Stagione 2022-23 / Opere e balletti

La traviata

Biglietti da € 22,00

Lo spettacolo

Musica di Giuseppe Verdi
Direttore Carlo Goldstein
Regia Mario Pontiggia
Scene Francesco Zito e Antonella Conte
Costumi Francesco Zito
Luci Bruno Ciulli
Coreografia Gaetano La Mantia
Assistente alla regia Angelica Dettori
Allestimento del Teatro Massimo 

 

Personaggi e interpreti

Violetta Nino Machaidze (17, 20, 22, 24) / Jessica Nuccio (18, 19, 21)
Giorgio Germont Roberto Frontali (17, 20, 22) / Francesco Vultaggio (18, 19, 21, 24)
Alfredo Saimir Pirgu (17, 20, 22) / Giulio Pelligra (19, 24) / Alessandro Scotto Di Luzio (18, 21)
Flora Tonia Langella
Gastone Blagoj Nacoski
Il Barone Douphol Italo Proferisce
Il marchese d’Obigny Luciano Roberti
Il dottor Grenvil Andrea Comelli
Annina Francesca Manzo
Giuseppe Alfio Vacanti (17, 20, 22, 24) / Carlo Morgante (18, 19, 21)
Un domestico di Flora / Un commissionario Antonio Barbagallo (17, 20, 22, 24) / Enrico Cossutta (18, 19, 21)
Zingarella Francesca Davoli (17, 18, 21, 22) / Lucia Ermetto (19, 20, 24)
Matador Michele Morelli (17, 18, 21, 22) / Diego Millesimo (19, 20, 24)
Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Maestro del Coro Salvatore Punturo
Direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau

 

Argomento

ATTO I

Violetta Valéry sa di essere destinata a morire giovane, distrutta dalla tisi e dalla sua vita di cortigiana. Durante una festa in casa propria incontra Alfredo Germont, che da un anno la ama in silenzio. Gli invitati chiedono ad Alfredo di fare un brindisi: il giovane celebra l’amore vero, mentre Violetta risponde con un elogio dell’amore libero (“Libia- mo ne’ lieti calici”). Improvvisamente la donna ha un malore, e gli invitati si ritirano; con lei rimane solo Alfredo, che approfitta dell’occasione per rivelarle il suo amore (“Un dì, felice, eterea”). Violetta risponde che nella sua vita non c’è posto per un sentimento profondo, ma poi dona ad Alfredo una camelia, chiedendogli di tornare da lei quando il fiore sarà appassito, quindi l’indomani.
Rimasta sola, Violetta si dibatte tra emozioni contrastanti – non vuole rinunciare al suo stile di vita, ma al tempo stesso sente che Alfredo ha risvegliato in lei il desiderio di un grande amore (“Ah, forse è lui che l’anima”).

ATTO II

Violetta ha scelto di vivere con Alfredo, e i due si sono ritirati in campagna, lontano dalla vita mondana (“De’ miei bollenti spiriti”). Alfredo scopre però che ciò è possibile solo perché Violetta sta vendendo tutti i suoi beni, e parte immediamente per Parigi per procurarsi del denaro. Violetta ha ricevuto un invito a un ballo in maschera in casa dell’amica Flora, ma ormai non ha interesse per questo tipo di divertimenti.
Mentre Alfredo è a Parigi suo padre, Giorgio Germont, si reca da Violetta. Egli esige che si separi da suo figlio, perché la loro relazione scandalosa minaccia il matrimonio

imminente della sorella di Alfredo (“Pura siccome un angelo”). Nel corso del dialogo Germont si rende conto dell’amore disinteressato di Violetta, che finisce per cedere alle pressioni accettando di lasciare Alfredo per sempre; in cambio chiede solo che dopo la sua morte l’uomo amato apprenda la verità (“Morrò! La mia memoria”).

Violetta decide di accettare l’invito al ballo e scrive una lettera di addio ad Alfredo; quan- do questi torna, è raggiunto dal padre, che tenta di consolarlo dopo la lettura del messaggio di Violetta (“Di Provenza il mar, il suol”). Ma i ricordi felici della casa natale e della famiglia non possono impedire ad Alfredo, furente di gelosia, di correre per vendicarsi dell’apparente tradimento di Violetta.
Al ballo in maschera in casa di Flora si diffonde la notizia della separazione di Violetta e Alfredo. Quando arrivano Violetta e il suo nuovo amante, il barone Douphol, Alfredo sfida il barone a carte, e vince. Quando tutti si ritirano, Alfredo affronta Violetta, che finge di essere davvero innamorata del barone. Furioso, Alfredo chiama gli invitati a testimoni e dichiara di non dover più niente a Violetta, gettandole in faccia i soldi che ha vinto al gio- co (“Ogni suo aver tal femmina”). Giorgio Germont, che è arrivato in tempo per assistere alla scena, rimprovera il figlio per il suo comportamento, mentre il barone sfida il rivale a duello.

ATTO III

Violetta è in punto di morte. Giorgio Germont le ha scritto, raccontandole che Alfredo è uscito incolume dal duello. Germont, in preda ai rimorsi, ha svelato al figlio il sacrificio di Violetta, ed entrambi saranno da lei al più presto; ma la donna teme che sarà troppo tardi (“Addio, del passato bei sogni ridenti”). Dall’esterno arriva il rumore dei festeggiamenti del carnevale. Ma all’arrivo di Alfredo Violetta sembra ritrovare tutta la sua gioia di vivere (“Parigi, o cara, noi lasceremo”). Per un momento sembra che il dolore e la sofferenza siano cessati… un’ultima illusione, prima della morte.