“Mozart e Salieri” al Teatro Massimo

“Mozart e Salieri” al Teatro Massimo

1 Dic 2006

Il 7 (20,30) e 9 dicembre 2006 (18,30) al Teatro Massimo, va in scena Mozart e Salieri di Nicolaj Rimskij–Korsakov, scene drammatiche di A.S. Puskin in forma semiscenica op. 48. In apertura di serata l’ouverture tratta da Tarare di Antonio Salieri (1750–1825). In chiusura, l’ouverture da Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) Mozart e Salieri, con la regia di Francesco Micheli e la direzione di Dimitri Jurovski, sarà proposta in forma semiscenica. Mozart sarà interpretato da Marat Gali, Salieri sarà Marek Kalbus. Orchestra del Teatro Massimo. Mozart e Salieri, rappresentata per la prima volta a Mosca nel 1898, è incentrata sulla leggenda ottocentesca che narra delle presunte trame di Salieri contro Mozart che portarono alla sua morte per avvelenamento e sulla contrapposizione fra genio e mediocrità, tema cui poi si è ispirato il film di Milos Forman “Amadeus”. “Mozart & Salieri – esordisce il regista Franco Micheli – è un’opera tratta quasi integralmente dall’omonimo dramma di Puskin. Tramite quelle parole il compositore Nicolai Rimskij–Korsakov vuole fare un omaggio non a Mozart, bensì a Dargomyzskij: un tributo al compositore scomparso quasi trent’anni prima. Forse il modo migliore per farlo è raccontare la morte di un altro grande maestro,Wolfgang Amadeus Mozart, morto ad appena 35 anni d’età.” L’omaggio che Rimskij Korsakov intesse per i compositori che ritiene fonte di magistero è speciale, è dono di umiltà: l’opera Mozart & Salieri è un lungo recitativo in cui brillano come arie le citazioni musicali da Mozart – che riconosciamo – e quelle da Dargomyskij – che è più difficile identificare. “Antonio Salieri – prosegue Micheli – è il vero protagonista di quest’opera, ma non lo è la sua musica. E dire che ha fatto tantissimo per la musica: ha fondato il mitico conservatorio di Vienna, è stato il vero primo erede della tradizione gluckiana, sapendo utilizzare tutti gli ingredienti dell’opera in chiave espressiva e drammatica. Di più, ha il merito di aver traghettato la difficile eredità del Settecento alla posterità: Salieri è stato grandissimo didatta. Insegnante di canto e di composizione vocale, ebbe tra i suoi allievi Beethoven (che gli dedicò 3 sonate), Schubert, Liszt, Meyerbeer. Nell’opera di Rimskij–Korsakov Antonio Salieri è ritratto come assassino. Geloso del genio che Dio ha instillato in Mozart e non in lui che pure con devozione sacerdotale si è dedicato alla musica, concepisce un omicidio e uccide Mozart. Questa leggenda concepita da Puskin è tanto efficace da arrivare fino a oggi, come ci testimonia il celebre film Amadeus di Milos Forman.” E infatti, nell’immaginario collettivo, la figura di Salieri è associata a quella di un assassino, ma si tratta di un’associazione mentale che non risponde a nessun interesse storico, biografico in senso scientifico. Puskin, l’autore del dramma, si è limitato a fermare sulla pagina scritta una serie di voci che avevano man mano preso corpo subito dopo la morte di Mozart; voci ben lontane dai fatti: una volta un tale vestito di nero bussò alla porta di Mozart per commissionargli un Requiem. Chi era costui? Il servo di un nobile che voleva far comporre un Requiem per la moglie, morta da poco. L’anonimato serviva semplicemente per poter spacciare l’opera come composta dal conte stesso. Ma tutto questo Mozart non lo poteva sapere. Mozart pensò che qualcuno desiderasse la sua morte. “Sto male, mi hanno avvelenato. A corte mi odiano e mi vogliono uccidere!” disse Mozart. A ravvivare tali voci, tempo dopo, lo stesso Salieri. Ormai quasi cieco e completamente folle, fu ricoverato in ospedale per trascorrervi l’ultimo periodo della sua esistenza. In quei mesi di degenza forzata Salieri si sarebbe reiteratamente accusato per la morte del grande salisburghese. Quelle urla disperate si spensero solo il giorno della morte, il 7 maggio 1825 e quanto raccolto dagli infermieri al suo capezzale ne sarebbe una diretta testimonianza. Ma Mozart, già fragile di suo, morì per cause naturali nel 1791, forse a causa di una febbre infiammatoria reumatica che aveva invaso dai Balcani tutta Vienna. Biglietti: 7–20 Euro. Sconti per studenti under 26. Ingresso gratuito per gli under 16 accompagnati da due adulti il 9 dicembre. Info al numero verde 800907080 (10–17 tutti i giorni).

L’Ufficio Stampa

Palermo, 1 dicembre 2006