Regina Carter Quintet al Teatro di Verdura

Regina Carter Quintet al Teatro di Verdura

21 Lug 2003

REGINA CARTER QUINTET AL TEATRO DI VERDURA Per l’Estate del Massimo la regina del violino jazz di Detroit. Proporrà “Mrs.Paganini” Mercoledì 23 luglio, alle ore 21, al Teatro di Verdura del Parco di Villa Castelnuovo, per l’Estate del Teatro Massimo è di scena il Regina Carter Quintet. Regina Carter è una delle poche violiniste del panorama jazz. Del resto, il violino non figura frequentemente nelle compagini jazz. Con la sua sonorità raffinata ed esile, lo strumento ha dato a lungo l’impressione di non essere “tagliato”, adatto al linguaggio jazzistico prevalentemente fatto di percussioni e fiati, tanto che le sezioni d’archi nei complessi jazz sono state rare. Nata a Detroit, la città delle automobili, Regina Carter ha cominciato a suonare il violino ad appena tre anni, ha poi studiato pianoforte e tap dance. Il suo debutto è avvenuto con l’Orchestra sinfonica della sua città. Si è poi perfezionata presso il New England Conservatory.All’inizio degli anni ’90 si trasferisce a New York dove sceglie definitivamente la strada jazz e viene apprezzata per il gusto ricercato e la tecnica impeccabile del suono .Collabora e incide con Steve Turre, Wynton Marsalis, Kenny Barron e Cassandra Wilson. Seguono i primi cd Regina Carter (’95), Something for Grace (’97), Rhytms of the heart (’99), Motor City Moments (‘2000), e il recente Paganini, particolarmente importante perché inciso con famoso violino Guarneri, detto il Cannone” di Nicolò paganini, gelosamente custodito a genova e impiegato dalla Carter dopo un’infinità di precauzioni.- Regina Carter infatti suona spesso con un violino tedesco del ‘700, con archetto Wurzberg. “Questo straordinario violino ha un suono cupo e caldo – dice Regina – è uno strumento che non si può forzare. E’ lui che ti dice come essere suonato. All’inizio ero nervosa, mi sentivo come se stessi andando in chiesa a sposarmi con qualcuno che non conoscevo. Poi una volta che ho cominciato a suonare mi sono persa nel violino.” Nel cd, insieme a temi di Carter, Bonfà e di Gierig, ci sono partiture brevi di Ravel, Piazzolla, Fauré e Morricone. Regina Carter combina una tecnica mozzafiato con qualità profonde di composizione e di improvvisazione con un nuovo, aggressivo approccio al suo strumento e al tempo stesso mette in dubbio l’immagine comune del violino che, nelle sue mani mostra non soltanto il suo lato melodico, ma anche le sue possibilità percussionistiche. Regina Carter dimostra la sua maturità e la sua voglia ad esplorare nuove vie, conosciute e sconosciute combinazioni musicali. La leggerezza con cui riesce a cambiare genere musicale, proviene probabilmente dai molteplici influssi musicali nella sua vita. La Carter ha studiato con il metodo Suzuki, che ha come massima “Learning by doing”, come dire suonare più ad orecchio piuttosto che seguendo lo spartito, la base per un potenziale di improvvisazione: “Questo metodo ci ha liberato dai fogli, dalle note stampate” conferma lei stessa. All’inizio la Carter aveva interesse per la musica classica. Poi col tempo scopre il suo interesse per il rhytm & blues. “La gente - dice Regina - conosce il violino grazie alla musica classica e a quella country. Crede che questo sia l’unico impiego possibile di questo strumento e che il violino debba suonare proprio così. Lo si ritiene uno strumento piccolo, elitario e sensibile”. Il Quintetto è così composto: Regina Carter al violino, Werner ‘Vana’ Gierig al pianoforte, Chris Lightcap al basso, Alvester Garnett alla batteria, Marya Casales alle percussioni. L’Ufficio StampaPalermo, 21 luglio 2003