voci bianche e Coro Arcobaleno del Teatro Massimo
Maestro del Coro 
Salvatore Punturo

Mise en éspace Ludovico Rajata

In diretta streaming sulla WebTV del Teatro Massimo

Programma

Giuseppe Mazzamuto

Kaos

Salvatore Nogara

Heart Spring (Dedicato a coloro che hanno combattuto il COVID19)

Georges Bizet

Carmen Fantasy

Giuseppe Ricotta

Ouverture “Viaggio Lunare”

Antonino Francesco Blanco

A star goes out

Bill Conti

Dynasty (arr. Riccardo Mutolo)

Alberto Maniaci

Piccoli Cantori

Toshihiko Sahashi

Mozart Pop Symphony

Simone Piraino

Intermezzo

Ennio Morricone

Moment for Morricone (arr. J. De Meij)

Photo © Franco Lannino

Informazioni

Stefano Lombardi Vallauri ci parla di Le Grand Macabre di György Ligeti.

L’ingresso è gratuito sino a esaurimento posti.

L’accesso alla Sala Onu avverrà attraverso l’ingresso con scala situato nell’area portineria/ingresso artisti (lato Via Pignatelli Aragona).
La sala è raggiungibile anche attraverso il percorso accessibile senza gradini con ascensore (all’arrivo in Teatro rivolgersi al personale di sala per maggiori informazioni).

Le presentazioni delle opere in scena a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo.

Biografia

Stefano Lombardi Vallauri

È professore associato presso l’Università IULM di Milano, inoltre direttore scientifico della rivista «Nuove Musiche» e presidente, per il triennio 2024-2026, dell’associazione Athena Musica. La sua ricerca investe l’estetica e l’analisi della musica – dotta e popolare, contemporanea e non – intesa sia in quanto repertorio di opere sia in quanto “sistema di esperienza”. Tra le sue pubblicazioni, la monografia Dodecafonia postseriale. Gilberto Cappelli e Federico Incardona (2013); le (co)curatele Il discorso musicale. La musica e i suoi generi testuali nella storia (2023), Scritti letterari di artisti non letterati (2022), L’arte orale. Poesia, musica, performance (2020), Lo stile della saggistica critica sulle arti (2020), Jonathan Harvey (2019),La voce mediatizzata (2019), Scritti critici e di poetica di Federico Incardona (2018), Nuovo e clichés (2017), Vectoriality/Protension in Post-Tonal Music (2016) e Federico Incardona. Bagliori del melos estremo (2012); saggi teorici su questioni come l’esperienza musicale artificiale, la corporeità della musica digitale, il mestiere del compositore, l’insegnamento della musica contemporanea, oltre che mirati su singoli autori (Cage Evangelisti Bussotti Guaccero Sciarrino Cappelli Galás Caprioli La Licata Incardona Traversa Di Scipio Romitelli Buccino Momi).

La locandina