Vanessa al Teatro Massimo

Vanessa al Teatro Massimo

10 Mag 2006

Vanessa, opera del compositore americano Samuel Barber, ritorna in un teatro lirico italiano dopo la sua messa in scena del ’61 a Spoleto. Dal 12 al 19 maggio sarà il Teatro Massimo a proporre l’opera in tre atti, su libretto di Giancarlo Menotti, da Seven Gothic Tales di Karen Blixen. Si tratta di un nuovo allestimento prodotto dal Teatro Massimo che vedrà sul podio Jan Latham‾Koenig; la regia è di Cesare Lievi, scene e costumi di Maurizio Balò. Luci di Bruno Ciulli. Prima opera di Barber, Vanessa è impregnata della luce crepuscolare del tardo teatro borghese di Ibsen e di Strindberg. I caratteri tuttavia si fermano alla soglia di un patetismo amaro, senza arrivare a una vera e profonda tragicità. Vanessa è in sostanza una prima donna più vocale che teatrale, Anatol un fatuo amoroso piuttosto che un mascalzone ed Erika, che in un certo senso è la vera protagonista, un personaggio più ammirevole che memorabile. La vicenda, ambientata agli inizi del ‘900 in un imprecisato paese dell’Europa settentrionale, ruota attorno a Vanessa, donna di mezza età, che attende dopo vent’anni il suo unico, impossibile amore: Anatol. Al suo arrivo, però, scoprirà amaramente che si tratta del figlio di questi, il quale intreccerà poi una relazione con la nipote, Erika. Menotti si ispirò alle Seven Gothic Tales di Karen Blixen, pubblicate nel 1934 e pensò ad un soggetto originale in cui il destino, la passione, l’amore e il sogno e il fallimento si intrecciano in modo fatale, sullo sfondo di un paesaggio nordico, smisurato e senza vita. Barber musicò il primo atto nel 1954; di ritorno dagli Stati Uniti, giunse quasi al completamento nel suo soggiorno in una villa sul mare vicino al faro di Sconsent. Nel ’57, infine, compose il quintetto finale (To leave, to break, to find, to keep) e il folk song (Under the willow tree). L’opera fu rappresentata per la prima volta al Metropolitan di New York il 15 gennaio 1958. Fu accolta da grande successo anche grazie al suo direttore Dimitri Mitropoulos, con Eleanor Steber nel ruolo del titolo, e proposta poco dopo al Festival di Salisburgo, dove però gli entusiasmi furono più contenuti. Nel 1961 l’opera approdò in Italia, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, con la traduzione ritmica di Fedele D’Amico e la regia di Giancarlo Menotti. “Barber ‾ esordisce Jan Latham Koenig ‾ aveva intenzione di comporre un’opera molto tradizionale, che non fosse lontana dai canoni dell’opera così come era intesa in Europa e che riflette la vecchia concezione del melodramma. Stilisticamente si può definire un’opera ibrida in cui vari stili riescono a fondersi in una sintesi molto omogenea. Il risultato è quello di una musica ricercata e orecchiabile al tempo stesso, con echi a Puccini, Strauss e Gershwin”. Per questo allestimento lo scenografo Maurizio Balò ha pensato ad una scena unica che varia leggermente di atto in atto con qualche piccola aggiunta. Si tratta di una strada ghiacciata, con ai lati incombenti cumuli di neve ed enormi specchi sospesi coperti da drappi che nascondono il passare del tempo nel viso della protagonista. “Si tratta di un’evocazione nordica sganciata dal realismo del libretto ‾ spiega il regista Cesare Lievi ‾ ma che evidenzia lo sviluppo psicologico dei personaggi, il loro tormento esistenziale”. Il cast. E’ composto da Jeanne‾Michèle Charbonnet (Vanessa), Brigitte Pinter (Erika), Agnes Zwierko (The old baroness), Gerard Powers (Anatol), Fabio Previati (The old doctor), Ercole Bertolino (Nicholas), Cosimo Diano (A footman). Nelle altre recite, si alterneranno Brenda Harris, Kremena Dilcheva, Marcel Reijans, David Wakeam, Gianfranco Giordano. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Maestro del Coro: Paolo Vero. In scena. Recite con il primo cast il 12,14,17 e 19 maggio. Con il secondo cast il 13,16 e 18 maggio. Le recite saranno alle 20,30 il 12 e 13 maggio; alle 18,30 il 16,17,18,19 maggio; alle 17,30 il 14 maggio. Il libretto di sala. Oltre al testo, in italiano e in inglese, il libretto di sala contiene un saggio di Dario Oliveri che ripercorre la genesi dell’opera, un testo di Steve Schwartz sul compositore americano, l’argomento, le biografie, le recensioni passate, e un ricco corredo iconografico su scene e costumi. Il libretto di sala è già in vendita presso il bookshop e al botteghino del Teatro Massimo al prezzo di 10 Euro (ore 10‾15 mar‾dom) Prezzi: 12‾97 Euro. Info al numero verde 800907080 (tutti i giorni, ore 10‾15) e al numero 091 6053580 nei giorni delle recite un’ora e mezza prima e un’ora dopo lo spettacolo. L’opera sarà proposta in lingua originale con sopratitoli e con un solo intervallo fra il primo e gli altri due atti. L’Ufficio StampaPalermo, 9 maggio 2006