PROLOGO IN CIELO
Nebulosa. Squilli di tromba preludono al coro delle Falangi celesti;
Mefistofele replica loro irridendo il potere di Dio e sfida l’Altissimo con una scommessa: trascinerà all’inferno Faust, un vetusto scienziato alla ricerca della verità. La scommessa è accettata
ATTO PRIMO
Quadro primo. Bastioni di Francoforte sul Meno. Si festeggia la domenica di Pasqua con cori e danze, mentre Faust e il suo allievo Wagner osservano il tramonto. All’imbrunire, lo scienziato e l’allievo vengono spaventati da un Frate grigio che li avvicina con spire magiche.
Quadro secondo. Officina di Faust. Di notte Faust rientra seguito dal Frate che si nasconde entro l’alcova. Mentre Faust si accinge a leggere il Vangelo, il Frate si palesa trasformandosi in Mefistofele in vesti da cavaliere. Faust capisce subito chi è realmente il suo misterioso interlocutore: quest’ultimo gli propone che si metterà al suo servizio e soddisferà ogni suo
desiderio terreno purché in cambio gli venga resa l’anima nell’aldilà.
Faust accetta: se Mefistofele saprà donargli la gioia suprema, egli morirà e verrà inghiottito dall’inferno. Mefistofele distende in terra il suo mantello, vi sale con Faust e insieme partono all’avventura.
ATTO SECONDO
Quadro primo. Un giardino. Mefistofele fa incontrare Faust, miracolosamente ringiovanito e col nome di Enrico, con la giovane e bella Margherita, mentre lui finge di corteggiare Marta un’anziana vedova. Faust chiede a Margherita una notte d’amore, ma lei teme che la madre possa sorprenderli. Faust le dona così un’ampolla di sonnifero da somministrare alla madre e, finalmente, la fanciulla accetta.
Quadro secondo. La valle selvaggia di Schirk, costeggiata dagli spaventosi culmini del Brocken, il monte delle streghe. Mefistofele e Faust assistono alla ridda delle streghe e dei demoni. Mefistofele presiede la macabra assemblea e intona la satanica “ballata del mondo” prima di avviare una danza infernale. Faust è turbato da una visione in cui Margherita gli appare col collo rigato di sangue.
ATTO TERZO
Una prigione. Margherita, su un giaciglio, è disperata: è stata condannata per aver avvelenato la madre e per aver affogato il figlio avuto da Faust. Faust e Mefistofele accorrono per liberarla ma Margherita, dapprima esultante, torna subito a invocare il perdono del cielo, finché muore rinnegando Faust e salvandosi l’anima.
ATTO QUARTO
Sabba classico. Sulle sponde del fiume Penejos, nell’Attica antica. La luna allo zenit spande una luce incantevole. Elena rievoca l’incendio di Troia e Mefistofele sente di non avere alcun dominio sulle divinità classiche; Faust invece si prostra ai piedi di Elena simboleggiando la ricongiunzione tra spirito classico e spirito romantico.
EPILOGO
Laboratorio di Faust, come nel primo atto, ma qua e là diroccato dal tempo. Nuovamente invecchiato, Faust medita e si rivolge a Dio, mentre Mefistofele lo richiama alla promessa fatta. Mentre le Falangi celesti intonano le lodi al Creatore, Faust afferra il Vangelo e implora Dio di allontanare il demonio e, esaltando la suprema bellezza di quell’attimo fuggente, cade morto. I Cherubini proclamano la sua salvezza, mentre dall’alto una pioggia di rose sprofonda Mefistofele all’inferno.
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