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23, 24, 25, 27, 28 febbraio - 1, 2, 3 marzo 2007
Giuseppe Verdi
La traviata
Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
dal romanzo La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio

Direttore Stefano Ranzani
Regia Cristina Comencini
ripresa da Elisabetta Marini
Scene Paola Comencini
Costumi Antonella Berardi
Maestro del Coro Miguel Fabián Martínez
Assistente ai costumi Fiammetta Horvat
Luci Bruno Ciulli

Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo

Allestimento della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
 

Personaggi e Interpreti

Violetta Valery Andrea Rost 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Cinzia Forte 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Flora Bervoix Lucia Mastromarino 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Teresa Nicoletti 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Annina Patrizia Gentile 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Sissy Parisi 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Alfredo Germont Stefano Secco 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Roberto Iuliano 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Giorgio Germont Stefano Antonucci 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Leonardo Lopez Linares 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Gastone Enrico Cossutta 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Saverio Dambi 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Il barone Douphol Paolo Orecchia 23, 24, 25, 27, 28 febbraio, 1, 2, 3 marzo
Il marchese d'Obigny Ercole Mario Bertolino 23, 24, 25, 27, 28 febbraio, 1, 2, 3 marzo
Il dottor Grenvil Armando Caforio 23, 24, 25, 27, 28 febbraio, 1, 2, 3 marzo
Giuseppe Vincenzo Monteleone 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Carlo Morgante 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
Un domestico di Flora / un commissionario Gianfranco Giordano 23, 25 , 28 febbraio, 2 marzo
Antonio Barbagallo 24, 27 febbraio, 1, 3 marzo
 

Orari e turni

venerdì 23 febbraio 2007 20.30 turno PRIME
sabato 24 febbraio 2007 20.30 turno F
domenica 25 febbraio 2007 17.30 turno D
martedì 27 febbraio 2007 18.30 turno S/2
mercoledì 28 febbraio 2007 18.30 turno B
giovedì 1 marzo 2007 20.30 fuori abbonamento
venerdì 2 marzo 2007 18.30 turno C
sabato 3 marzo 2007 18.30 fuori abbonamento
 

Argomento


PRIMO ATTO
In casa di Violetta Valéry
Violetta Valéry, nota cortigiana protetta dal Barone Douphol, è segretamente affetta da un male incurabile. Mentre offre un ricevimento, il suo amico Gastone, visconte di Letorières, le presenta Alfredo Germont, che già ne era ammiratore e l’amava. Dopo aver brindato, Alfredo invita Violetta a ballare ma un malore improvviso la costringe a fermarsi. Lui le dichiara così il suo amore: in cambio, Violetta gli porge una camelia, il suo fiore preferito. Si rivedranno non appena sarà appassito. Finita la festa, Violetta ripensa alle parole di Alfredo e gioisce sentendosi autenticamente amata; tenta però di negare tutto a se stessa, convinta di essere destinata solo alla frivola mondanità.

SECONDO ATTO
QUADRO PRIMO In una casa di campagna
Alfredo e Violetta vivono insieme: lui è felice, ma scopre da Annina, la domestica, che Violetta sta alienando tutti i suoi beni per far fronte a questo ménage. Ferito nell’orgoglio, torna a Parigi per sistemare la faccenda con i suoi mezzi.
Rientrata Violetta, le viene in visita il padre di Alfredo, Giorgio, deciso a chiederle di troncare la relazione col figlio, temendo per le sue finanze e per la reputazione. Scoprendo l’onesta e fiera condotta di Violetta, Germont, pur cambiando tono, insiste, perché una simile relazione compromette la sua famiglia e impedisce il matrimonio della figlia. Violetta decide così di sacrificare l’amore per l’onore di Alfredo e dei suoi cari: di ciò, Germont resta assai colpito.
Di ritorno, Alfredo trova Violetta che, ancora turbata, si allontana subito da lui; poco dopo, un messo gli recapita un biglietto in cui la donna gli rivela di voler tornare alla vita precedente. Alfredo è accecato dalla gelosia nonostante il padre tenti di calmarlo; trovato sullo scrittoio un invito di Flora Bervoix, si affretta alla festa parigina dove è certo di rivedere Violetta e dar sfogo al suo sdegno.

QUADRO SECONDO Casa di Flora Bervoix
In casa di Flora si tiene una festa in maschera. Giungono Violetta e Douphol, che siede allo stesso tavolo da gioco in cui Alfredo, beffardo, continua a vincere. Approfittando della cena, Violetta si apparta con Alfredo, supplicandolo di andar via e di non sfidare il barone, cui lei ha giurato fedeltà. Alfredo, fuori controllo, richiama gl’invitati e, davanti a tutti, denuncia i costumi di Violetta e le getta ai piedi il denaro vinto al gioco. Alla scena assiste anche Germont padre che conduce via il figlio, sfidato infine a duello da Douphol.

TERZO ATTO
Nella camera da letto di Violetta
Violetta è malata, non le restano che poche ore, come Grenvil, il medico, confessa ad Annina. Mentre giace, sta leggendo una lettera di Germont che, dopo aver rivelato tutta la verità al figlio, ne annuncia la vittoria su Douphol e l’imminente arrivo. Lei teme di non sopravvivere abbastanza e confida nel perdono di Dio.
Arriva Alfredo e i due riescono ad abbracciarsi; lui le promette una nuova vita lontano dai clamori di Parigi. Giunge anche Germont, che l’abbraccia come figlia. Violetta è allo stremo, dona un suo ritratto ad Alfredo e lo esorta a ritenersi, con la sua morte, libero da ogni vincolo. La donna pare ritrovi le forze, ma ricade: muore tra le braccia di Alfredo, nella disperazione di tutti i presenti.

Foto di scena

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Foto di scena dell'opera Traviata
Foto di scena dell'opera Traviata
Foto di scena dell'opera Traviata
Foto di scena dell'opera Traviata
Foto di scena dell'opera Traviata
Foto di scena dell'opera Traviata

Foto Franco Lannino ©Studio Camera