WAYNE MARSHALL AL TEATRO MASSIMO

WAYNE MARSHALL AL TEATRO MASSIMO

22 Mag 2006

Mercoledì 24 maggio 2006, alle ore 20,30, al Teatro Massimo, concerto dell’Orchestra della Fondazione. Sul podio e al pianoforte, Wayne Marshall.
Il programma:  George Gershwin (1898 – 1937) Girl Crazy, Overture, arr. R. R. Bennett; Second Rhapsody for piano and orchestra; Gershwin in Hollywood, arr. R. R. Bennett; Leonard Bernstein (1918 – 1990) Symphonic Dances from West Side Story; Prologue, “Somewhere”, Scherzo; Mambo, Cha‾Cha Meeting Scene, “Cool” Fugue, Rumble; Candide, Overture.
 
La Second Rhapsody (o Rhapsody in Rivets) insieme alla Overture Cubana rappresenta nelle intenzioni di Gershwin il più importante spazio ritagliato alle proprie ambizioni di compositore “serio” in quegli anni di intenso lavoro svolto tra Broadway e Hollywood: «Ho scritto questo lavoro perché volevo fare una composizione seria, e ho trovato l’opportunità di farlo in California. Ora quasi tutti tornano dalla California con l’abbronzatura, e le tasche piene di soldi fatti col cinema. Io ho deciso di tornare indietro con l’una e l’altra cosa, ed in più con una composizione seria» scrive Gershwin ad un amico riferendosi alla Second Rhapsody.
Negli anni Trenta infatti, con l’avvento del sonoro al cinema, una nuova frontiera si era aperta per coloro che scrivevano musica: non solo infatti l’industria cinematografica necessita di compositori che si occupino di realizzare le musiche per le colonne sonore, ma diviene possibile, adesso, trasportare i musical dai palcoscenici dei teatri agli schermi del cinema. È un’avventura in cui Gershwin si getta con entusiasmo, realizzando musiche per numerosi film come Shall we dance? con Fred Astaire e Ginger Rogers, e e collaborando alla trasposizione cinematografica dei propri stessi musical, come nel caso di Girl Crazy (1932) o come avvenne anche dopo la morte del loro autore per Funny face (1956) o per Porgy and Bess (1959).
Testimonianza della straordinaria notorietà raggiunta da Gershwin può essere considerata anche Gershwin in Hollywood, una suite che raccoglie alcune delle sue musiche e canzoni più conosciute, tra cui They Can’t Take That Away From Me e Love Is Here To Stay, nella elaborazione di Robert Russel Bennett, musicista che, a partire dal 1936, collaborò strettamente con Gershwin alle produzioni della RKO, realizzando con lui numerosi lavori per il grande schermo, e il cui ricordo rimane oggi legato principalmente al lavoro svolto come orchestratore e direttore nelle versioni cinematografiche di musical come Oklahoma!, The King and I, Camelot, Lady in the dark.
La trasposizione cinematografica dei musical di successo è una prassi che rimane nell’uso anche negli anni a venire (sono recentissime le versioni filmiche di Evita e di The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd‾Webber) come accade nel 1961 con West Side Story di Leonard Bernstein – artista eclettico, capace di muoversi a suo agio tra il lavoro come direttore del grande repertorio classico, quello svolto nell’ambito del repertorio “leggero”, e quello più ambizioso di autore di opere “colte”, come quella tratta dalla farsa di Voltaire Candide (1956) – che pur avendo dimostrato di sapere approfittare al meglio delle opportunità offerte dai mezzi di comunicazione di massa, rimase sempre piuttosto tiepido nei confronti del cinema. Pur essendo un autore eminentemente “colto”, Bernstein deve però la sua massima fama di compositore proprio a West Side Story, il musical che nel 1957 aveva segnato un importante punto di svolta rispetto alla tradizione del genere. West Side Story infatti, contravvenendo a tutta una tradizione che voleva il musical come spettacolo di genere “leggero”, rielaborava la tragedia di Romeo e Giulietta per gettare un inedito sguardo critico sulla realtà difficile dei ghetti violenti e degradati delle grandi città americane, dove alla povertà si sommavano i conflitti razziali e il disagio degli immigrati provenienti dall’America Latina.
 
Wayne Marshall. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria del Trinidad, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, nonchè alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Ha diretto le principali orchestre britanniche e numerose importanti formazioni europee, tra cui i Wiener Symphoniker, la Filarmonica di Rotterdam, l’Accademia di Santa Cecilia, la Sinfonica della Radio Svedese, l’orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Nazionale del Belgio, la Norddeutscher Rundfunk, la Berliner Rundfunk Sinfonieorchester e molte altre. Nel 2001 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Scala di Milano. Grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione, nel 1997 ha diretto Porgy and Bess al Festival di Bregenz, ove è tornato nel 2003 e nel 2004 per West Side Story. Nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town alla guida della Sinfonica della Radio Austriaca e più recentemente ha diretto Porgy and Bess presso la Washington National Opera. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester, continua regolarmente ad esibirsi come organista. Nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los Angeles (come solista con la Filarmonica Angelina diretta da Salonen) con una nuova composizione di James MacMillan A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005.
Da alcuni anni si esibisce al pianoforte insieme alla cantante Kim Criswell, grande specialista del musical di Broadway, con cui ha recentemente tenuto concerti a Berlino, Hong Kong e Londra. In ambito cameristico, suona con la violinista Tasmin Little, il trombettista Ole Edvard Antonsen e la violoncellista Natalie Clein, mentre con il baritono Willard White ha suonato a Londra, Manchester, Aldeburgh e Singapore. Nel 2002 il Festival di Braunschweig gli ha dedicato una serie di concerti “Wayne Marshall and Friends”.
Nel 2004 l’Università di Bournemouth gli ha conferito un Dottorato honoris causa per la sua lunga collaborazione con  l’Orchestra Sinfonica della cittadina inglese.
 
L’Ufficio Stampa
Palermo, 22 maggio 2006