MICHAEL BUBLÉ AL TEATRO DI VERDURA

MICHAEL BUBLÉ AL TEATRO DI VERDURA

24 Lug 2004

Martedì 27 luglio, alle ore 21, sarà protagonista sul palcoscenico del Teatro di Verdura Michael Bublé, accompagnato dalla sua band formata da Alan Chang alle tastiere, Bill Wysaske alla batteria, Justin Ray alla tromba, Nick Vagenas al trombone, Brian Green alla chitarra, Bryan Lipps alla tromba, Mark Small al sax e Craig Polasko al basso. Questo giovane cantante di Vancouver ha il dono di fare proprie alcune delle più belle canzoni di tutti i tempi. Il suo nome è Michael Bublé, ha ventisette anni e prova evidente della sua singolare destrezza con lo swing è contenuta nel suo irresistibile album di debutto Michael Bublé. Più che un tributo alle canzoni dell’età d’oro della musica, più che un omaggio agli autori e compositori del passato, i tredici brani di Michael Bublé annunciano l’arrivo di un grande nuovo talento capace di infondere una propria fresca ed originale sensibilità in una musica così tanto amata e familiare. Michael Bublè sa veramente fare swing. La sua singolare predisposizione si rivela fin dalla culla, quando inizia ad assorbire i suoni di Ella Fitzegerald, Keely Smith, Sarah Vaughan e Rosemary Clooney con una spruzzata di Stevie Wonder, Elvis, Bobby Darin, Vaughan Monroe e Ol’ Blue Eyes. All’età di diciassette anni ha già accumulato una ricca esperienza e sa dove vuole arrivare. Si conquista un primo premio al Canadian Youth Talent Search, registra e pubblica una serie di album indipendenti, si unisce ad una road company statunitense per il Red Rock Diner e partecipa ad una rivista musicale dal titolo Swing. E’ il Primo Ministro Brian Mulroney, lui stesso un fan devoto del pop classico, a presentare Michael a David Foster, producer più volte vincitore di Grammy, musicista e label executive della Warner Bros. Tra l’emergente artista e l’esperto producer esplode una sorte di chimica creativa. Michael firma per l’etichetta di Foster. la 143 Records ed il lavoro ha inizio nella primavera del 2001 con il suo album di debutto. Inizialmente Foster si concentra sulla perfetta familiarità del cantante con gli standard pop, ma è subito evidente che le formidabili doti e capacità di Michael vanno ben oltre gli anni ’30 e ’40. Il risultato è un album che con grande facilità riesce a mettere insieme le intramontabili “For Once in my Life”, “Fever” e “The Way You Look Tonight” con una versione entusiasmante di “Moondance” di Van Morrison, un’interpretazione sorprendentemente evocativa di “You’ll Never Find Another Love Like Mine “ di Lou Rawl e un’esecuzione di un classico dei Bee Gees “How Can You Mend a Broken Heart” eseguito con gli stessi Bee Gees, che si annovera tra le migliori versioni di quel brano. I biglietti per questo spettacolo sono esauriti
L'Ufficio Stampa
Palermo, 24 luglio 2004