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11, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 20, 21 giugno 2006
Giuseppe Verdi
Un ballo in maschera
Melodramma in tre atti
Libretto di Antonio Somma
Direttore Stefano Ranzani
Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
Assistente alla regia Paolo Panizza
Assistente ai costumi Lorena Marin
Luci Guido Levi

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Nuovo allestimento




Personaggi e Interpreti

Riccardo Vincenzo La Scola 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Giuseppe Gipali 13, 15, 17, 20 giugno
Renato Vladimir Stoyanov 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Nicola Alaimo 13, 15, 17, 20 giugno
Amelia Micaela Carosi 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Hui He 13, 15, 17, 20 giugno
Ulrica Brigitte Pinter 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Annamaria Chiuri 13, 15, 17, 20 giugno
Oscar Roberta Canzian 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Rosanna Savoia 13, 15, 17, 20 giugno
Silvano Mattia Nicolini 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Alessandro Battiato 13, 15, 17, 20 giugno
Samuel Maurizio Lo Piccolo 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Ugo Guagliardo 13, 15, 17, 20 giugno
Tom Danilo Rigosa 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Manrico Signorini 13, 15, 17, 20 giugno
Un giudice Pietro Luppina 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Francesco Polizzi 13, 15, 17, 20 giugno
Un servo Vincenzo Monteleone 11, 14, 16, 18, 21 giugno
Carlo Morgante 13, 15, 17, 20 giugno



Orari e turni

domenica 11 giugno 20.30 turno PRIME
martedì 13 giugno 18.30 turno S/1
mercoledì 14 giugno 18.30 turno B
giovedì 15 giugno 18.30 turno S/2
venerdì 16 giugno 18.30 turno C
sabato 17 giugno 20.30 turno F
domenica 18 giugno 17.30 turno D
martedì 20 giugno 18.30 Fuori Abbonamento
mercoledì 21 giugno 18.30 turno E
giovedì 22 giugno 20.30 ANNULLATA




Foto di scena

(Fare click sulle foto per ingrandirle)

Foto di scena dell'opera Un ballo in maschera
Foto d'insieme

Riccardo

Riccardo e Renato


Riccardo e Oscar

Foto d'insieme

Foto d'insieme

Foto d'insieme

Riccardo

Riccardo, Renato e Oscar

Riccardo, il giudice e Oscar

Ulrica e Silvano

Ulrica, Samuel e Tom
Foto di scena dell'opera Vanessa
Amelia e Riccardo

Amelia e Riccardo

Foto d'insieme

Foto di scena dell'opera Vanessa
Amelia e Oscar

Foto d'insieme

Foto d'insieme
Foto di scena dell'opera Vanessa
Foto d'insieme

Amelia e Riccardo

Amelia e Riccardo


Foto Franco Lannino ©Studio Camera


Sinossi

Atto I
Nella sala delle udienze, Riccardo, governatore del Massachusetts, è atteso da amici e cortigiani, oltre che da un gruppo di cospiratori capeggiati da Samuel e Tom. Entrando, riceve dal paggio Oscar la lista degli ospiti per il ballo in maschera che ha deciso di dare. Leggendo il nome di Amelia – moglie del suo primo ministro Renato – si sofferma a pensare alla segreta passione che nutre per lei. Svuotatasi la sala, il paggio introduce Renato, che dice di conoscere la ragione del turbamento di Riccardo, mettendolo in guardia dalla cospirazione che si sta ordendo contro di lui. Ma Riccardo ignora gli avvertimenti del suo ministro e amico.

Sopraggiunge quindi un magistrato con un decreto di espulsione per l’indovina Ulrica, accusata di stregoneria. Quando Riccardo chiede l’opinione di Oscar, il giovane ne ricorda la bravura nel leggere le stelle ed esorta il governatore ad assolverla da ogni accusa. Deciso a verificare di persona, e ignorando le obiezioni di Renato, Riccardo allegramente invita la corte ad unirsi a lui per una visita in incognito alla veggente.

Mentre Ulrica mormora incantesimi al cospetto di un gruppo di donne, Riccardo entra travestito da pescatore. L’indovina profetizza al marinaio Silvano che presto sarà ricco e Riccardo fa scivolare del denaro e una promozione nella borsa del fortunato, nascondendosi poi quando Ulrica allontana i visitatori per dare udienza ad Amelia, che innamorata di lui cerca pace. Ulrica le ordina di recarsi nottetempo in cerca di un’erba magica che cresce nei pressi dei patiboli. Amelia esce e Riccardo decide di seguirla, ma nel frattempo giungono Oscar e i membri della corte, e il governatore, ancora travestito, chiede ad Urica di leggergli la mano. Quando si sente dire che morirà assassinato dalla mano di un amico, ride, e incredulo le chiede di rivelare chi sarà l’assassino. La donna risponde che la prossima mano che stringerà sarà proprio quella che lo ucciderà. Nessuno vuole stringere la mano del pescatore, ma, vedendo giungere Renato, Riccardo corre ad afferrargli la mano per dire quindi che l’oracolo è stato smentito poiché  quello è il suo amico più leale. Riconosciuto, il governatore è acclamato dalla folla tra i mugugni dei cospiratori. 

Atto II
Amelia giunge presso il campo dei condannati a morte e prega disperatamente che l’erba indicata dall’indovina possa liberarla dalla sua passione per Riccardo. Una campana lontana suona la mezzanotte, la donna è terrorizzata da una apparizione e prega il cielo di avere pietà di lei. Giunge intanto Riccardo. Non riuscendo a resistere alle sue appassionate dichiarazioni, Amelia ammette di amarlo e si copre il volto con un velo quando arriva Renato per mettere di nuovo in guardia il governatore dal complotto. Temendo che Renato possa riconoscere Amelia, Riccardo parte soltanto dopo avere avuto dal suo capitano l’assicurazione che egli scorterà in città la donna senza tentare di guardarla in volto. Trovando Renato al posto dell’uomo che cercano, i cospiratori maledicono la loro cattiva sorte e lo prendono insolentemente in giro per la sua compagna velata. Renato sguaina la spada e per salvare la vita del marito Amelia lascia cadere il velo. Mentre i congiurati ridono di questa stranezza, Renato chiede un incontro con i loro due capi per la mattina seguente. Amelia lamenta la sua sventura.

Atto III
Trascinata Amelia dentro casa, Renato le dice che intende ucciderla. Amelia chiede di potere vedere un’ultima volta il loro bambino prima di morire. Accogliendo la richiesta, Renato si rivolge al ritratto di Riccardo e decide che non è su Amelia che dovrà compiersi la sua vendetta ma su di lui. Viene quindi interrotto da Samuel e Tom, che uniti nel comune proposito di morte rivendicano ciascuno per sé il privilegio di assassinare Riccardo. Mentre si preparano a tirare a sorte rientra Amelia. Obbligandola ad estrarre un biglietto da un vaso, Renato gioisce quando la moglie legge il nome di Riccardo. Sopraggiunge quindi Oscar recando l’invito per un ballo in maschera a teatro. Mentre gli uomini si rallegrano dell’opportunità che si offre loro per portare a compimento il piano, Amelia pensa di mettere in guardia Riccardo.  

Solo nei suoi appartamenti, Riccardo decide di rinunciare al proprio amore e di inviare Amelia e Renato in Finlandia. Oscar gli porta intanto una lettera da parte di una sconosciuta che lo avverte di un complotto ordito per assassinarlo. Non volendo che la sua eventuale assenza venga scambiata per codardia, Riccardo esce per recarsi al ballo. Nel salone da ballo del Teatro dell’Opera, nel pieno della festa, i tre cospiratori si muovono tra la folla cercando di individuare Riccardo. Renato, prendendo da parte Oscar, cerca di convincerlo a rivelargli chi sia Riccardo, riuscendo nel suo scopo dopo i tanti motteggi del giovane. Riconosciuta Amelia, Riccardo le si avvicina, ma nonostante i ripetuti avvertimenti della donna rifiuta di allontanarsi. Dopo il loro ultimo addio Renato, che ha colto solo l’ultima parte della loro conversazione, pugnala l’amico. Morendo, Riccardo lo perdona, ammettendo di avere amato Amelia ma rassicurando il capitano sopraffatto dal rimorso riguardo alla fedeltà della moglie. La folla piange la perdita del generoso governatore.

 

Note

Definito da Gabriele D’Annunzio «il più melodrammatico dei melodrammi» ma ispirato al vero assassinio di re Gustavo III di Svezia, perpetrato da alcuni feudatari durante un ballo di corte, Un ballo in maschera è la ventesima opera composta da Verdi, il quale, per poterla mettere in scena dovette affrontare una volta di più le limitazioni imposte dalla censura a tutti quegli spettacoli teatrali che, in un modo o nell’altro, trattavano di argomenti politici.

Per l’autore di Ernani e Rigoletto difficoltà di questo genere non erano certo una novità, ma stavolta per potere rappresentare Un ballo in maschera fu persino necessario cambiare il luogo della rappresentazione: «Il libretto, a Napoli, cadde in mano a degli impiegati della censura ch’erano dei cretini, e ne sorse un caso. Molto spesso i casi sorgono quando a maneggiarli sono dei cretini. E i cretini si annidano in tutti gli uffici del mondo. Non sempre i cretini sono emanazione reale della reazione. Talvolta i cretini ci stanno per puro caso. Verdi non ne fu danneggiato, ma ne fu danneggiato il San Carlo che si vide tolta l’opera» (Baldini). Da Napoli infatti, dove inizialmente era stata previsto che avvenisse il debutto del Ballo, l’opera venne trasferita a Roma dove fu rappresentata al Teatro Apollo il 17 febbraio 1859.

La relativa vicinanza storica degli eventi narrati suscitava in effetti non poche preoccupazioni nelle. Perché il libretto di Somma per Un ballo in maschera fosse in linea con le esigenze della censura fu dunque necessario modificare tutti i nomi dei protagonisti e spostare l’ambientazione nel tempo e nello spazio: dal 1792 alla fine del Seicento, dall’Europa al Nuovo Mondo, da Stoccolma a Boston.

E in effetti poco o nulla di politico rimane nella vicenda di Un ballo in maschera, che appare più un dramma della casualità e del destino che non come un conflitto ideologico tra un monarca illuminato e i suoi reazionari sudditi. Quello che resta è un dramma fatto di chiaroscuri che, a dispetto di uno schema narrativo e di una schiera di personaggi apparentemente convenzionali, si rivela invece essere una tragedia ambigua, in cui un uomo tradito, come amico e come sposo, e una zingara indovina determinano il procedere dell’azione con l’aiuto involontario di un paggio, mentre a una festa in maschera un tema di morte si intreccia a un frivolo minuetto.

 Marcella Musacchia