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Opéra -comique in quattro atti
Musica di Georges Bizet
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
dalla novella omonima di Prosper Mérimée
Nuovo allestimento del Teatro Massimo
in coproduzione con il Gran Teatre de Liceu di Barcelona, il Teatro Regio di Torino ed il Teatro La Fenice di Venezia Direttore Renato Palumbo Regia Calixto Bieito
ripresa da Juan Antonio Rechi
Scene Alfons Flores
Costumi Mercè Paloma
Luci Alberto Rodríguez Vega
Cast
Calendario
18 novembre 2011, 20.30, Turno Prime
19 novembre 2011, 20.30, Turno F
20 novembre 2011, 17.30, Turno D
22 novembre 2011, 18.30, Turno S2
23 novembre 2011, 18.30, Turno B 25 novembre 2011, 18.30, Turno C
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Guarda gli altri video del Teatro Uno fra i titoli più celebri del teatro d’opera, vanta una fortuna interpretativa ininterrotta fino ai giorni nostri, le cui tappe sono segnate da tutti i nomi e i luoghi che hanno fatto la storia della musica dalla fine dell’Ottocento in poi.
Opéra comique di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy basato sull’omonima novella di Prosper Mérimée, venne eseguita per la prima volta a Parigi il 3 marzo 1875. La Spagna creata da Bizet è prima ancora che un luogo geografico (peraltro mai visitato dall’autore), il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto, dei conflitti primari: Amore e Odio, Libertà e Legami, Maschio e Femmina. Ed è in questi dualismi, in questa doppia connotazione (da un lato una caratterizzata definizione dell’ambiente e del clima dell’azione, dall’altro un’analisi psicologica di inedita spregiudicatezza) che va ricercata l’universalità dell’opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e di Carmen. Poiché più che la sensualità fiammeggiante, pur non disattesa in partitura (come evidenziano la habanera e la seguidilla), in modo ben più attuale è l’inafferrabilità di Carmen ad avvincere e legare José, quel suo darsi e negarsi continuamente a definire il loro rapporto. Le caratteristiche che superficialmente definiscono il personaggio di Don José, tipico “maschio mediterraneo” incapace di ricomporre un’immagine della donna che non sia angelo materno o diavolo tentatore, hanno modo di sgretolarsi nel finale dell’opera. Prima parte 80 minuti
Intervallo 80 minuti
Seconda parte 70 minuti
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