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9, 10, 13, 15, 16, 18 aprile 2008
Gaetano Donizetti
Anna Bolena
Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani

Direttore Marco Guidarini
Regia Graham Vick
Scene e costumi Paul Brown
Luci Giuseppe Di Iorio
Assistente alla regia Stefano Trespidi
Assistente scene e costumi Elena Cicorella
Maestro del Coro Miguel Fabían Martínez
Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Allestimento della Fondazione Arena di Verona e della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste
 

Personaggi e Interpreti
Enrico VIII Giacomo Prestia 9, 13, 16 e 18 aprile
Riccardo Zanellato 10 e 15 aprile
Anna Bolena Mariella Devia 9, 13, 16 e 18 aprile
Alexia Voulgaridou 10 e 15 aprile
Giovanna Seymour Laura Polverelli 9, 13, 16 e 18 aprile
Anna Smirnova 10 e 15 aprile
Lord Rochefort Ugo Guagliardo
Lord Riccardo Percy Fernando Portari 9, 13, 16 e 18 aprile
Robert Nagy 10 e 15 aprile
Smeton Manuela Custer 9, 13, 16 e 18 aprile
José Maria Lo Monaco 10 e 15 aprile
Sir Hervey Amedeo Moretti
 

Orari e turni
Mercoledì 9 aprile 2008 Turno Prime h 20.30
Giovedì 10 aprile 2008 Turno S1 h 18.30
Domenica 13 aprile 2008 Turno D h 17.30
Martedì 15 aprile 2008 Turno F h 20.30
Mercoledì 16 aprile 2008 Turno B h 18.30
Venerdì 18 aprile 2008 Turno C h 18.30
 

Durata

Primo atto - 100 minuti
Intervallo - 20 minuti
Secondo atto - 90 minuti
Durata complessiva 3 ore e 30 minuti

 

Argomento

ATTO PRIMO
Nel castello di Windsor si commenta la triste condizione della regina Anna, trascurata da Enrico VIII, ora innamorato di Giovanna Seymour, damigella della regina, che per questo è in preda ai sensi di colpa. Giunge Anna e chiede al paggio Smeton di distrarla con una canzone; questi, segretamente innamorato di lei, ne canta la bellezza e l’espressione triste. Anna, commossa, lo interrompe, e – ricordando con nostalgia Lord Riccardo Percy, suo primo amore – riflette sulla vacuità della propria condizione, ammonendo Giovanna circa le seduzioni del trono. Giunto il re, Giovanna dichiara di non voler più proseguire la loro relazione, ma Enrico ribatte che presto vivranno il loro amore alla luce del sole: accuserà Anna di essersi sposata per ambizione, di aver avuto un amante prima delle nozze e di continuare a tradirlo, colpe per le quali sarà punita.
Nel parco del castello Lord Rochefort, fratello di Anna, è sorpreso di vedere Percy, gentiluomo richiamato dall’esilio che al sopraggiungere del re gli si accosta per baciargli la mano in segno di gratitudine. Enrico gli ricorda però di aver concesso la grazia solo per intercessione della regina. Rochefort mette in guardia l’amico, temendo un tranello: infatti Enrico ordina che Percy rimanga a corte, sorvegliato segretamente da Hervey, un ufficiale. Smeton, che si trova negli appartamenti della regina, si nasconde al sopraggiungere di Rochefort e di Anna. Rochefort chiede alla sorella di concedere un colloquio a Percy. Anna confessa all’antico amante di aver pagato la propria ambizione con l’infelicità, e Percy la esorta a dimenticare un marito ingrato tornando a chi l’ha sempre amata sinceramente. Ma Anna lo scongiura di lasciare l’Inghilterra per non cadere vittima della crudeltà del re. Vedendo Anna irremovibile, Percy sguaina la spada per trafiggersi; Smeton, equivocando sulle sue intenzioni, balza fuori dal nascondiglio per difendere la regina. Anna sviene; Rochefort entra per mettere tutti in guardia, ma non riesce impedire che il re li sorprenda. Enrico accusa Anna di tradimento e ritratto della regina che Smeton lascia cadere sembra provare i suoi sospetti. Il re ordina così che i quattro vengano imprigionati. Anna tenta di spiegare la situazione, ma Enrico la invita a riservare per i giudici proprie giustificazioni: il destino della regina è segnato.

ATTO SECONDO
Hervey si presenta negli appartamenti della regina: il re ha ordinato che le damigelle di Anna si presentino ai giudici. Rimasta sola, Anna riceve la visita di Giovanna, che la scongiura di salvarsi la vita confessandosi colpevole e rinunciando al trono; la regina si adira apprendendo che il re ama un’altra donna. Giovanna confessa tra le lacrime di essere la nuova favorita, ma Anna, commossa dal suo dolore, la perdona e la consola per il difficile avvenire che l’attende. Hervey comunica al re che Smeton, convinto di salvare così la regina, ha confessato di esserne l’amante. Vengono quindi introdotti Anna e Percy. Il re la regina si accusano reciprocamente di tradimento, ma Percy sostiene che Anna non puo esserne incolpata, essendo stata promessa a lui fin dall’infanzia. Enrico rimanda entrambi al giudizio del Consiglio dei Pari. Sconvolta all’idea di essere la causa del destino della regina, Giovanna chiede al re di concederle di ritirarsi a espiare in esilio. Ma quando Enrico sottolinea che questo suo atteggiamento non fa che aumentare il proprio odio per la moglie, Giovanna ammette di essere ancora innamorata di lui e lo implora di salvare Anna. In quel momento Hervey reca la notizia che il Consiglio ha dichiarato nullo il matrimonio del re e condannato a morte Anna Bolena: Giovanna ricorda a Enrico che la clemenza è tra i doveri di un sovrano, ma il re è irremovibile. Nella Torre di Londra, Percy esorta Rochefort ad accettare l’offerta di clemenza del re: ma quando apprendono che Anna è stata condannata, entrambi rifiutano il suo perdono. Le dame commentano la miserevole condizione di Anna che ormai, sprofondata nella follia, rievoca la giovinezza e l’amore per Percy. Quando i cannoni salutano le nuove nozze del re, Anna invoca dal cielo non la punizione, ma la benedizione per la nuova coppia, e cade a terra esanime.

 

Foto di scena

(Fare click sulle foto per ingrandirle)











Foto Franco Lannino ©Studio Camera