Pierino e il lupo al Teatro Massimo

Pierino e il lupo al Teatro Massimo

14 Dic 2005

La fiaba musicale per bambini di Sergej Prokof’ev Pierino e il Lupo fu composta nel 1935. Mentre l’autore si trovava con i due figli al Teatro per ragazzi di Mosca, ad assistere ad uno spettacolo di Puskin, la direttrice del teatro, Natalia Satz, lo riconobbe e gli chiese di comporre per il suo particolarissimo pubblico. Prokof’ev raccolse subito l’idea e in un lampo, appena cinque giorni, si ripresentò al cospetto della Satz con musica e testo pronti. Nacque così Pierino e il lupo. Lo scopo didattico dell’opera è dichiarato: il brano si ripropone di insegnare ai bambini a riconoscere gli strumenti di un’orchestra, Ogni personaggio è rappresentato caricaturalmente da uno strumento diverso e l’autore prescrive esplicitamente al direttore di mostrare, prima dell’esecuzione di un brano, gli strumenti ai bambini e di far suonare tutti i leit-motiv dell’opera. E così Pierino è un quartetto d’archi, l’uccellino è un flauto, il nonno è impersonato dal fagotto, il gatto da un clarinetto, l’anatra dall’oboe, il lupo dai corni, i cacciatori dai legni, lo sparo del fucile dai timpani. La visione viene così sostituita facilmente dalla sonorizzazione. La prima esecuzione di Pierino e il lupo, opera che si inserisce in un ambito didattico ampiamente praticato in Russia, avvenne alla Filarmonica di Mosca, nel 1936. A dirigere l’esecuzione fu lo stesso Prokof’ev. La storia. Un narratore racconta di Pierino che vive in un bosco e della vita animale nel suo circondario. La minaccia del lupo, agitata dal nonno, si rivelerà fondata; ma Pierino, insieme all’uccellino, escogiterà il sistema per catturare il lupo da consegnare agli accorrenti cacciatori. Finirà tutto in un trionfo. I significati. Molti critici pensano che la fiaba, al di là dello scopo educativo, sia un’allegoria. Una delle ipotesi è che Pierino rappresenti la creatività del compositore imbrigliata nelle regole ferree dello Stalinismo (il nonno) che lo vuole difendere dalle insidie del modernismo (il lupo). Pur non disobbedendo a Stalin, Prokof’ev trova la scappatoia arrampicandosi sull’albero ma senza uscire dal recinto, risolvendo in modo personalissimo il confronto con il modernismo. Altra ipotesi è che il lupo stesso sia Stalin e il compositore la farebbe franca nei confronti del capo e delle rigide imposizioni dell’Unione dei Compositori (il nonno) che tacciarono molti compositori del periodo come autori di musica degenerata. In questo caso si potrebbe avallare l’ipotesi che l’adesione al realismo socialista di compositori come Prokof’ev e Sostakovic, sia dettata da regole di pura opportunità e sia solo apparente. La favola raccontata da Ficarra & Picone. La prima volta di F & P in un teatro lirico Ficarra e Picone interpreteranno Prokof’ev in un modo assolutamente originale e mai sperimentato. La favola, che è stata interpretata nel passato da Dario Fo, Roberto Benigni, Bono, Lucio Dalla, Enrico Beruschi, sarà arricchita da un prologo inusuale, in chiave panormìta. Ficarra & Picone, infatti, hanno voluto “colorare” Prokof’ev , raccontando prima di tutto la storia della costruzione del Teatro Massimo. Perchè una ex-capitale, poco dopo l’arrivo di Garibaldi, piuttosto che risanare le tante ferite urbanistiche all’indomani degli scontri con le truppe borboniche o costruire un grande ospedale, decise la realizzazione di un grande teatro, tra i più imponenti d’Europa. Per far questo, Ficarra & Picone hanno chiesto l’aiuto di altri attori palermitani, primo fra tutti, il decano, Pino Caruso, nel ruolo di Giovan Battista Filippo Basile. In scena ci saranno anche Paride Benassai (Il mafioso/il lupo), Gino Carista (il carnezziere/anatra), Giacomo Civiletti (Almeyda/gatto), Franco Scaldati (Il vecchio/nonno) e i più giovani Virginia Alba, Stefania Blandeburgo (monache), Valentina D’Agostino (la popolana/uccellino), Giovanni Furnari (banditore/popolano) e Fabrizio Romano (Basile figlio). La loro presenza in scena, fortemente voluta da Ficarra & Picone, è anche un omaggio a due generazioni di artisti palermitani. La storia è assolutamente di fantasia ed è ambientata nei vicoli del quartiere di San Giuliano. E’ la Palermo colorita, popolare e chiassosa delle vanedde e dei cortili che prende la parola e si dichiara sbigottita per la costruzione di un teatro, mentre mancano fognature e acquedotti. Una Palermo del piccolo commercio con il carnezziere che teme di perdere le ricche commesse del vicino convento delle Stimmate, con il progettista, G.B.Filippo Basile che ordina la demolizione dei manufatti e il figlio che gli succederà nel completamento; con il rivale del Basile, quel Giuseppe Damiani Almeyda che realizzerà nello stesso periodo il Politeama Garibaldi; con le monache, il banditore che ordina lo sgombero per la realizzazione del cantiere e il mafioso che non sa che pesci prendere. Per la prima volta il duo comico palermitano Ficarra & Picone calcherà le scene di un teatro lirico italiano. Il Teatro Massimo affidandosi a Ficarra & Picone sperimenta un nuovo modo di intendere il teatro, aprendosi ad un pubblico più giovane e comunque non necessariamente avvezzo alla musica classica. E’ una proposta che si inserisce perfettamente nella nuova linea intrapresa dalla direzione artistica e che si concretizzerà in altri appuntamenti come il concerto Beatles “Across The Universe” previsto nel mese di aprile. Pierino e il lupo andrà in scena al Teatro Massimo il 16 dicembre, alle 20,30, con repliche 17,18,21 alle 18,30, il 20 e il 22 dicembre alle 20,30. Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo, il giovane direttore d’orchestra Gianluca Martinenghi. La regia è di Alfio Scuderi, i costumi di Daniela Cernigliaro, le scene di Italo Grassi, le luci di Bruno Ciulli. Info al numero verde 800655858. Biglietti:10-25 Euro. Sconti per docenti, insegnanti, over 65 e under 29. L’Ufficio Stampa Palermo, 13 dicembre 2005