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LA BOHÈME
Scene liriche in quattro quadri
Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger.
Prima rappresentazione: Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1896. |
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| Durata |
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Foto |
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Prima parte 45 minuti
Intervallo 20 minuti
Seconda parte 50 minuti |
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| Video |
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| Cast creativo |
| Direttore Daniele Callegari |
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| Regia Lorenzo Mariani |
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| Assistente alla regia Elisabetta Marini |
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| Scene e costumi William Orlandi |
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| Luci Christian Pinaud |
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Allestimento del Teatro Comunale di Bologna
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| Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo |
| Maestro del coro |
Andrea Faidutti |
| Maestro del coro di voci bianche |
Salvatore Punturo |
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| Personaggi |
Interpreti |
| Mimì |
Alexia Voulgaridou [24, 26, 28 , 3 e 5]
Rachele Stanisci [25, 2 e 6]
Rossana Potenza [27 e 4]
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| Musetta |
Irina Dubrovskaya [24, 26, 28 , 3 e 5]
Annamaria Dell'Oste [25, 2 e 6]
Eleonora Cilli [27 e 4]
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| Rodolfo |
Marcello Giordani [24, 26, 28 , 3 e 5]
Gianluca Terranova [25, 2 e 6]
Myung Hoon Ji [27 e 4] |
| Marcello |
Vincenzo Taormina [24, 26, 28 , 3 e 5]
Simone Piazzola [25, 2 e 6]
Giovanni Guagliardo [27 e 4]
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| Schaunard |
Fabio Previati [24, 26, 28 , 3 e 5]
Roberto Accurso [25, 2 e 6]
Marco Camastra [27 e 4]
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| Colline |
In-sung Sim [24, 26, 28 , 3 e 5]
Pietro Toscano [25, 2 e 6]
Ernesto Morillo Hoyt [27 e 4]
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| Benoît |
Alberto Profeta |
| Parpignol |
Vincenzo Leone [24, 26, 28 , 3 e 5]
Domenico Ghegghi [27 e 4]
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| Alcindoro / Benoît |
Orazio Mori |
| Sergente |
Antonio Barbagallo [24, 26, 28 , 3 e 5] Gianfranco Giordano [25, 27, 2, 4 e 6]
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| Un doganiere |
Vincenzo Raso [24, 26, 28 , 3 e 5]
Giovanni Lo Re [25, 27, 2, 4 e 6]
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| Calendario |
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Mercoledì 24 febbraio, ore 20.30 - Turno Prime
Giovedì 25 febbraio, ore 18.30 - Turno S1
Venerdì 26 febbraio, ore 18.30 - Turno B
Sabato 27 febbraio, ore 20.30 - Fuori abbonamento
Domenica 28 febbraio, ore 17.30 - Turno D
Martedì 2 marzo, ore 18.30 - Turno s2
Mercoledì 3 marzo, ore 18.30 - Turno C
Giovedì 4 marzo, ore 18.30 - Fuori abbonamento
Venerdì 5 marzo, ore 18.30 - Fuori abbonamento
Sabato 6 marzo, ore 20.30 - Turno F
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| Durata |
Prima parte 55 minuti
Intervallo 20 minuti
Seconda parte 50 minuti
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| Argomento |
Quadro primo
In una misera soffitta
Quattro giovani amici – il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline – conducono una gaia vita di bohème. I soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spen- sieratezza aiutano a superare molti ostacoli. La vigilia di Natale vede Ro- dolfo e Marcello che, infreddoliti ed impossibilitati a lavorare per il gelo che ha invaso la soffitta, sono costretti a bruciare nel caminetto il grosso manoscritto di un dramma di Rodolfo. Rientra Colline, desolato perché ha trovato chiuso il Monte dei Pegni; ma Schaunard, invece, arriva tutto esultante portando del denaro, frutto di un’insolita sua prestazione musicale. I quattro amici decidono di festeggiare la vigilia di Natale con una cena al Quartiere Latino, quando giunge, non gradito, il padrone di casa Benoît a reclamare la pigione dell’ultimo trimestre. Costretto a bere dai turbolenti inquilini, il vecchio si lascia andare ad imprudenti confidenze sulle sue infedeltà coniugali e viene perciò cacciato con alte grida di riprovazione dagli improvvisati moralisti. Marcello, Colline e Schaunard escono; Rodolfo deve attardarsi per finire un articolo di giornale. Mentre il poeta sta scrivendo, fa la sua apparizione Mimì, una dolce e bella grisette che abita in una soffitta dello stesso casamento. Le si è spenta la candela, chiede aiuto a Rodolfo: ma, appena entrata, si sente male e le cadono di mano il candeliere e la chiave di casa. Rodolfo è colpito dal pallore e dalla bellezza della fanciulla. L’aiuta a rimettersi ma, trovata nel buio la chiave, si guarda bene dal restituirla a Mimì: chiamato a gran voce dagli amici impazienti di far baldoria, convince la ragazza ad unirsi a loro. Mimì dolcemente cede. Già innamorati, i due giovani si baciano, poi a braccetto, si avviano giù per la scala.
Quadro secondo
Al Quartiere Latino.
Colline ha comprato un vecchio, sdrucito pastrano; anche Schaunard fa acquisti, mentre Rodolfo e Mimì si aggirano fra la folla, felici del loro amore. Il solo Marcello è triste e pensieroso: la bella Musetta, infatti, lo ha abbandonato da qualche tempo per correre dietro a nuovi amori. Rodolfo compra una cuffietta rosa a Mimì e presenta la ragazza agli amici; tutti insieme si siedono ad un tavolo del Caffè Momus ed ordinano una ricca cena. Appare ad un tratto sulla piazza Musetta, elegantemente vestita: le vien dietro Alcindoro, un vecchio pomposo e ridicolo che è il suo amante attuale. Scorto Marcello, la ragazza si siede al tavolo vicino a quello degli amici e dal suo posto lancia frasi maliziose e occhiate eloquenti. Marcello finisce per cedere, una volta ancora, al fascino di Musetta, la quale civetta con lui dopo aver allon- tanato con un pretesto Alcindoro. Passa la banda militare seguita da una gran folla; i due amici si allontanano unendosi alla baraonda generale. Quando Alcindoro torna al suo tavolino, non trova più Musetta ma, in cambio, i due conti da pagare, e cade sopra una sedia allibito.
Quadro terzo
La Barriera d’Enfer.
In un cabaret vicino, lavora Marcello, ivi alloggiato insieme con Musetta, che dà lezioni di canto agli ospiti. È l’alba: gli spazzini si recano al lavoro, passano carrettieri e lattivendole. Mimì, pallida e sofferente, ha un colloquio con Marcello: la vita con Rodolfo è diventata impossibile, le liti e le incomprensioni sono all’ordine del giorno e la fanciulla non sa più che fare. Nascosta dietro agli alberi, Mimì assiste al colloquio tra Rodolfo – appena sopraggiunto – e Marcello: il poeta accusa Mimì di leggerezza e infedeltà ma poi – dietro insistenza di Marcello – confessa la vera ragione del suo modo d’agire. Mimì è gravemente ammalata e la vita nella fredda ed umida soffitta finirebbe per abbreviarle l’esistenza: è necessaria quindi una separazione. Mimì, dal suo nascondiglio, si lascia sfuggire un singhiozzo, e Rodolfo la scopre. Un appassionato colloquio s’intreccia tra i due amanti, che ricordano con struggente nostalgia tutte le gioie del periodo trascorso insieme. Alle tristi e dolorose parole di Mimì e di Rodolfo si uniscono, ad un certo punto, le frasi pungenti e velenose di Musetta e Marcello: il pittore ha scoperto l’amica mentre civettava con un avventore e le fa una violenta scenata di gelosia, alla quale la ragazza reagisce infuriata. Anch’essi si lasceranno: la vita in comune è diventata un inferno. Mentre Mimì e Rodolfo si avviano verso i loro ultimi giorni di felicità, Musetta continua a lanciare atroci insulti contro Marcello, che rientra nel cabaret furibondo.
Quadro quarto
Nella soffitta
Rodolfo e Marcello, da qualche tempo lontani da Mimì e Musetta, ostentano indifferenza e perfetta felicità, ma in realtà pensano e continuamente rimpiangono le amiche perdute. Giungono Colline e Schaunard che recano una magra cena: pane e un’aringa. Simulando un gaio e ricco festino, i quattro buontemponi inscenano una buffa pantomima, ballando e cantando con umoristico brio. Ma l’animata scena è interrotta dall’arrivo improvviso di Musetta, che accompagna Mimì sofferente e semisvenuta. La ragazza è infatti gravissima: sentendo prossima alla fine vuole rivedere il suo Rodolfo e, per strada, ha incontrato Musetta che da tempo la cercava. Rodolfo adagia Mimì sul letto e gli amici si prodigano per recarle qualche conforto: Musetta venderà i suoi orecchini, Colline impegnerà il suo vecchio pastrano. Rimasta sola con Rodolfo, Mimì rievoca i dolci momenti del loro amore e si stringe ancora, con infinita passione, all’unico uomo che ha veramente amato. Rientrati gli amici, Mimì prende con gioia dalle mani di Musetta un manicotto che ella crede dono di Rodolfo e si assopisce quietamente. Musetta prega per la salvezza dell’amica; Rodolfo continua ad illudersi finché il contegno degli astanti gli rivela che Mimì si è spenta. Piangendo, si getta allora sul corpo della fanciulla invocandola disperatamente.
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