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RIGOLETTO
Melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi
su libretto di Francesco Maria Piave
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo
Personaggi Interpreti
Il duca di Mantova Francesco Meli (22, 24, 27, 29, 2)
Alessandro Liberatore (25, 28, 1)
Rigoletto Leo Nucci (22, 24, 27, 29, 2)
Marco Di Felice (25, 28, 1)
Gilda Norah Amsellem (22, 24, 27, 29)
Valentina Farcas (25, 28, 2)
Yolanda Auyanet (1)
Sparafucile Arutjun Kotchinian (22, 24, 27, 29, 2)
In-sung Sim (25, 28, 1)
Maddalena Renata Lamanda (22, 24, 27, 29, 2)
Alessia Sparacio (25, 28, 1)
Giovanna, custode di Gilda Maria Motta
Il conte di Monterone Riccardo Ferrari
Marullo Giovanni Guagliardo
Matteo Borsa Nicola Pamio
Il conte di Ceprano Federico Longhi
La contessa, sua sposa Veronica Lima (22, 24, 27, 29)
Pinuccia Passarello (25, 28, 1, 2)
Usciere di corte Riccardo Schirò (22, 24, 27, 29)
Antonio Barbagallo (25, 28, 1, 2)
Un paggio della duchessa Veronica Lima
Direttore Keri-Lynn Wilson
Regia Stefano Vizioli
dallo spettacolo di Pierluigi Samaritani
Scene e costumi Pier Luigi Samaritani
riprese da Alessandro Ciammarughi
Luci Claudio Schmid
Assistente alla regia Carlo Bellamio
Assistente alle scene e ai costumi Sonia Salvatori

Allestimento del Teatro Regio di Parma

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del coro Andrea Faidutti
Foto di scena
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Foto Franco Lannino © Studio Camera

Video

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Domenica 22/11/2009 ore 20.30 Turno Prime
Martedì 24/11/2009 ore 18.30 Turno B
Mercoledì 25/11/2009 ore 18.30 Turno S2
Venerdì 27/11/2009 ore 18.30 Turno C
Sabato 28/11/2009 ore 20.30 Turno F
Domenica 29/11/2009 ore 17.30 Turno D
Martedì 01/12/2009 ore 20.30 Fuori abbonamento
Mercoledì 02/12/2009 ore 18.30 Fuori abbonamento
Durata
Primo atto 55 minuti
Intervallo 20 minuti
Secondo atto 35 minuti
Intervallo 20 minuti
Terzo atto 30 minuti
Argomento
Primo atto.
A Mantova, nel XVI secolo. Una festa in un salone del palazzo ducale. Il duca di Mantova confida al cortigiano Matteo Borsa che intende conquistare la bella e sconosciuta fanciulla che da tre mesi egli incontra tutte le domeniche in chiesa. Ma per lui tutte le donne sono uguali, e si mette a corteggiare la contessa di Ceprano. Rigoletto, al quale Marullo ha appena rivelato che possiede un’amante, suggerisce al duca di liberarsi del geloso conte di Ceprano, per poterne meglio insidiare la moglie. Mentre la festa continua, improvvisamente irrompe in scena il conte di Monterone, cui il Duca ha sedotto la figlia. Rigoletto si prende ferocemente gioco di lui e il Duca fa arrestare Monterone, che lancia una solenne maledizione contro di lui e Rigoletto. Colpito dalla maledizione lanciata da questo padre umiliato, Rigoletto medita spaventato sulle sue parole. Quella sera stessa, in una strada buia, Rigoletto, pensieroso, va ripensando alla maledizione di Monterone. Incontra Sparafucile, che gli offre i suoi servigi di sicario. Rifiuta l’offerta, ma si fa dire, comunque, dove possa ritrovarlo. Gli si fa incontro la figlia, colei che i cortigiani credevano la sua amante. Rigoletto la tiene all’oscuro di tutto e le impedisce addirittura di uscire di casa se non per recarsi in chiesa, facendola sorvegliare dalla fida Giovanna. Dopo un ultimo bacio, e raccomandato ancora una volta a Giovanna di vegliare su di lei, egli si allontana. Nel frattempo, non visto, il duca ode la loro conversazione e capisce che lei è la figlia del buffone. Mentre Gilda confessa a Giovanna di avere dei rimorsi per non aver raccontato al padre del giovane che da tempo la segue in chiesa, il Duca le dichiara il suo amore, fingendosi un povero studente di nome Gualtier Maldé. Rigoletto, che stava tornando a casa, incontra sulla via i cortigiani, che avevano deciso di rapire Gilda credendola la sua amante: lo convincono che sono lì per rapire la contessa di Ceprano, e dopo averlo bendato senza che egli se ne accorga, rapiscono la giovane. Resosi conto della verità quando è ormai troppo tardi, Rigoletto cade a terra privo di sensi.

Secondo atto.
Un salotto nel Palazzo Ducale. Il Duca si è accorto che Gilda è stata rapita, e quando i cortigiani gli rivelano di aver rapito l’amante di Rigoletto, capisce che si tratta di Gilda e si precipita nella stanza in cui i cortigiani l’hanno rinchiusa. Entra intanto Rigoletto, sospettoso dei cortigiani: quando comprende che sua figlia si trova con il Duca fa per slanciarsi verso la stanza, ma viene trattenuto. Rigoletto si rivolta quindi veemente contro di loro: in quel momento Gilda esce dalla stanza e si getta tra le braccia del padre; gli narra del suo amore con il Duca, che ella credeva uno studente, e della vergogna ora subita. Mentre Rigoletto la consola, il Conte di Monterone attraversa la scena, condotto al carcere da due guardie: con amarezza scopre che la sua maledizione non ha avuto alcun effetto sul Duca; il buffone però gli grida che ora avrà vendetta.

Terzo atto.
Una casa mezzo diroccata sulla riva destra del Mincio, un mese dopo. Rigoletto e Gilda sono nei pressi della casa in cui Sparafucile abita con la sorella. Non visti, odono giungere il Duca, che lusinga la sorella del sicario, Maddalena, cantandole un allegro e sprezzante motivetto. Sparafucile esce intanto dalla casa e si avvicina a Rigoletto per chiedergli se vuole che il suo uomo viva oppure muoia, ma il buffone gli dice di ritornare più tardi per avere una risposta. Dopo aver ordinato a Gilda d’indossare abiti maschili e partire subito per Verona, Rigoletto s’incontra con Sparafucile: in cambio di venti scudi questi ucciderà il Duca e gli consegnerà il cadavere chiuso in un sacco, per gettarlo nel fiume. Maddalena, però, si è invaghita del giovane sconosciuto e prega il fratello di non ucciderlo. Sparafucile esita, poi cede alle preghiere della sorella e decide di uccidere al suo posto il primo viandante che busserà alla loro porta. Ma Gilda, ancora innamorata del Duca, decide di sacrificare la sua vita per salvare quella del suo amato ed entra nella casa: Sparafucile la pugnala. A mezzanotte ritorna Rigoletto, per pagare il prezzo concordato e ritirare il sacco con il cadavere del Duca; ma mentre si allontana per gettare il sacco nel fiume, sente in lontananza la voce di lui. Terrorizzato apre il sacco, e alla luce dei lampi scorge il volto di Gilda, morente. Disperato, cade svenuto sul corpo ora esanime di sua figlia.