TURANDOT KOLOSSAL AL TEATRO MASSIMO

TURANDOT KOLOSSAL AL TEATRO MASSIMO

24 Feb 2006

Dal 28 febbraio al 14 marzo al Teatro Massimo va in scena Turandot, di Giacomo Puccini, allestimento del Maggio Musicale Fiorentino. E’ una coloratissima e imponente messa in scena firmata da Zhang Yimou, il regista cinese dei pluridecorati film  Lanterne rosse ed Hero. E’ un allestimento che ha debuttato a Firenze nel ’97, è stato a Pechino e dopo aver girato il mondo approda al Massimo dove l’opera sarà diretta dal maestro Nello Santi, al suo debutto nel tempio del Basile.  Orchestra, coro, coro di voci bianche  e corpo di ballo del Teatro Massimo. Con la partecipazione del Jilin City Song e Dance Ensemble.  Scene di Huang Haiwei, Gao Guangian, Zeng Li. Costumi di Wang Yin. Coreografia di Chen Weya ripresa da Chen Shen. Luci di Bruno Ciulli. La regia è ripresa da Alberto Cavallotti. L’opera. Turandot, dramma lirico in tre atti e cinque quadri, di Giacomo Puccini (1858‾1924), su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla fiaba omonima del veneto Carlo Gozzi, debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 26 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini. Puccini era dunque ultrasessantenne quando mise mano all’opera, un’impresa che lui stesso non esitò a definire difficile: “Penso ora per ora – scriveva ad Adami ‾ minuto per minuto a Turandot e tutta la mia musica scritta fino ad ora mi pare una burletta e non mi piace più”. La partitura rivelò infatti un’inquieta ricerca di nuovi effetti armonici, strumentali e vocali. Ma il compositore lucchese non riuscì a completare l’opera perchè morì nel 1924. L’opera è proposta nella versione il cui ultimo duetto e il finale sono stati completati da Franco Alfano. La trama.Turandot, principessa dalla rara bellezza, figlia di Altoun Kan, re di Pechino, dopo aver rifiutato le nozze, emana un editto con il quale dichiara che sarebbe andata in sposa a colui che avrebbe risolto tre enigmi. In caso di fallimento sarebbe scattata la condanna a morte. Il princice Calaf riesce a risolvere gli enigmi ma Turandot rifiuta di sposarlo; questi le concede una rivincita proponendo lui stesso un enigma che, se risolto, avrebbe sciolto la principessa dall’obbligo del matrimonio e sarebbe costata la decapitazione di Calaf. Turandot prende tempo e grazie alla schiava Liù che seduce Calaf, riesce ad avere il nome e può sciogliere l’enigma. Per Calaf, dunque, sarebbe scattata l’ora della condanna. Ma Turandot cambia idea e decide di sposare Calaf. Una maxi‾orchestra. Sul podio, a dirigere un’orchestra dai grandi numeri con 90 orchestrali (due arpe, celesta, organo e campanelli) e una banda in palcoscenico, ci sarà Nello Santi, al suo debutto al Teatro Massimo, dopo l’Otello che diresse nel ’78 al Politeama Garibaldi. “E’ un’opera che amo moltissimo – afferma il maestro Santi – l’ho diretta per la prima volta nel 1964 allo Staatsoper di Vienna e poi a Tokio e al Metropolitan. Il Teatro Massimo? E’ estremamente piacevole dirigere in questo tempio della lirica. E’ un vero peccato che possa farlo solo adesso.” Turandot all’estero. L’ultima messa in scena di Turandot risale a vent’anni fa quando fu rappresentata al Teatro di Verdura, per la stagione estiva. Sul podio il compianto Massimo De Bernart; la regia era di Maestrini. Precedentemente, l’opera era stata rappresentata nel 1974, durante la prima stagione dell’esilio del Massimo al Politeama. Sul podio era il maestro Rescigno, la regia di Mirabella Vassallo. Turandot era interpretata da Renzi, Calaf da G.Py. E Turandot, oltre ad essere tra i titoli pucciniani più amati dal pubblico palermitano è stata anche un’opera rappresentata all’estero: nel 1960 a Wiesbaden, con la regia di A.Mirabella Vassallo, e la direzione di Oliviero De Fabritiis. Turandot era L.Udovick. Calaf, F.Labò. Lo stesso allestimento fu poi proposto altre due volte a Parigi al Théatre des Champs‾Elysées, con un quasi lo stesso cast. Il cast. Georgina Lucakcs (Turandot), Francesco Hong (Calaf), Bonaldo Giaiotti (Timur), Adriana Marfisi (Liù), Antonio Conte (Altoum), Marco Camastra (Ping), Gianluca Floris (Pang), Iorio Zennaro (Pong), Paolo Orecchia (Un mandarino), Antonio Livigni e Pietro Luppina (Principe di Persia). Nelle varie recite si alterneranno Giovanna Casolla, Badri Maisuradze e Ignacio Encinas, Francesco Palmieri, Annalisa Raspagliosi. Lo spettacolo andrà in scena alle 20,30 il 28 febbraio, l’11  e il 14 marzo. Alle 18,30 l’1,2,4,7,8 marzo. Alle 17,30 il 5 e il 12 marzo. Recite con il primo cast il 28 febbraio e il 2,5,8, 11 marzo. Con il secondo cast l’1,4,7,12, e 14 marzo. Nello Santi. Vanta una carriera di 53 anni. Nello Santi ha diretto nei teatri più importanti di tutto il mondo. Nato ad Adria (RO), ha studiato a Padova con il Maestro Coltro diplomandosi in composizione. Debutta come direttore d’orchestra con "Rigoletto" nel 1951 al Teatro Verdi di Padova. Dal suo debutto all’Opera di Zurigo nel 1958 dirige permanentemente lì. Nel 2001 ha festeggiato il suo 50esimo anniversario di carriera, che è stato apprezzato con una miscellanea. Santi appare regolarmente come direttore sinfonico delle principali orchestre. Per più di 10 anni è stato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio svizzera a Basilea. Oltre alla Oslo Philharmonic Orchestra dirige annualmente le due più note orchestre giapponesi, la Yomiuri e la NHK Orchestra di Tokyo. Biglietti:12‾97 euro. Sconti per studenti, insegnanti, giovani e pensionati. Info al numero verde 800 907080 (tutti i giorni, 10‾17) e al numero 091 6053580 nei giorni di spettacolo un’ora e mezza prima e un’ora dopo l’inizio delle recite. L’Ufficio Stampa Palermo, 24 febbraio 2006