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Direttore Pinchas Steinberg
Violino Isabelle Faust
Orchestra del Teatro Massimo
Durata
Il concerto ha una durata di circa due ore con intervallo.
Programma
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Michail Ivanovič Glinka
Ruslan i Lyudmila - ouverture
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Johannes Brahms
Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77
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Pëtr Il'ič Čajkovskij
Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64
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La Stagione concertistica 2011 del Teatro Massimo si inaugura giovedì 21 gennaio alle ore 20.30 con concerto che vanta, al fianco dell’Orchestra del teatro palermitano diretta da Pinchas Steinberg una solista d’eccezione, acclamata nelle sale da concerto di tutto il mondo, la violinista Isabelle Faust.
Considerata una delle più importanti violiniste del momento, prima tedesca a vincere ventenne nel 1993 il premio Paganini di Genova, Isabelle Faust oggi divide il carnet dei suoi impegni tra il grande repertorio classico e romantico e le più complesse e meno usuali pagine del Novecento e della contemporaneità, dedicandosi alla musica da camera e al repertorio concertistico al fianco delle più note orchestre del mondo, non ultima quella dei Berliner Philharmoniker con cui ha debuttato nel 2009.
Artista legata in esclusiva all’etichetta discografica Harmonia Mundi – fra le più selettive e raffinate nelle scelte – debutta al Teatro Massimo con il celebre Concerto in re maggiore op. 77 di Johannes Brahms tenuto a battesimo dallo stesso compositore e dall’amico violinista Joachim nel 1879 a Lipsia.
Isabelle Faust suona lo Stradivari "Bella Addormentata" del 1704, concesso in uso dalla L–Bank Baden–Württemberg.
Il programma è completato nei suoi estremi da due pagine del repertorio russo: in apertura la celebre ouverture dall’opera “Ruslan i Lyudmila” di Michail Glinka, pagina in cui emergono molti spunti dal repertorio folclorico russo trasfigurati con l’uso di dissonanze e cromatismi che richiamano le sonorità orientali. Quindi, nella seconda parte, la Sinfonia n. 5 in mi minore di Pëtr Il’ic Caikovkij che, seppur scritta ed eseguita la prima volta a San Pietroburgo nel 1888, è la quintessenza del Romanticismo ed è una delle pagine sinfoniche più apprezzate dell’intero repertorio.
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