Tancredi e Clorinda, 7 maggio 2011 ore 20.30
TANCREDI E CLORINDA

Ideazione scenica e regia
Mimmo Cuticchio

Musiche di
Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli
Testo Luca Dordolo
Clorinda Picci Ferrari
Tancredi Marco Scavazza

Ensemble Antonio Il Verso e Strumenti Antichi del Conservatorio di Palermo
Violini Boris Begelman e Alfia Bakieva
Viola Giannicola Stagno
Violoncello Ludovico Minasi
Contrabbasso Luca Ghidini
Direzione, concertazione e clavicembalo
Ignazio Maria Schifani
Opranti Mimmo Cuticchio, Tania Giordano e Fulvio Verna



Durata
Il concerto ha una durata di 75 minuti senza intervallo

Note
Questo spettacolo ideato da Mimmo Cuticchio unisce l'azione dei pupi ad uno dei sommi capolavori del repertorio musicale occidentale: Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi (1567-1643). La struttura narrativa e drammatica, pur nella semplicità costruttiva, segue due livelli e due piani di rappresentazione: quello popolare, che accoglie compiutamente la tecnica dell’improvvisazione su un canovaccio ben definito, e quello dell’esecuzione musicale. Nella prima parte dello spettacolo i pupi raccontano l’antefatto del canto XII della Gerusalemme Liberata ovvero Dal consiglio di Goffredo di Buglione alle battaglie sotto le mura di Gerusalemme. Nella seconda parte, durante il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, lo spettacolo prevede un’azione scenica in cui i pupi renderanno visibili i versi del Tasso.

Non più un madrigale polifonico "classico", né una vera e propria scena d'opera, il Combattimento, tratto dall'ottavo libro di madrigali di Monteverdi, è uno dei momenti più alti della musica occidentale. Esso "rappresenta" la celebre scena della Gerusalemme liberata, in cui Tancredi e Clorinda si sfidano a morte finché il guerriero cristiano non ha la meglio e, sopraffatta la fanciulla pagana, le toglie l'elmo e resta "senza voce e moto". Mai prima, e raramente poi, un dramma amoroso è stato intonato con tale forza espressiva.
Mai imitazione didascalica del senso delle parole è stata così realistica, testimonianza di quanto potere evocativo avesse la "seconda prattica" di cui Monteverdi fu massimo artefice. Della prima esecuzione, probabilmente data a Venezia in casa di Girolamo Mocenigo, restano delle rudimentali quanto efficaci indicazioni sceniche, secondo cui si trattava di un«Combatimento in Musica di Tancredi et Clorinda, descritto dal Tasso; il quale volendosi esser fatto in genere rappresentativo, si farà entrare alla sprovista (dopo cantatesi alcuni Madrigali senza gesto) dalla parte de la Camera in cui si farà la Musica. Clorinda a piedi armata, seguita da Tancredi armato sopra ad un Cavallo Marrano, et il Testo all'hora comincerà il Canto. Faranno gli passi et gesti nel modo che l'oratione esprime, et nulla di più né meno, osservando questi diligentemente gli tempi, colpi et passi, et gli istrumentisti gli suoni incitati e molli; et il Testo le parole a tempo pronunciate, in maniera, che le creationi venghino ad incontrarsi in una immitatione unita; Clorinda parlerà quando gli toccherà tacendo il Testo; così Tancredi».

L’esecuzione musicale di entrambe le parti è affidata all’Ensemble Antonio Il Verso e Strumenti Antichi del Conservatorio di Palermo con la direzione e concertazione al cembalo di Ignazio Maria Schifani.

Archivio spettacoli stagione 2011


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