Acquista online Personaggi e interpreti Foto e Video Orari e turni Durata Argomento
Opera romantica in tre atti
Musica e libretto di Richard Wagner
Personaggi Interpreti
Heinrich der Vogler Bjarni Thor Kristinsson (24, 27, 30, 1)
Johann Tilli (29)
Lohengrin Zoran Todorovich (24, 27, 30, 1)
Richard Berkeley-Steele (29)
Elsa von Brabant Martina Serafin (24, 27, 30, 1)
Brigitte Wohlfarth (29)
Friedrich von Telramund Sergei Leiferkus (24, 27, 30, 1)
Thomas Gazheli (29)
Ortrud Marianne Cornetti (24, 27, 30, 1)
Wilja Ernst-Mosuraitis (29)
Heerrufer Joachim Seipp
Direttore Günter Neuhold
Regia, scene, costumi, luci Hugo de Ana
Assistente alla direzione d’orchestra István Cserján
Assistente alla regia Caterina Panti Liberovici
Assistente alle scene Guillermo Juan Nova
Assistente ai costumi Luca Dall’Alpi
Azioni mimiche Lino Privitera
Collaboratore alle luci Wolfgang von Zoubek
Visual designer Sergio Metalli
Maestro d’armi Renzo Musumeci Greco

Nuovo allestimento
in coproduzione con il Teatro Carlo Felice di Genova

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del coro Andrea Faidutti
Coro "Orpheus" di Sofia
Maestro del coro Krum Maximov
Foto di scena
Fare click sulle foto per ingrandirle












Foto Franco Lannino © Studio Camera

Video

Guarda gli altri video del Teatro Massimo
Sabato 24/01/2009 ore 18.30 Turno Prime
Martedì 27/01/2009 ore 18.30 Turno B
Giovedì 29/01/2009 ore 18.30 Turno F
Venerdì 30/01/2009 ore 18.30 Turno C
Domenica 01/02/2009 ore 17.30 Turno D
Durata
Primo atto 60 minuti
Intervallo 20 minuti
Secondo atto 70 minuti
Intervallo 2o minuti
Terzo atto 60 minuti
Argomento
Primo atto. Anversa, prima metà del X secolo. Heinrich, re tedesco, è venuto nel Brabante per organizzare una guerra contro gli Ungheresi. Trova il Brabante in preda a lotte civili, il trono vacante e disputato e vuole apprendere la ragione di tutto ciò. Gli risponde Friedrich von Telramund, uno dei più nobili e temuti guerrieri del Brabante. Il suo racconto è drammatico: narra falsamente che, prima di morire, il duca di Brabante gli aveva affidato la custodia dei due figli, Elsa e Gottfried; e che un giorno Elsa aveva ucciso in un bosco il fratello per impossessarsi della corona e così regnare. Per questo, rinunciando ai diritti che il duca di Brabante gli aveva concesso sulla mano di Elsa, Friedrich aveva invece sposato Ortrud, erede dei principi del Paese. Ora Friedrich però rivendicava il diritto al trono e la condanna di Elsa. Con odio malcelato Ortrud appoggia e conferma la richiesta del marito. Elsa, chiamata da Heinrich, non sa discolparsi: dice soltanto che ha veduto in sogno un meraviglioso cavaliere il quale la difenderà contro ogni malvagio disegno altrui. Il re Heinrich decide allora di ricorrere al giudizio di Dio, cioè al singolo combattimento in campo chiuso. Al terzo appello degli araldi, e proprio quando nessuno più crede che questo misterioso cavaliere atteso da Elsa giunga, ecco apparire sul fiume Schelda un guerriero in armi lucenti, ritto su una barca condotta da un cigno. È Lohengrin. L’apparizione desta negli astanti la più profonda impressione, mentre Ortrud e Friedrich sono colpiti da un misterioso terrore. Il cavaliere si avvicina ad Elsa e dichiara pubblicamente di voler combattere per lei: se sarà vittorioso Elsa diverrà sua sposa ma ella on dovrà mai chiedergli il suo nome né il nome del paese da dove è venuto. Questo è il patto infrangibile della loro felicità. Elsa giura di mantenere il patto e Lohengrin lancia allora la sfida a Friedrich. Si battono e Lohengrin al primo incontro stende a terra l’avversario.

Secondo atto. Castello di Anversa, di notte. Friedrich e Ortrud, reietti e degradati da ogni diritto di casato e di censo, tramano nell’ombra. Se Lohengrin ha imposto ad Elsa di non chiedergli il nome, ciò significa che, qualora egli fosse un giorno costretto a confessarlo, il suo potere arcano cesserebbe. Su questo insidioso argomento basano quindi lo sviluppo della loro nefasta azione. Ortrud, fingendosi pentita, si accosta ad Elsa e comincia a instillarle nell’animo il dubbio verso il suo ignoto signore, dal mo- mento che Lohengrin ha imposto il più infrangibile silenzio sul suo nome e la sua provenienza. L’araldo proclama intanto i vo- leri del re: la messa al bando per Friedrich e le nozze immediate tra Elsa e il cavaliere, nuovo protettore della regione. Mentre si forma il corteo nuziale, Ortrud accusa pubblicamente Lohengrin di sortilegio. Friedrich, mentre il re e i nobili rinnovano la loro fiducia in Lohengrin, si avvicina furtivamente a Elsa, protetto da quattro nobili brabantini: nella notte si nasconderà vicino alla sua camera, pronto a ferire il cavaliere, qualora lei ritenesse di essere in pericolo; ma Elsa, in cui la fede nel misterioso cavaliere prevale ancora sul dubbio, rifiuta l’offerta.

Terzo atto. Inno nuziale. Elsa e Lohengrin sono finalmente sposi. Ma il veleno infuso dalle parole diaboliche di Ortrud e Frie drich sta agendo in tutta la sua sottile perversità. Ossessionata dall’idea di conoscere il nome del suo sposo, Elsa spezza il patto sacro e cerca di sapere da Lohengrin chi sia e da dove venga. A nulla valgono le preghiere di Lohengrin affinché ella desista e non giunga alla domanda irrimediabile. Proprio nel momento in cui ella cede, Friedrich e i quattro nobili irrompono nella stanza decisi a colpire alle spalle Lohengrin. Elsa sviene, Lohengrin uccide Friedrich e si volge a contemplare l’amata, consapevole di averla ormai perduta. Al suo risveglio le comunica che le rivelerà il suo nome ma solo al cospetto del re e del popolo. Sulle rive della Schelda, ai brabantini che attendono di partire per la guerra, il cavaliere si rivela: egli è Lohengrin, figlio di Parsifal, capo dei custodi del santo Gral; è sceso sulla terra per porta re pace, protetto da una potenza divina che però svanisce se è costretto a rivelare chi sia. Elsa lo supplica di perdonarla, ma invano, il bianco cigno ritorna e Lohengrin si appresta a lasciare il Brabante. Ortrud rivela che il cigno in realtà è Gottfried, così da lei trasformato per togliergli il regno. Lohengrin si raccoglie in preghiera e d’improvviso il cigno s’immerge nelle acque del fiume per uscirne nelle vesti di Gottfried, pronto – ora che è stato spezzato il malefico sortilegio di Ortrud – ad assumere il governo del Brabante. Lohengrin si allontana guidato dalla luce divina per tornare al Gral; Elsa si abbandona esanime tra le braccia del fratello.