Siegfried, un fotoromanzo delle opere precedenti

Siegfried, un fotoromanzo delle opere precedenti

16 Dic 2015

Il Siegfried di Graham Vick debutta venerdì al Teatro Massimo di Palermo
Il regista: “Gli eroi wagneriani raccontano passioni e sconfitte della vita quotidiana”
Nuova grande produzione: è il terzo atto del Ring partito nel 2013, a gennaio il Götterdämmerung
Negli intervalli cene ispirate a Wagner, nel programma di sala un “fotoromanzo” delle opere precedenti

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PALERMO.  È un Siegfried letto con uno sguardo contemporaneo quello che debutta venerdì 18 al Teatro Massimo di Palermo per la regia di Graham Vick – uno dei protagonisti della scena internazionale, pluripremiato, celebre per il suo approccio innovativo alla lirica – e direttore Stefan Anton Reck, che al Massimo è stato direttore musicale dal 1999 al 2003, dopo essere stato dal 1997 al 2000 assistente di Claudio Abbado, e oggi riconosciuto tra i massimi conoscitori della musica di Mahler e della seconda Scuola di Vienna. Una nuova produzione del Teatro Massimo, un Siegfried concepito proprio per la città di Palermo a partire dallo spazio del Teatro, in cui gli eroi wagneriani diventano personaggi quotidiani alle prese con passioni, delusioni, angosce, e in cui lo spartiacque della vita è quello tra potere e amore.
Siegfried è un adolescente inquieto, Mime (che lo ha cresciuto in assenza dei genitori) è un padre di famiglia che porta avanti la vita tra affanni e preoccupazioni, il drago con cui Siegfried si batte eroicamente è un carrello elevatore rosso, sulla scena – a significare il mondo corrotto – c’è una discarica di spazzatura ed elettrodomestici vecchi in mezzo a una foresta rappresentata da una scena sghemba. “I personaggi di Wagner – spiega Vick – sono personaggi del quotidiano. Per chiunque abbia una famiglia il Ring è la storia più semplice del mondo. Basta seguire le ascese e le cadute, i momenti belli e quelli di crisi di una famiglia, e già si capisce tutta la regia; è tutto chiaro e aperto come dentro le favole”.
Un grande evento: cinque ore di spettacolo, spezzato da due intervalli durante i quali (per chi lo vorrà) sarà servita in Sala Pompeiana una cena dedicata a Wagner e al suo soggiorno in Sicilia, tra sapori tedeschi e mediterranei.
Siegfried è la terza parte della monumentale Tetralogia di Wagner (il Ring des Nibelungen) composta durante ben 26 anni, dal 1848 al 1874. Il Teatro Massimo la propone nell’ambito di un progetto di vaste dimensioni iniziato nel 2013 in coincidenza con il bicentenario della nascita del compositore tedesco e che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica. Le prime due parti sono andate in scena nel 2013: Das Rheingold (L’Oro del Reno) e Die Walküre (La Valchiria), sempre per la regia di Vick. A Das Rheingold l'Associazione nazionale critici musicali ha assegnato il Premio Abbiati quale miglior spettacolo del 2013. Nel programma di sala, su iniziativa di Vick, si trova un “riassunto” delle due opere precedenti concepito come un fotoromanzo: la trama delle due opere è ripercorsa attraverso fotografie dove i personaggi “parlano”, proprio come in un fumetto.
Il 28 gennaio il Teatro inaugurerà la sua stagione 2016 con il quarto e ultimo atto del Ring con la regia di Graham Vick: Götterdämmerung (Crepuscolo degli dei).
Per allargare al massimo la partecipazione a questa grande festa wagneriana, il Teatro Massimo ha varato pacchetti speciali per le due opere.
Per coloro che volessero rivedere le due opere precedenti, giovedì 17 e sabato 19 la proiezione integrale e gratuita delle due opere nella Sala Onu del Teatro Massimo: giovedì 17 dalle 15 alle 18 L’Oro del Reno, e dalle 18.30 alle 22.30 La Valchiria; sabato 19 dalle 10.30 alle 13.30 L’Oro del Reno e dalle 14 alle 18 La Valchiria.