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23, 24, 25, 26, 27, 29, 30 gennaio 2008
Arrigo Boito
Mefistofele
Opera in un prologo, quattro atti e un epilogo
Libretto di Arrigo Boito
dal Faust di Wolfgang Goethe

Direttore Stefano Ranzani
Regia Giancarlo Del Monaco
Scene Carlo Centolavigna
Costumi Maria Filippi
Coreografia Cesc Gelabert
Maestro del Coro Miguel Fabían Martínez
Maestro del Coro di voci bianche Salvatore Punturo
Collaboratore alla regia Marco Carniti
Assistente alla coreografia Luigi Neri
Assistente alle scene Mauro Tinti
Assistente ai costumi Luisella Pintus
Luci Wolfgang von Zoubek
Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Coro di voci bianche del Teatro Massimo

Nuovo allestimento
 

Personaggi e Interpreti
Mefistofele Ferruccio Furlanetto 23, 25, 27 e 30 gennaio
Askar Abdrazakov 24, 26 e 29 gennaio
Faust Giuseppe Filianoti 23, 25, 27 e 30 gennaio
Walter Fraccaro 24, 26 e 29 gennaio
Margherita Dimitra Theodossiou 23, 25, 27 e 30 gennaio
Alessandra Rezza 24, 26 e 29 gennaio
Marta Sonia Zaramella
Wagner/Nereo Mimmo Ghegghi 23, 25, 27 e 30 gennaio
Giuseppe Caltagirone 24, 26 e 29 gennaio
Pantalis Monica Minarelli
 

Orari e turni
Mercoledì 23 gennaio 2008 Turno Prime h 20.30
Giovedì 24 gennaio 2008 Turno S1 h 18.30
Venerdì 25 gennaio 2008 Turno B h 18.30
Sabato 26 gennaio 2008 Turno F h 20.30
Domenica 27 gennaio 2008 Turno D h 17.30
Martedì 29 gennaio 2008 Turno S2 h 18.30
Mercoledì 30 gennaio 2008 Turno C h 18.30
 

Durata
PRIMA PARTE - 75 minuti
INTERVALLO - 25 minuti
SECONDA PARTE - 50 minuti
INTERVALLO - 25 minuti
TERZA PARTE - 45 minuti
Durata complessiva 3 ore e 40 minuti
 

Argomento
PROLOGO IN CIELO
Nebulosa. Squilli di tromba preludono al coro delle Falangi celesti;
Mefistofele replica loro irridendo il potere di Dio e sfida l’Altissimo con una scommessa: trascinerà all’inferno Faust, un vetusto scienziato alla ricerca della verità. La scommessa è accettata

ATTO PRIMO
Quadro primo. Bastioni di Francoforte sul Meno. Si festeggia la domenica di Pasqua con cori e danze, mentre Faust e il suo allievo Wagner osservano il tramonto. All’imbrunire, lo scienziato e l’allievo vengono spaventati da un Frate grigio che li avvicina con spire magiche.
Quadro secondo. Officina di Faust. Di notte Faust rientra seguito dal Frate che si nasconde entro l’alcova. Mentre Faust si accinge a leggere il Vangelo, il Frate si palesa trasformandosi in Mefistofele in vesti da cavaliere. Faust capisce subito chi è realmente il suo misterioso interlocutore: quest’ultimo gli propone che si metterà al suo servizio e soddisferà ogni suo
desiderio terreno purché in cambio gli venga resa l’anima nell’aldilà.
Faust accetta: se Mefistofele saprà donargli la gioia suprema, egli morirà e verrà inghiottito dall’inferno. Mefistofele distende in terra il suo mantello, vi sale con Faust e insieme partono all’avventura.

ATTO SECONDO
Quadro primo. Un giardino. Mefistofele fa incontrare Faust, miracolosamente ringiovanito e col nome di Enrico, con la giovane e bella Margherita, mentre lui finge di corteggiare Marta un’anziana vedova. Faust chiede a Margherita una notte d’amore, ma lei teme che la madre possa sorprenderli. Faust le dona così un’ampolla di sonnifero da somministrare alla madre e, finalmente, la fanciulla accetta.
Quadro secondo. La valle selvaggia di Schirk, costeggiata dagli spaventosi culmini del Brocken, il monte delle streghe. Mefistofele e Faust assistono alla ridda delle streghe e dei demoni. Mefistofele presiede la macabra assemblea e intona la satanica “ballata del mondo” prima di avviare una danza infernale. Faust è turbato da una visione in cui Margherita gli appare col collo rigato di sangue.

ATTO TERZO
Una prigione. Margherita, su un giaciglio, è disperata: è stata condannata per aver avvelenato la madre e per aver affogato il figlio avuto da Faust. Faust e Mefistofele accorrono per liberarla ma Margherita, dapprima esultante, torna subito a invocare il perdono del cielo, finché muore rinnegando Faust e salvandosi l’anima.

ATTO QUARTO
Sabba classico. Sulle sponde del fiume Penejos, nell’Attica antica. La luna allo zenit spande una luce incantevole. Elena rievoca l’incendio di Troia e Mefistofele sente di non avere alcun dominio sulle divinità classiche; Faust invece si prostra ai piedi di Elena simboleggiando la ricongiunzione tra spirito classico e spirito romantico.

EPILOGO
Laboratorio di Faust, come nel primo atto, ma qua e là diroccato dal tempo. Nuovamente invecchiato, Faust medita e si rivolge a Dio, mentre Mefistofele lo richiama alla promessa fatta. Mentre le Falangi celesti intonano le lodi al Creatore, Faust afferra il Vangelo e implora Dio di allontanare il demonio e, esaltando la suprema bellezza di quell’attimo fuggente, cade morto. I Cherubini proclamano la sua salvezza, mentre dall’alto una pioggia di rose sprofonda Mefistofele all’inferno.

 

Foto di scena

(Fare click sulle foto per ingrandirle)


























Foto Franco Lannino ©Studio Camera