Stagione 2011 del Teatro Massimo

Stagione 2011 del Teatro Massimo

4 Ago 2010

Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Massimo ha approvato il delle attività artistiche 2011: nove opere e due balletti, cui si aggiungono una ricca Stagione sinfonico–corale con solisti ospiti di fama internazionale e un’intensa serie di attività e spettacoli interamente dedicati agli studenti. Si delinea così anche per il 2011 uno dei cartelloni più ricchi della produzione lirica italiana, con un ulteriore incremento di produzione rispetto al 2010 e un coinvolgimento sempre più sistematico di orchestra, coro, corpo di ballo e maestranze tecniche del Teatro: un effetto concreto dei risultati gestionali di questi ultimi anni – è di quasi 2 milioni di euro l’attivo di bilancio 2009 – e della riorganizzazione del lavoro impressa dal sovrintendente e sostenuta dai dipendenti del Teatro. Il Teatro Massimo si pone ancora una volta come esempio nei confronti di altre fondazioni liriche italiane, essendo riuscito ad affrontare la crisi economica applicando in maniera rigorosa le normative vigenti prima ancora che il Governo adottasse provvedimenti di urgenza. Il risultato è stato ratificato da apprezzamenti internazionali per la qualità della programmazione artistica e dal mantenimento della sicurezza occupazionale.

 

Come accade ormai da alcuni anni, i dettagli sulla programmazione 2011 e sulla relativa campagna di rinnovo e acquisto degli abbonamenti, saranno resi noti in autunno, sabato 2 ottobre alle ore 11 nella sala del Teatro, con una presentazione aperta a tutti gli appassionati della città.

 

La nuova Stagione del Massimo è composta da titoli che corrispondono ad altrettante tappe nella storia della musica, ad altrettanti sguardi sull’animo umano e sulle vicende del suo sentire, che narrano trame storiche, artistiche e drammaturgiche appassionanti tanto per la loro capacità di farci evadere dal quotidiano, quanto per il loro insito carattere di analisi del reale e dell’immaginario.

 

All’immancabile omaggio alla grande tradizione dell’opera italiana, con alcuni tra i più celebri titoli del repertorio, si affiancano proposte meno consuete e contemporanee appositamente commissionate nell’intento di consolidare la dialettica tra curiosità e affetto intrattenuta in questi ultimi anni tra la Fondazione e il proprio pubblico.

Per gli amanti del belcanto, cuore della tradizione dell’opera italiana, Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (12–19 giugno), con la ripresa di un allestimento del Massimo realizzato in coproduzione con il Teatro delle Muse di Ancona che vanta la regia del fiammingo Gilbert Deflo: uno spettacolo giocato sulle sfumature del bianco e del nero che ci consegna una Lucia neogotica, imbevuta degli umori della letteratura ottocentesca.

Alle melodie di Lucia fanno da contrappunto due amatissime opere di Puccini: Turandot (12–17 luglio al Teatro di Verdura) e Tosca, estremi stilistici della vocalità italiana.

Punto di passaggio è La Gioconda di Amilcare Ponchielli (24 febbraio – 3 marzo), opera assente da Palermo da oltre quarant’anni, testimonianza del legame che nel tardo Ottocento i compositori cercavano tra il passato donizettiano, lo stile verdiano e le “novità” provenienti dalla Francia, prima fra tutte l’inserimento di numeri di danza nella struttura drammaturgica, come il caso della “Danza delle ore”.

Proprio dalla Francia arriva la Carmen di Georges Bizet (18–25 novembre), apoteosi tragica della passione amorosa: sulla scena del Teatro Massimo un nuovo spettacolo frutto di una coproduzione internazionale con il Gran Teatre de Liceu di Barcellona e il Regio di Torino, attesissimo evento per la presenza del catalano Calixto Bieito, tra i più noti, controversi e stimolanti registi dell’ultima generazione, per la prima volta impegnato in Italia con un nuovo allestimento.

Alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia sono invece dedicati altri due titoli che fanno da ponte tra passato e futuro: Il trovatore di Giuseppe Verdi (18–26 ottobre), compositore simbolo del Risorgimento italiano e Senso (20–30 gennaio),nuova commissione del Teatro Massimo al compositore milanese Marco Tutino, fra i più rappresentati sulla scena teatrale contemporanea: ispirata alla omonima novella di Camillo Boito, uscita nel 1883 e resa celebre dalla splendida trasposizione cinematografica di Luchino Visconti nel 1954, l’opera si svolge nei primi anni di vita dello Stato unitario italiano ed è intrisa di profondi dissidi, fra amore, interessi e tradimenti.

Come negli anni scorsi anche nella Stagione 2011 verranno proposte rarità di importanti compositori del Novecento storico: in primavera The Greek Passion(29 aprile – 8 maggio), affascinante affresco corale di sensualità e fede, capolavoro del musicista boemo Bohuslav Martinů su libretto proprio ispirato a una novella di Nikos Kazantzakis; invece a fine anno Help, Help, The Globolinks!(6–18 dicembre) umoristica e grottesca “invasione aliena” nata dalla mente di Gian Carlo Menotti, compositore di cui ricorrono i 100 anni della nascita.

La proposta di opere meno note suscita l’attenzione del pubblico più esigente e avvezzo al teatro nonché quella della critica internazionale che da alcuni anni premia l’impegno e lo sforzo produttivo del Teatro Massimo nei confronti di queste scelte artistiche. Inoltre, dall’analisi delle passate Stagioni, è emerso che le proposte contemporanee riscuotono anche una particolare attenzione da parte del pubblico dei più giovani, arricchendo ulteriormente l’offerta che il Teatro dedica loro.

Due come sempre i balletti, entrambi ispirati al mondo delle favole, Cenerentola (19–25 maggio) di Sergej Prokof’ev, titolo mai rappresentato al Teatro Massimo, e Lo schiaccianoci (20–23 dicembre) di ÄŒajkovskij, particolarmente adatto al periodo natalizio.

 

Approvato anche il calendario delle attività dedicate agli studenti, costante impegno della Fondazione nella divulgazione musicale, che nel 2011 comprenderà ancora più manifestazioni fra cui la ripresa dello spettacolo dedicato a Giuseppe Verdi e all’Unità d’Italia, Bianco Rosso e Verdi con la regia di Francesco Micheli, che ha ottenuto il prestigioso Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. Si prospetta un vero e proprio calendario parallelo a quello per “adulti” con oltre 50 appuntamenti fra nuove creazioni, prove aperte e versioni delle opere in Stagione adattate per l’infanzia.

 

La programmazione del Teatro Massimo per la stagione 2010 riprenderà subito dopo le ferie di agosto con alcuni degli spettacoli più attesi dell’anno, tutte nuove produzioni: a settembre Il barbiere di Siviglia di Rossini con un cast di rilievo guidato da due giovani star italiane, sul podio Michele Mariotti e alla regia Francesco Micheli, quindi Don Quichotte di Massenet firmato dal regista divo del momento Laurent Pelly in coproduzione con il Theatre de la Monnaie di Bruxelles, e il basso Ferruccio Furlanetto nel ruolo del protagonista; Alice di Giovanni D’Aquila in prima assoluta con Etta Scollo e oltre 200 bambini delle scuole di Palermo; infine La fanciulla del West di Puccini a dicembre in coincidenza con il centenario dal debutto, uno spettacolo firmato da Lorenzo Mariani in coproduzione con la San Francisco Opera che nelle scorse settimane per il debutto in California ha entusiasmato il pubblico statunitense e animato le pagine musicali dei quotidiani per la calzante ricostruzione del West.

 

Per ulteriori informazioni, utilizzare il seguente indirizzo email: document.write('stampatm@teatromassimo.'+'it');">

 

Palermo, 3 agosto 2010 (f.t.)

L’Ufficio Stampa