Perez, raro Oratorio

Perez, raro Oratorio

15 Lug 2002

Prosegue a Palermo il Progetto della Fondazione Teatro Massimo e dell'Associazione per la Musica Antica Antonio Il Verso dedicato a David Perez, compositore napoletano che fu attivo a Palermo dal 1734 al 1748. Questo progetto è realizzato con il contributo dell'Assessorato alla Cultura della Città di Palermo, con la collaborazione scientifica della sezione musicale del Dipartimento Aglaia della Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo ed è inserito tra le attività promosse in Europa dal Réseau Européen de Musique Ancienne (REMA). Di Perez sarà eseguito il Mattutino de' morti (Lisbona, 1772) per soli, coro e orchestra diretto da Gabriel Garrido alla testa dell'Ensemble Elyma, dell'Ensemble di strumenti antichi del Conservatorio di Palermo e dello Studio di Musica Antica Antonio Il Verso. Gli interpreti sono Emanuela Galli, Graciela Oddone, Martin Oro, Francesc Garrigosa, Salvatore Vitale. I concerti avranno luogo a Palermo presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli (La Gancia) nei giorni 19, 20, e 21 luglio 2002 con inizio alle ore 21,30. Lo stesso programma sarà riproposto a Lisbona al Grand Auditorium della Fondazione Gulbenkian il prossimo 21 ottobre. L'esecuzione palermitana sarà ripresa televisivamente dal canale francese Mezzo. Davide Perez fu considerato dai suoi contemporanei uno dei maggiori musicisti europei. Si dedicò alla musica sacra dapprima a Palermo, poi a Roma e infine nella Lisbona degli anni successivi al grande terremoto del 1755. Il suo è quindi uno dei più raffinati corpus di musiche di rito cattolico di tutto il Settecento. Nato a Napoli nel 1711, dopo aver servito come maestro della real cappella Palatina a Palermo per più di dieci anni fino al 1748, ha avuto negli anni successivi immenso successo in tutta Italia ed Austria come compositore per il teatro. Da Roma nel 1752 venne chiamato a Lisbona come maestro di cappella e insegnante delle principesse reali, e a Lisbona rimase fino alla morte 26 anni più tardi. La sua fama europea diminuì, giacché la storia della musica otto- e novecentesca non passava nè per la Sicilia nè per il Portogallo, e la riscoperta della musica di Perez ha dovuto attendere i primi anni del nostro nuovo secolo. L'ufficio del Mattutino de' morti si rifà ad una liturgia medievale, parzialmente modificata dal Concilio di Trento. Il Mattutino si articola in tre Notturni composti ognuno da tre salmi con antifone e verso conclusivo e da tre lezioni tratte dal Libro di Giobbe, ciascuna seguita da un responsorio il cui testo proviene dallo stesso libro. Nel corso del XVII e XVIII secolo l'ufficio dei morti perde gradualmente importanza a favore della messa da requiem, cionostante Perez ha musicato i tre notturni (tutti i responsori senza le antifone) ben tre volte, corrispondenti ad altrettanti periodi della sua produzione di musica sacra. Un primo ufficio dei morti fu composto ed eseguito a Palermo nel 1747 in occasione della morte di Filippo VI di Spagna, l'altro appartiene agli anni successivi al grande terremoto di Lisbona del 1755. Quello proposto ora a Palermo è il terzo, pubblicato come Matuttino De Morti da Bremner a Londra nel 1774. Si tratta della partitura stampata con più larghi mezzi dell'intero diciottesimo secolo, la composizione di Perez che ha goduto la fortuna di avere il numero più grande di parti manoscritte sparse in tutta Europa. Fu composto nel 1770 per essere eseguito nella chiesa di Nostra Signora del Capo, nella cerimonia con cui il Principe Da Beira, Pedro, marito della futura regina Maria (ambedue allievi e protettori di Perez), diventò Primicerio della Confraternita di Santa Cecilia. Infatti in Portogallo i mattutini dei morti non venivano utilizzati per i funerali, perché a quel tempo si dava maggiore importanza al cerimoniale di assoluzione, ma in un grande festival annuale di rimembranza dei musicisti defunti. Questo spiega le sue dimensioni grandiose, poiché in Portogallo i lasciti dei musicisti alla loro confraternita non servivano a far dire un certo numero di messe, ma assicuravano una celebrazione funebre annuale comune a tutti.. William Beckford, che ascoltò il Mattutino nel 1787, ci dice. "Non avevo mai udito una musica così augusta, così commovente, e forse non la riascolterò mai; perché la fiamma dell'entusiasmo brucia diminuita in quasi ogni parte d'Europa, e minaccia di estinguersi totalmente in pochi anni: ma brilla ancora a Lisbona e oggi ha prodotto la più potente espressione musicale". Il Mattutino conserva della forma musicale tradizionale dell'Ufficio soltanto la struttura divisa in sezioni dei responsori, e qualche figura consueta per la presentazione delle parole. Perez non ha mai seguito, particolarmente nella sua musica della chiesa, la tendenza del suo tempo verso periodi musicali modellati secondo la quadrattura delle battute.. Infatti, le frasi musicali di Perez sono in genere organizzate per formare periodi estremamente irregolari, in cui è costante la ricerca di nuovi modi di creare equilibrio. Perez è un antesignano nell'uso della grande orchestra "classica", dominata dai violini, che appare nelle sue opere già dal 1730. La eccezionale Orchestra da Camera Reale della corte di Lisbona, paragonabile senz'altro a quella di Mannheim, ha permesso a Perez di solidificare ulteriormente la sua tecnica di orchestrazione, dando grande importanza ed espressività a parti all'epoca ancora considerate secondarie, come le viole e i fiati.