Simon Boccanegra di Verdi al Teatro Massimo

Simon Boccanegra di Verdi al Teatro Massimo

21 Ott 2009

 Simon Boccanegra di Verdi in scena al Massimo con un nuovo allestimento in coproduzione col Comunale di Bologna

diretta via satellite nelle sale cinematografiche europee

Dal 23 al 29 ottobre torna sulla scena del Teatro Massimo, dopo molti anni di assenza, una preziosa “rarità”, il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, in un nuovo allestimento, in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna – dove ha debuttato alla fine del 2007 – firmato dal regista Giorgio Gallione; le scene e i costumi sono di Guido Fiorato, le luci di Bruno Ciulli. Il cast annovera alcuni fra i più importanti interpreti di oggi, star del panorama lirico internazionale: Roberto Frontali, Amarilli Nizza, Ferruccio Furlanetto, Walter Fraccaro. Sul podio il francese Philippe Auguin, frequente ospite della Scala e dei maggiori teatri europei, già assistente di Herbert von Karajan e di sir Georg Solti.

Nella Genova del XIV secolo, divisa dalle lotte tra le diverse fazioni politiche, Paolo Albiani fa eleggere doge il valoroso corsaro Simon Boccanegra, che ha liberato dai pirati le coste africane. Questi, colpito negli affetti dalla perdita della donna amata e della figlia, si trova al centro di trame e complotti e costretto a difendersi continuamente dagli attacchi dei nemici. Tuttavia gli avvenimenti politici e sociali del periodo lasciano la scena ai veri protagonisti di quest’opera di Verdi: il senso tragico e malinconico che domina l’opera e la psicologia dei personaggi. Simon Boccanegra viene infatti considerato un elemento di transizione nella produzione verdiana, un lavoro complesso che scandaglia i sentimenti umani e mostra la piena maturità espressiva del suo autore. Le passioni dolorose ed irrisolte che animano quest’opera tormentata, sono destinate a sciogliersi solo dopo che l’inesorabile trascorrere del tempo ne ha levigato l’asprezza, ovvero con l’approssimarsi della morte. È infatti con la morte di Simone che si dipanano i nodi della trama: il ritrovamento della figlia ritenuta perduta, la pacificazione della città e la continuità politica segnata dalla nomina di un nuovo doge. L’opera, su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma omonimo di Antonio Garcia–Gutiérrez, fu scritta per il Teatro La Fenice di Venezia dove venne rappresentata nel 1857 con scarso successo. Lo stesso Verdi non ne era molto convinto e volle rivederla, fidando questa volta sulla collaborazione, voluta dall’editore Giulio Ricordi, di Arrigo Boito, che apportò diverse modifiche e scrisse ex novo, su precise indicazioni del compositore, la grande scena del consiglio del primo atto. In questa nuova e definitiva versione il Simone andò in scena alla Scala nel l881, ottenendo un’accoglienza trionfale.

“Per me” – dichiara il regista Gallione, direttore artistico del Teatro dell’Archivolto – “il collegamento Simon Boccanegra–Genova è un collegamento fisiologico. Ho passato l’infanzia nel centro storico di Genova, i luoghi di quest’opera sono i luoghi della mia vita. Verdi conosceva molto bene Genova e secondo me è chiarissimo come nella composizione del Simone abbia attinto alla sua esperienza personale e alle suggestioni evocategli dall’anima della città. Genova permea tutto il tessuto dell’opera, sia a livello psicologico che iconografico. La rappresentazione dei luoghi storici della città è molto precisa. Anche lo scenografo Guido Fiorato è genovese, e ci siamo trovati d’accordo nel tentativo di rappresentare l’aspetto manicheo e schizofrenico che costituisce l’essenza stessa di Genova, fatta di contrasti fortissimi. L’austero gioco cromatico che contrappone il bianco del marmo e il nero dell’ardesia è improvvisamente squarciato dalla visione dell’azzurro del mare. Così nel Simone ritroviamo questo “ritmo” genovese nelle cospirazioni e nella segretezza dei colloqui notturni sussurrati nel buio dei vicoli, contrapposti alla grande apertura del mare e alle scene di massa”.

Con questa nuova edizione palermitana del Simon Boccanegra, il Teatro Massimo torna nelle sale cinematografiche europee: la recita di giovedì 29 ottobre (ore 18.30) verrà infatti interamente ripresa in alta definizione e trasmessa in diretta via satellite in oltre 100 sale cinematografiche (Francia, Germania, Spagna, Italia). Un’iniziativa in crescente successo nata sulla scia di un progetto similare varato dal Metropolitan di New York e che ha avuto il suo debutto italiano nel gennaio 2008 con il Mefistofele in diretta dal Teatro Massimo. A Palermo l’opera sarà proiettata nella sala dell’Igea Lido (via Ammiraglio Rizzo, 13). Si tratta del primo frutto di un nuovo accordo tra Raitrade e Dynamic, e proseguirà per tutta la stagione invernale con una serie di appuntamenti dai maggiori teatri del mondo (http://www.dynamic.it/cinema_contents.php).

Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 102, in vendita al botteghino del Teatro (martedì – domenica ore 10–15 ), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit–Vivaticket (www.vivaticket.it). Prevendita telefonica: 800 90 70 80 (tutti i giorni ore 10–17).

Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi al seguente indirizzo email:  oppure tel. 0916053504 – 0916053206 (Simona Barabesi 3389763777; Floriana Tessitore 3387339981).

 

23–29 ottobre

Giuseppe Verdi
Simon Boccanegra

Melodramma in un prologo e tre atti su libretto di Francesco Maria Piave con modifiche di Arrigo Boito dal dramma omonimo di Antonio García–Gutiérrez

Simon Boccanegra Roberto Frontali (23, 25, 27, 29) / Nicola Alaimo (24, 28)
Maria Boccanegra (Amelia Grimaldi) Amarilli Nizza (23, 25, 27, 29 ) / Tiziana Caruso (24, 28)
Jacopo Fiesco Ferruccio Furlanetto (23, 25, 27, 29) / Luiz–Ottavio Faria (24, 28)
Gabriele Adorno Walter Fraccaro (23, 25, 27, 29) / Gustavo Porta (24, 28)
Paolo Albiani Gezim Myshketa (23, 25, 27) / Ventseslav Anastasov(24, 28, 29)
Pietro Paolo Battaglia
Capitano dei balestrieri Vincenzo Monteleone (23, 25, 27) / Vincenzo Bonomo (24, 28, 29)
Ancella di Amelia Donatella Gugliuzza

Direttore Philippe Auguin
Regia Giorgio Gallione
Scene e costumi Guido Fiorato
Luci Bruno Ciulli

Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Maestro del coro Andrea Faidutti

23 ottobre ore 20.30 Turno Prime
24 ottobre ore 20.30 Turno F
25 ottobre ore 17.30 Turno D
27 ottobre ore 18.30 Turno B
28 ottobre ore 18.30 Turno S1
29 ottobre ore 18.30 Turno C