MARCO PAOLINI AL FESTIVAL DI VERDURA

MARCO PAOLINI AL FESTIVAL DI VERDURA

30 Lug 2005

Martedì 2 agosto 2005, al teatro del parco di villa Castelnuovo, per il festival di Verdura, è di scena Marco Paolini con i Mercanti di liquore (Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico). L’autore di IT-G Ustica e di Vajont proporrà “Song n.32”, una sorta di concerto popolare, fatto di musiche originali composte ed eseguite dai Mercanti di liquore e testi in parte di poeti come Biagio Marin, Giacomo Noventa, Dino Campana, in parte scritti da Marco Paolini, in parte tratti dalla vasta opera di ballate – filastrocche di Rodari. Il tema conduttore è legato all’acqua e alla lotta tra chi vuol trattarla come merce e chi crede che essa debba essere sottratta alle regole del mercato e del possesso. A questo tema si riconducono in vario modo canzoni e brevi pezzi teatrali. Dallo spettacolo è stato tratto un cd musicale dal titolo “Sputi”. “Tutto è cominciato - spiega Paolini - con un concerto dedicato all’acqua intesa come risorsa e non come merce. Abbiamo fatto tre giorni di prove partendo da qualche pagina di libro fotocopiata, qualche poesia, un po’ di repertorio e musiche improvvisate più che pensate, che nascevano dall’istinto e dalla fretta oltre che dalla voglia di fare insieme questo concerto. Non ho mai visto spartiti in quei giorni né fogli per trascrivere la musica.  Ogni tanto si registrava qualcosa e ogni tanto ci dimenticavamo di farlo, così certe cose si sono perse da subito. Non so se fosse giusto chiamarle canzoni però alla fine era un concerto.  Serviva un titolo, SONG N. 32 bastava. Ovviamente nessuno pensava che potesse durare più di una serata. Ne abbiamo fatte quindici poi ci è venuto in mente che potevamo anche farne un album.” Per realizzare “SONG n.32” Paolini e i Mercanti di liquore  hanno lavorato di cesello, fra innesti e montaggi di testi diversi, di accostamenti, di musiche e parole prese da vari autori, dalle filastrocche di Gianni Rodari (Re Federico, La tradotta, Sul duomo di Como, Il mare Adriatico, I mari della luna, I sette fratelli, Stelle senza nome), quasi metà dei pezzi dell’Album, dai Canti Orfici di Dino Campana (in La notte mi par bella e Vele), dalla lingua sonora di Biagio Marin, Giacomo Noventa (in Sottovento), Ernesto Calzavara (Parole Mate), dai versi di Erri De Luca (Il Prigioniero Ante e Sputi). Una canzone (Il Sergente nella neve) contiene un frammento di Mario Rigoni Stern un po’ “arrangiato” e inserito nella filastrocca del Soldatino di Rodari. Il tema iniziale del concerto è rimasto in alcuni pezzi (Mar Adriatico, 2 Parti di Idrogeno, Regola Acquea…), altri sono stati  inventati mentre gli artisti registravano l’album. Alla fine, è emerso il tema conduttore dell’acqua e della lotta tra chi vuol trattarla come merce e chi crede che essa debba essere sottratta alle regole del mercato e del possesso. L’Ufficio Stampa Palermo, 30 luglio 2005