Wiener Philarmoniker e Riccardo Muti al Teatro Massimo

Wiener Philarmoniker e Riccardo Muti al Teatro Massimo

3 Giu 2003

I WIENER PHILHARMONIKER E RICCARDO MUTI AL TEATRO MASSIMO Giovedì 5 giugno, alle ore 21 e venerdì 6 giugno, alle ore 11, al Teatro Massimo, è di scena una delle più prestigiose orchestre del mondo, quella dei Wiener Philarmoniker, guidata da Riccardo Muti. Il maestro, attuale direttore stabile del Teatro alla Scala di Milano, torna al Teatro Massimo dopo ben 33 anni. Era infatti il 14 ottobre del 1970 quando il giovanissimo direttore guidò l’Orchestra del Teatro; 4 giorni dopo Muti fu nuovamente protagonista di un altro concerto, al suo fianco il pianista Maurizio Pollini. Il programma del concerto prevede la Sinfonia n.40 in sol minore K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella seconda parte sarà proposta la Sinfonia in do maggiore D 944 “La Grande” di Franz Schubert. Mozart terminò la Sinfonia n. 40 il 25 luglio 1788, un mese dopo la Sinfonia K 543 e due settimane prima della Jupiter. L’orchestra è ridotta, senza timpani e trombe, come nelle sinfonie salisburghesi La Sinfonia in do maggiore D 944 “La Grande” di Franz Schubert, fu composta tra il 1825 e il 1828 in un periodo di ritrovata fiducia e tranquillità, seguito al soggiorno come maestro di musica presso i conti Esterhazy, dopo una lunga malattia che aveva provato il compositore. La sinfonia, ritenuta per molto tempo perduta, fu ritrovata da Robert Schumann che ne propose la prima esecuzione, diretta da Felix Mendelssohn Bartholdy al Gewandhaus di Lipsia nel 1839, undici anni dopo la scomparsa di Schubert. Riccardo Muti. A Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Al Verdi di Milano, successivamente, consegue il diploma in Composizione e Direzione d’orchestra sotto la guida di Bruno Bettinelli e di Antonino Votto. Ad imporlo all’attenzione della critica e del pubblico, nel 1967, è il primo posto ottenuto al prestigioso Concorso Cantelli di Milano. L’anno dopo viene nominato Direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che manterrà fino al 1980. Già nel 1971, tuttavia, viene invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo porterà, nel 2001, a festeggiare i trent’anni di sodalizio con la gloriosa manifestazione austriaca. Gli anni Settanta lo vedono alla testa della Philarmonia di Londra (1972-1982), successore di Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da Eugène Ormandy l’incarico di Direttore Musicale della Philadelphia Orchestra, insieme con la quale porterà a termine numerose ed apprezzate tournée in tutto il mondo. Nel corso della sua straordinaria carriera ha diretto le più importanti orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker alla Bayerischer Rundfunk, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France e, naturalmente, ai Wiener Philharmoniker, cui lo lega un rapporto assiduo e particolarmente significativo. Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della compagine viennese, ha ricevuto in quell’occasione l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener solo a pochissimi direttori in segno di speciale ammirazione. Ma è certamente il lungo periodo trascorso al fianco dei complessi della Scala a segnare nella maniera più profonda la sua vicenda artistica. Il suo rapporto stabile con la Scala inizia nel 1986, con la nomina a Direttore musicale del Teatro, incarico cui l’anno dopo si aggiunge quello di Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica. Sotto la sua direzione musicale, in collaborazione con registi e cantanti di grande prestigio, hanno preso forma progetti quali la trilogia Mozart-Da Ponte o la tetralogia wagneriana e sono state proposte, accanto a titoli di repertorio (come la trilogia romantica verdiana), pagine preziose del Settecento napoletano e opere di Gluck, Cherubini, Spontini o infine di Poulenc, con i cui Dialogues des Carmélites Muti ha vinto, di recente, il prestigioso Premio Abbiati della critica italiana. Con il Teatro alla Scala e la Filarmonica della Scala ha compiuto inoltre numerose tournée in tutto il mondo. Non meno intenso è il suo impegno discografico, già rilevante negli anni Settanta e oggi impreziosito dai molti premi ricevuti dalla critica specializzata. Nel corso del 2003 ha diretto a Parigi l’Orchestre National de France, seguendo quindi i Wiener Philharmoniker in Francia e a Salisburgo. È stato a Zagabria con la Filarmonica della Scala, poi a Monaco di Baviera alla testa della Bayerischer Rundfunk. Dopo aver celebrato due mesi fa il bicentenario di Berlioz alla Scala, Muti si prepara ad un’intensa seconda metà di stagione, che culminerà a dicembre con l’inaugurazione della stagione lirica scaligera e l’atteso concerto di riapertura del Teatro La Fenice di Venezia. Riccardo Muti è Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, è stato insignito della Grande Medaglia d’oro della Città di Milano e della Verdienstkreuz della Repubblica tedesca. In Francia ha ricevuto la Legion d’Onore e in Inghilterra, dalla Regina Elisabetta II, il titolo di Cavaliere dell’Impero britannico. Il Mozarteum di Salisburgo gli ha conferito la Medaglia d’argento per il suo impegno mozartiano, la Wiener Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto Membro onorario, il presidente russo Putin gli ha attribuito l’Ordine dell’Amicizia, lo stato d’Israele il premio Wolf per le arti. Wiener Philharmoniker. Il 28 marzo del 1842 Otto Nicolai, l’autore de Le allegri comari di Windsor, diresse un Gran concerto con “l’intero organico orchestrale dell’Imperiale Teatro d’Opera di Corte”, che viene considerato l’atto di nascita dei Wiener Philharmoniker, poiché per la prima volta vennero fissati i principi della cosiddetta ‘idea filarmonica’, tuttora valida: - Può divenire membro dei Wiener Philharmoniker esclusivamente un musicista scritturato dall’Orchestra dell’Opera di Vienna (già Opera di Corte). - Vige la responsabilità personale, in campo artistico, organizzativo e finanziario. - Tutte le decisioni vengono prese in modo democratico. - L’effettiva gestione viene espletata da un gruppo democraticamente eletto: il Comitato dodecacefalo. Malgrado gli straordinari successi nel frattempo ottenuti, la giovane impresa per poco non fallì quando Nicolai lasciò Vienna nel 1847. Il 15 gennaio 1860, sotto la guida dell’allora direttore dell’Opera Carl Eckert, ebbe luogo il primo concerto in abbonamento. Da allora, senza soluzione di continuità, si sono sempre svolti i Concerti filarmonici, con un solo cambiamento fondamentale: al Direttore d’abbonamento, nominato per l’intera stagione, è subentrato nel tempo il Direttore ospite. Direttori di abbonamento furono Carl Eckert (1860), Otto Dessoff (1860-1875), Hans Richter (1875-1882 e 1883-1898), Wilhelm Jahn (1882-1883), Gustav Mahler (1898-1901), Joseph Hellmesberger jr. (1901-1903). Una prima serie di Direttori ospiti fu nominata dal 1903 al 1906, per ritornare poi al vecchio sistema con Felix von Weingartner (1908-1927), Wilhelm Furtwängler (1927-1930) e Clemens Krauss (1930-1933); dal 1933 in poi vi sono stati esclusivamente Direttori ospiti. Se con Otto Dessoff si curò in modo coerente la formazione del repertorio, con Hans Richter si ottenne la definitiva consacrazione dei Wiener come orchestra di fama mondiale. Una consacrazione favorita anche dall’incontro con Wagner, Verdi, Bruckner, Brahms, Liszt e molti altri musicisti. Sotto la direzione di Gustav Mahler i Wiener esordirono anche a Parigi (1900), ma l’attività all’estero dei Filarmonici, che nel frattempo erano diventati un’Associazione riconosciuta ufficialmente, divenne abituale solo durante l’era Weingartner. Altri momenti fondamentali sono state le collaborazioni con Richard Strauss (1906-1944) e Arturo Toscanini (1933-1937). Nel 1938 la politica si intromise in modo brutale nell’esistenza dei Wiener: i nazionalsocialisti licenziarono in tronco tutti gli artisti ebrei dal servizio alla Staatsoper e sciolsero l’Associazione dei Wiener Philharmoniker. Il decreto di scioglimento fu annullato solo grazie all’intervento di Wilhelm Furtwängler, che salvò anche i ‘mezzi ebrei’ e gli ‘imparentati’ dal licenziamento e dalla persecuzione. I Filarmonici subirono tuttavia l’assassinio di sei dei loro membri di religione ebraica nei campi di sterminio e la morte sul fronte orientale di un giovane violinista. Finita la guerra, l’Orchestra mantenne la linea di condotta assunta nel 1933, legando a sé tutti gli artisti più significativi, tra cui i due Direttori onorari Karl Böhm e Herbert von Karajan e il Membro onorario Leonard Bernstein. La fama dei Filarmonici si è quindi consolidata con registrazioni, film e tournée in tutto il mondo, con la partecipazione ai più importanti festival internazionali e con gli innumerevoli premi e dischi d’oro o di platino ottenuti nel corso degli anni. Capaci inoltre di assecondare le odierne esigenze del mercato musicale multimediale, i Wiener sono un’orchestra dalla incomparabile individualità, come dimostrano eventi quali il Concerto di Capodanno, il Festival di Salisburgo e le Settimane dei Wiener Philharmoniker, che si tengono ormai regolarmente a New York come a Tokyo. Biglietti: 40-90 euro. Carta Giovani, sconto 50%. Info al numero verde 800655858. L’Ufficio StampaPalermo, 3 giugno 2003