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Atto I
Il poeta e cantore Orfeo è in lacrime davanti al sepolcro della giovane sposa, Euridice, mentre pastori e pastorelle offrono tributi alla tomba. Orfeo è colpito dai loro lamenti, ma il suo dolore è troppo forte e chiede di essere lasciato solo. Supplica lo spirito dell’amata Euridice di dare ascolto alla sua disperazione; poi, maledicendo gli dei per avergliela portata via, decide di scendere nell’Ade e di sfidare le Furie per ritrovarla. Frattanto compare Amore, annunciandogli che gli altri dei, mossi a pietà dalla sua disperazione, lo sosterranno nel tentativo di portar via la sua sposa dall’oltretomba. Tuttavia, dovrà rispettare una condizione: non dovrà guardarla fin quando non saranno tornati nel mondo dei vivi. Nuovamente solo, Orfeo crede appena a quanto accaduto ma, vincendo la paura, si prepara a scendere nelle regioni infernali usando la propria lira come scudo.
Atto II
All’ingresso degli inferi, le Furie che stanno di guardia chiedono di conoscere l’identità dell’impudente intruso. Orfeo suona la lira e le supplica di avere pietà delle sue lacrime. Inizialmente esse rifiutano e cercano di cacciarlo, ma infine rispondono al suo caldo canto: quando il musico ripete la sua richiesta si ritirano, consentendogli di avvicinarsi alle porte dell’inferno. Nei Campi Elisi, un gruppo di spiriti beati danza serenamente. Mentre essi si allontanano, Orfeo fa il suo ingresso in cerca della sua sposa. Dicendo che soltanto la vista di Euridice potrà alleviare il suo dolore, si ferma un momento a deliziarsi della scena. Le Ombre, ascoltandolo, conducono Euridice velata. Orfeo la prende felice per mano e, facendo attenzione a non guardarla, intraprende il cammino verso il mondo dei vivi. Mentre i due sposi si allontanano, gli spiriti beati augurano loro buona fortuna.
Atto III
Orfeo esorta la moglie ad affrettarsi, mentre la guida verso la luce. Ha rispettato l’ordine di non guardarla durante il cammino. Intanto Euridice, pur rallegrandosi per essersi ricongiunta con il marito, si fa prendere dall’ansia: perché Orfeo non la guarda? La morte ha cancellato la sua bellezza? Imponendosi di non guardarla, Orfeo la esorta ad avere fiducia e a continuare la salita. Ma Euridice lamenta di essere stata liberata dalla morte solo per andare incontro a un amore non corrisposto. Incapace di resistere alla sua angoscia, Orfeo contravviene all’ordine degli dei e si volta ad abbracciarla: subito Euridice sospira un addio e muore. Sopraffatto dal dolore e dal rimorso, il poeta lamenta che la vita senza Euridice non ha per lui alcun significato. Deciso a riunirsi alla sua sposa almeno nella morte, egli si prepara ad uccidersi. Ma compare Amore, il quale annuncia che Orfeo ha superato le prove della fede e della fedeltà e richiama in vita Euridice. La coppia, felice, ritorna al mondo dei vivi, dove viene festeggiata con celebrazioni e danze. Orfeo, Amore ed Euridice esaltano il potere dell’amore.
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