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17, 18, 20, 21, 22, 24, 25 maggio 2008
Giacomo Puccini
Trittico
Direttore Paolo Arrivabeni
Regia Giovanni Scandella (Il tabarro)
Giulio Ciabatti (Suor Angelica)
Francesco Micheli (Gianni Schicchi)
Scene Alessandro Camera
Costumi Carla Ricotti
Luci Bruno Ciulli
Assistente alle scene Andrea Gregori
Assistente ai costumi Barbara Borgolotto

Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo

Maestro del coro Miguel Fabían Martínez
Maestro del Coro di voci bianche Salvatore Punturo

Nuovo allestimento
 

Personaggi e Interpreti
IL TABARRO
Libretto Giuseppe Adami
Giorgetta Amarilli Nizza 17, 20, 22, 25 maggio
Chiara Angella 18, 21, 24 maggio
Luigi Frank Porretta 17, 20, 22, 25 maggio
Badri Maisuradze 18, 21, 24 maggio
Michele Alberto Mastromarino 17, 20, 22, 25 maggio
Ivan Inverardi 18, 21, 24 maggio
Il Tinca Nicola Pamio
Il Talpa Filippo Polinelli
La frugola Lorena Scarlata Rizzo 17, 20, 22, 25 maggio
Giovanna Lanza 18, 21, 24 maggio
Il venditore di canzonette /
Voce di tenorino
Domenico Ghegghi
Un amante Pietro Luppina 17, 20, 22, 25 maggio
Vincenzo Bonomo 18, 21, 24 maggio
Un’amante Maria Luisa Amodeo 17, 20, 22, 25 maggio
Gabriella Barresi 18, 21, 24 maggio
Voce Gabriella Barresi 17, 20, 22, 25 maggio
Maria Luisa Amodeo 18, 21, 24 maggio
SUOR ANGELICA
Libretto Giovacchino Forzano
Suor Angelica Amarilli Nizza 17, 20, 22, 25 maggio
Rachele Stanisci 18, 21, 24 maggio
La Zia principessa Rosalind Plowright 17, 20, 22, 25 maggio
Agnes Zwierko 18, 21, 24 maggio
La Badessa Silvia Mazzoni
La Suor Zelatrice Giovanna Lanza
La Maestra delle novizie Katerina Nikolic
Suor Genoveffa Elisabetta Martorana
Suor Osmina Maria Luisa Amodeo 17, 20, 22, 25 maggio
Gabriella Barresi 18, 21, 24 maggio
Suor Dolcina Antonella De Luca 17, 20, 22, 25 maggio
Maria Luisa Amodeo 18, 21, 24 maggio
La Suora infermiera Patrizia Gentile
Una novizia Pinuccia Passarello
Prima cercatrice Sabrina Testa
Seconda cercatrice Mariella Guarnera
Prima conversa Adriana Calì
Seconda conversa

Lorena Scarlata Rizzo

GIANNI SCHICCHI
Libretto Giovacchino Forzano
Gianni Schicchi Alberto Mastromarino 17, 20, 22, 25 maggio
Silvio Zanon 18, 21, 24 maggio
Lauretta Amarilli Nizza 17, 20, 22, 25 maggio
Cristina Ferri 18, 21, 24 maggio
Zita Cinzia De Mola
Rinuccio Fernando Portari 17, 20, 22, 25 maggio
Aldo Caputo 18, 21, 24 maggio
Gherardo Aldo Orsolini
Nella Sabrina Vianello
Gherardino Davide Puleo 17, 20, 22, 25 maggio
Giorgio Buogo 18, 21, 24 maggio
Betto Luciano Miotto
Simone Roberto Tagliavini
Marco Paolo Orecchia
La Ciesca Monica Colonna
Maestro Spinelloccio Carlo Morini
Notaro Filippo Polinelli
Pinellino Gianfranco Giordano 17, 20, 22, 25 maggio
Daniele Bonomolo 18, 21, 24 maggio
Guccio Daniele Bonomolo 17, 20, 22, 25 maggio
Gianfranco Giordano 18, 21, 24 maggio
 

Orari e turni
Sabato 17 maggio 2008 Turno Prime h 20.30
Domenica 18 maggio 2008 Fuori abbonamento h 17.30
Martedì 20 maggio 2008 Turno B h 18.30
Mercoledì 21 maggio 2008 Turno S3 h 18.30
Giovedì 22 maggio 2008 Turno C h 18.30
Sabato 24 maggio 2008 Turno F h 20.30
Domenica 25 maggio 2008 Turno D h 17.30
 

Durata
La durata complessiva è di circa 4 ore

 

Argomento

Il tabarro
Sulle rive della Senna è ancorato un vecchio barcone; il proprietario è Michele, marito di Giorgetta, una ragazza parigina molto più giovane di lui; la loro unione è infelice. Michele sospetta infatti che Giorgetta lo tradisca con un altro, vedendola sempre più schiva, scontrosa e insofferente. Giorgetta in realtà è segretamente innamorata di Luigi, un giovane scaricatore che, ogni sera, richiamato dalla luce tenue di un fiammifero acceso, va a farle visita. Michele tenta invano di riaccendere la passione di sua moglie ricordandole quando, in passato, lei si rifugiava tra le sue braccia nel calore del suo tabarro. Giorgetta respinge ogni tentativo di Michele e va a dormire aspettando che il marito la raggiunga e si addormenti, per poter quindi incontrare il suo giovane amante. Michele è furente e medita vendetta, cercando di capire chi possa essere il rivale: lo aiuta il bagliore della sua pipa che viene scambiato da Luigi per il consueto segnale. Il giovane amante sale sul barcone, Michele lo afferra, lo riconosce, lo costringe ad ammettere le sue colpe, quindi lo strangola e ne nasconde il cadavere nel suo tabarro. Giorgetta, allarmata dal trambusto, sale in coperta e chiede a Michele di essere rassicurata avvolgendola nel tabarro, come ai vecchi tempi; Michele, ad estremo atto di vendetta, apre il tabarro e affianca il volto della moglie a quello del suo amante morto.

Suor Angelica
Verso la fine del Seicento, per aver avuto un figlio al di fuori del matrimonio, la nobile Angelica è stata costretta dalla famiglia alla clausura e per sette anni ha atteso invano una qualunque visita. Giunge inattesa la Zia Principessa, ma solo per farle firmare un atto di rinuncia al patrimonio. Angelica chiede notizie del figlio, di cui ha molta nostalgia e, senza pietà, la Zia la informa che è morto, lasciandola nella più cupa disperazione. Angelica decide di suicidarsi e, dopo aver distillato il veleno dai fiori, lo ingerisce. Al rimorso che la coglie subito dopo, la Madonna risponde con un miracolo: accompagnata dalla musica proveniente dalla cappella, in segno di perdono appare sospingendo un bimbo.

Gianni Schicchi
A Firenze, nel 1299 Buoso Donati giace defunto nella sua bara, circondato dai parenti in veglia di preghiera. Serpeggia fra loro il dubbio che Buoso abbia lasciato tutto in eredità ai frati. La curiosità induce tutti ad aprire il testamento e a vedere confermati i loro timori. Rinuccio, vedendo sfumare il suo progetto di vita con l’amata Lauretta, propone agli altri parenti di rivolgersi a Gianni Schicchi, uomo noto per la sua astuta accortezza. Gianni giunge alla casa dei Donati, accolto dalla vecchia Zita che ritiene lui, un plebeo, inadatto a un consesso borghese. Gianni, offeso, rimane solo perchè Lauretta, sua figlia, lo implora di aiutarla a coronare il suo sogno d’amore. Ed ecco architettata la beffa: il dottor Spinelloccio è venuto ad informarsi sulla salute di Buoso, già morto; Gianni s’infila così nel letto fingendosi Buoso moribondo e chiede che sia fatto chiamare il notaio per dettare il testamento. Gianni dispone quindi che i beni più preziosi, tra cui la casa di Firenze, la mula e i mulini di Signa, vengano lasciati a se stesso. I parenti, beffati e furenti, sono tuttavia impotenti a disinnescare la truffa pena la giusta punizione che sarebbe inflitta loro. Gianni scaccia tutti dalla casa, ormai divenuta sua per testamento di Buoso e, torna protagonista della scena. Lauretta e Rinuccio possono ora amarsi mentre Gianni, rivolto al pubblico, cerca di purificare la propria astuzia spiegando di aver osato tanto ma solo per il bene dei due fidanzati.

 

Foto di scena
(Fare click sulle foto per ingrandirle)

Il tabarro









Suor Angelica










Gianni Schicchi








Foto Franco Lannino ©Studio Camera