Acquista online Personaggi e interpreti Foto e Video Orari e turni Durata Argomento
Tragedia giapponese in due atti di Giacomo Puccini
su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal dramma omonimo di David Belasco
Personaggi Interpreti
Madama Butterfly [Cio-cio-san] Hui He (19, 22, 25, 27)
Antonia Cifrone (20, 23 e 26)
Suzuki Rossana Rinaldi (19, 22, 25, 27)
Katarina Nikolic (20, 23 e 26)
Kate Pinkerton Alessandra Volpe
F.B. Pinkerton Massimiliano Pisapia (19, 22, 25, 27)
Giorgio Casciarri (20, 23 e 26)
Sharpless Fabio Capitanucci (19, 22, 25, 27)
Piero Guarnera (20, 23 e 26)
Goro Saverio Fiore
Il principe Yamadori Alessandro Battiato
Lo zio Bonzo Francesco Palmieri
Il commissario imperiale Riccardo Schirò
L'ufficiale del registro Giovanni Lo Re (19, 22, 25, 27)
Antonio Barbagallo (20, 23, 26)
Direttore Gabriele Ferro
Regia Lorenzo Mariani
regia ripresa da Elisabetta Marini
Scene e costumi Maurizio Balò
Luci Guido Levi

Allestimento della Finnish National Opera

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del coro Andrea Faidutti
Foto di scena
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Foto Franco Lannino © Studio Camera

Video

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Sabato 19/09/2009 ore 20.30 Turno Prime
Domenica 20/09/2009 ore 17.30 Fuori abbonamento
Martedì 22/09/2009 ore 18.30 Turno C
Mercoledì 23/09/2009 ore 18.30 Turno S2
Venerdì 25/09/2009 ore 18.30 Turno B
Sabato 26/09/2009 ore 20.30 Turno F
Domenica 27/09/2009 ore 17.30 Turno D
Durata
Prima parte 55 minuti
Intervallo 20 minuti
Seconda parte 85 minuti

Argomento
Primo atto.
Una casa con giardino sulla collina di Nagasaki
. F.B. Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, accompagnato da Goro, sensale di matrimoni, visita divertito la casa che ha appena acquistato: sta per sposare una giovanissima geisha, Cio-Cio-San, procuratagli appunto da Goro. Giunge intanto Sharpless, Console americano, al quale Pinkerton espone la sua cinica filosofia di “yankee” che vuol godersi la vita: s’è invaghito di Cio-Cio-San e intende ora sposarla secondo il rito giapponese. Sharpless gli fa un garbato rimprovero, ma alla fine alza il bicchiere con Pinkerton che brinda al giorno in cui si sposerà con una vera sposa americana. Giunge Cio-Cio-San col corteo nuziale. Il console le rivolge qualche domanda, Cio-Cio-San dice di essere nata a Nagasaki da famiglia un tempo assai prospera, poi finita in miseria. Vive sola, con la madre e quando gli viene chiesto del padre si rabbuia rispondendo soltanto che è morto. Il tono di Butterfly cambia quando le viene chiesta l’età, si diverte fanciullescamente a farla indovinare, poi dichiara maliziosa i suoi 15 anni. Giungono la madre e gli altri parenti per la cerimonia, e Pinkerton, osservandoli insieme al console, fa i suoi commenti sarcastici. Sharpless lo esorta ancora a pensarci bene prima di affrontare il matrimonio. Intanto, presentati i parenti, Butterfly trae in disparte Pinkerton per mostrargli alcuni oggetti che ha portato con sé in dote. Mostra infine un astuccio lungo e stretto, ma alla richiesta di Pinkerton di vedere cosa contiene, essa lo ripone in tutta fretta, dicendo che c’è troppa gente intorno. Si avvicina Goro e spiega sottovoce che si tratta della lama con cui il padre si è suicidato su “invito” dell’Imperatore. In attesa dell’inizio della cerimonia, Cio-Cio-San confessa a Pinkerton, a dimostrazione della sua devozione, di essere salita il giorno prima alla Missione per rinnegare la sua fede e farsi cristiana. Si celebrano finalmente le nozze, il console e i funzionari se ne vanno, mentre tutto il parentado si trattiene per festeggiare. Pinkerton cerca di affrettare il brindisi, impaziente di trovarsi solo con Butterfly. S’ode di lontano la voce terribile dello Zio Bonzo, che irrompe furibondo, avendo scoperto che Cio-Cio-San ha rinnegato la fede degli avi. Il Bonzo, cacciato da Pinkerton, la maledice rinnegandola a sua volta, e s’allontana seguito dai parenti. Il pianto di Butterfly viene placato dalle ardenti parole di Pinkerton, infiammato dal desiderio, mentre scende la notte. L’ingenua fanciulla risponde teneramente alle appassionate parole del marito che, stringendola in un abbraccio, lentamente, la conduce all’interno della casa.

Secondo atto.
L’interno della casa di Butterfly. La fedele Suzuki prega davanti alla statua di Budda perché Cio-Cio-San non pianga più. Da tre anni, infatti, la poverina aspetta il ritorno di Pinkerton, partito per gli Stati Uniti con la promessa di ritornare a primavera, nella stagione in cui i pettirossi fanno il nido. Ed ella spera ancora, nonostante i dubbi di Suzuki, che un bel giorno spunterà all’orizzonte la nave di Pinkerton. Sopraggiunge Goro con Sharpless, il quale ha ricevuto una lettera da Pinkerton con un messaggio per Cio-Cio-San. Ella è raggiante di gioia e dà il benvenuto al console. Sharpless non ha il coraggio di comunicarle che Pinkerton si è risposato in America e che verrà presto a Nagasaki con la sua nuova sposa. Butterfly, sembra quasi voler ritardare la lettura della lettera con domande d’un patetico candore: quando rifanno il nido i pettirossi in America? Goro, in disparte, fa commenti sarcastici. Cio-Cio-San informa il console di come il sensale insista per trovarle un nuovo marito: Uno dei pretendenti è il ricco Yamadori, che giunge poco dopo in gran pompa accompagnato dai suoi servi, ricevuto da Butterfly con scherzosa impertinenza. Uscito Yamadori, Sharpless comincia con imbarazzo a leggere la lettera di Pinkerton, continuamente interrotto da Butterfly che interpreta ogni parola alla luce della sua illusione. A una frase del console, Butterfly si alza ansiosa e felice credendo che alluda la ritorno del marito. Il console piega la lettera e la ripone in tasca. Quindi cerca di farle capire la verità in altro modo. Cio-Cio-San s’arresta, immobile, e risponde sommessa che le alternative sono due: tornare a fare la geisha o morire. Sharpless è vivamente commosso e con tenerezza paterna, cercando di toglierle l’ultima illusione, la esorta a pensare a se stessa sposando il ricco Yamadori. Offesa, Butterfly chiama Suzuki e le chiede di accompagnare alla porta il console. Poi all’improvviso corre nella stanza accanto e ritorna trionfante con un bambino in braccio: se Pinkerton l’ha scordata, potrà scordare anche suo figlio? Il console, profondamente turbato, promette che informerà Pinkerton dell’esistenza del bambino ed esce. Entra furente Suzuki che trascina Goro, adato in giro a raccontare a tutti che nessuno sa chi sia il padre del bambino. Butterfly, fuori di sé, corre al reliquiario, prende il coltello, afferra Goro per la gola e minaccia di ucciderlo, ma in quel momento un colpo di cannone annuncia l’entrata in porto di una nave. Cio-Cio-San si precipita fuori e, con un cannocchiale, cerca di individuare la bandiera della nave, quindi, esultante ne grida il nome: «Abramo Lincoln!». La sua gioia è immensa. Ordina a Suzuki di cogliere tutti i fiori del giardino per ricevere degnamente lo sposo. Indossa l'abito nuziale e con il bambino attende l’arrivo di Pinkerton. è l’alba, si odono le voci dei pescatori, Butterfly si lascia convincere da Suzuki ad andare a riposare: verrà svegliata all’arrivo del marito. Pinkerton si presenta subito dopo, con Sharpless e Kate, la moglie americana, che resta ad aspettare in giardino: informato dal console del figlio che Butterfly gli ha dato, vuole convincerla ad affidargli il piccolo. La fedeltà di Butterfly lo riempie di rimorso e lo spinge ad allontanarsi. Butterfly si desta, chiama Suzuki, entra sollecita nella stanza, vede il console e pensa in grande agitazione di trovare anche Pinkerton: scorge invece Kate, sulla terrazza, ed è colta da un brutto presentimento. Interroga Suzuki su Pinketon mentre fissa Kate, quasi affascinata e finalmente comprende chi è. Kate allora si avvicina e, chiedendole perdono per il male che inconsapevolmente le ha fatto, si mostra amorevolmente disposta ad avere cura del bambino. Butterfly risponde che consegnerà il piccolo soltanto a «lui», se avrà il coraggio di presentarsi. Poi li congeda. Rimasta sola crolla a terra. Ordina a Suzuki di chiudere le imposte e di ritirarsi nell’altra stanza con il bambino. Poi toglie da uno stipo un gran velo bianco che s’avvolge intorno al collo, estrae dall’astuccio di lacca il coltello di suo padre e legge con solennità le parole incise sulla lama: «Con onor muore chi non può serbar vita con onore». Sta per compiere harakiri, quando all’improvviso Suzuki spinge nella stanza il bambino. Butterfly lascia cadere il coltello, si precipita verso il piccolo, lo abbraccia e, dopo avergli rivolto uno straziante addio, gli benda gli occhi e lo fa sedere, mettendogli in mano una bandierina americana. Quindi raccoglie il coltello, si ritira dietro il paravento e si uccide. Nello stesso istante, invocandola da lontano, accorre nella stanza Pinkerton, che s’inginocchia singhiozzante sul suo corpo.