The Rake's progress al Teatro Massimo

The Rake's progress al Teatro Massimo

12 Feb 2008

Il secondo titolo della Stagione 2008 del Teatro Massimo (dal 17 al 24 febbraio), è riservato al Novecento storico con The Rake’s progress (“La carriera di un libertino”) capolavoro di Igor Stravinskij, per la prima volta a Palermo nella versione originale con il libretto in inglese. Icona della drammaturgia musicale dell’immediato dopoguerra, era stata rappresentata in italiano, al Politeama Garibaldi nel marzo 1977, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Virginio Puecher.

Il desiderio di comporre un’opera in inglese era già sorto in Igor Stravinskij nel 1939, non appena giunto negli Stati Uniti con molti altri intellettuali e artisti europei, a ridosso del secondo conflitto mondiale. L’idea prese forma nella mente dell’autore durante una visita casuale a una mostra di William Hogarth allestita a Chicago nel 1947. Otto stampe, che costituivano un ciclo unitario – La carriera del libertino appunto – colpirono profondamente Stravinskij, come scrisse egli stesso, perché vi riconosceva «la quintessenza di quel particolare tipo di Settecento inglese», originale, coloratissimo e ironico, che desiderava mettere in musica. Nell’arco di tre anni (1948–1951), grazie alla collaborazione per il geniale libretto con il poeta Wystan Auden e con il suo compagno Chester Kallman, l’opera fu terminata e rappresentata sotto la direzione del compositore in prima assoluta alla Fenice di Venezia l’11 settembre 1951 nell’ambito di una collaborazione tra La Biennale di Venezia e il Teatro alla Scala di Milano.
Questa “favola in tre atti” racconta l’ascesa e caduta di un ozioso ragazzo di campagna, Tom Rakewell, divenuto d’un colpo ricchissimo grazie all’inattesa eredità di un parente sconosciuto. Tom abbandona la sua fidanzata Anna Truelove (quando si dice che il nome è tutto un programma) e parte alla volta di Londra. Qui, istigato dal mefistofelico Nick Shadow – che al termine si rivelerà effettivamente il diavolo –sposerà un fenomeno da baraccone (Baba la Turca), sperpererà l’intero patrimonio e, se anche riuscirà a non perdere la sua anima giocando a carte con Nick/diavolo, morirà in manicomio tra le braccia della sua Anna, che non ha mai smesso di cercarlo dal giorno della sua improvvisa partenza.

Nel cast che debutterà domenica 17 febbraio alle ore 20.30 tre specialisti del belcanto, che restituiranno la partitura stravinskiana, tutta rivolta al passato, a Händel e a Mozart, nella sua precipua brillantezza melodica. Si tratta infatti di un lavoro assai legato alle origini settecentesche più che alla poetica del Novecento, una sorta di omaggio del compositore al passato. A incarnare il ruolo di Tom Rakewell, giovane corrotto dai vizi della società, Giuseppe Filianoti, mentre Carmela Remigio incarnerà la sua ingenua fidanzata Anne e Giorgio Surian il “tentatore” Nick Shadow. Daniel Borowski sarà Truelove, il padre di Anne; Barbara Di Castri invece Mother Goose, Julianne Young Baba la Turca, Lorenzo Carola Sellem e Antonio Barbagallo il guardiano del manicomio.
Dirigerà Will Humburg, mentre l’allestimento del regista Cesare Lievi, con le scene di Csaba Antal e i costumi di Luigi Perego, giunge dal Teatro Comunale di Modena, dove ha debuttato alcuni anni fa con grande successo di pubblico e di critica. Le luci sono di Bruno Ciulli. Il coro (guidato da Miguel Fabian Martinez) e l’Orchestra sono naturalmente quelli del Teatro Massimo.

Nelle recite del 19 e 23 febbraio i ruoli saranno sostenuti, nell’ordine, da: Andreas Wagner, Corinna Mologni, Franco Pomponi, Daniel Borowski, Lorena Scarlata, Barbara Di Castri, Lorenzo Carola e Gianfranco Giordano.

Calendario: 17 e 23 febbraio ore 20.30; 19, 20 e 22 febbraio ore 18.30; 24 febbraio ore 17.30.

Costo dei biglietti da euro 102 a euro 10, in vendita al botteghino (martedì – domenica ore 10–15) o sul sito www.teatromassimo.it. Informazioni e prevendita 800 907080.

Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi al seguente indirizzo email: