Madama Butterfly

Madama Butterfly

28 Ott 2002

Mercoledì 30 ottobre, alle ore 20,30, al Teatro Massimo, va in scena Madama Butterfly, tragedia giapponese in due atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. L'opera presentata al Teatro alla Scala di Milano nel 1904, sotto la direzione di C.Campanini, ottenne allora un clamoroso insuccesso, ma già pochi mesi dopo trovò a Brescia la sua definitiva consacrazione popolare. Il dramma è incentrato essenzialmente sul personaggio di Butterfly: la geisha Cio-Cio-San, fragile e ingenua vittima di quel F.B. Pinkerton, tenente della marina americana che superficialmente infatuatosi di lei, la abbandona dopo fittizie nozze. Attorno alla protagonista ruotano altri personaggi minori, funzionali allo svolgimento della trama, come la cameriera Suzuki e il console americano Sharpless. Con loro, le figure più marginali e bozzettistiche del principe Yamadori e Goro, grottesco sensale di matrimonio. La vicenda, ambientata a Nagasaki, in Giappone, all'inizio del secolo, ha la sua matrice letteraria nel racconto Madama Butterfly dell'americano J.L.Long, pubblicato nel 1898 e poi trasformato da Belasco, con la collaborazione dello stesso Long, nel dramma in prosa che Puccini vide rappresentato a Londra nel '900. Rapito dal fatalismo e dal fascino esotico di questo lavoro, il musicista si appropriò con entusiasmo del soggetto, pur sostituendo l'originale lieto fine con un finale di densa tragicità. Sfibrata dall'attesa, dalla miseria e dalla colpevole maternità, la Butterfly pucciniana assiste al ritorno di Pinkerton accompagnato dalla nuova moglie e sperimenta così il disinganno nella sua forma più cruda e distruttiva. A questo punto, scartando le facili soluzioni del ritorno al mestiere di geisha o delle nozze con il ricco Yamadori, la donne sceglie piuttosto il suicidio (secondo un codice d'onore già seguito dal padre). Butterfly entra così nel novero delle più grandi eroine d'opera: vittima sacrificale, di incomparabile intensità e purezza, che soccombe all'egoismo e alle convenzioni di una società falsa. Celebrata per la sua immediatezza e per la sua intensità lirica, Butterfly è anche l'opera con la quale Puccini avanza nel nuovo secolo con soluzioni musicali e drammaturgiche di indubbia modernità, sfruttando il colore esotico, che già cominicava ad essere un espediente usurato, per investigare sonorità del tutto personali. Perfetta nell'equilibrio tra vuoto e pieno, tra dramma e colore locale, tra canto spianato e tono di conversazione, questa "tragedia giapponese" resta una delle creazioni che coniugano l'innegabile carattere popolare con una raffinatezza che anche la critica non ha mai smesso di celebrare. "Puccini - spiega il regista Stefano Vizioli - si concede alla convenzionalità nel primo atto, adottando un linguaggio marcatamente giapponese con tanto di strumenti tradizionali, soprattutto nelle percussioni. Su uno schermo sono proiettate delle ombre che rimandano immediatamente al Sol Levante, quasi un'evocazione onirica. Il testo tragico di Belasco è nel secondo atto, con il Coro a bocca chiusa, posto fuori scena e raddoppiato da una viola d'amore, cioè quando Butterfly è al porto e attende trepidante l'incontro con l'amato per tutta la notte." Le scene minimaliste di Aldo Rossi propongono un'unica ambientazione per tutti gli atti, con una massiccia struttura in abete su tre livelli, sormontata dalle bandiere nipponica e americana, in cui si dipana la difficile vita dell'eroina pucciniana. "L'azione - precisa il regista - si svolge contemporaneamente sui tre livelli secondo uno schema che può fornire un contrasto immediato delle sensazioni, all'insegna della verticalità del movimento, offrendo quasi delle sensazioni cinematografiche. Rossi, nella sua scena ha badato all'essenzialità. Pochi gli oggetti presenti, il cavallino a dondolo evoca la presenza del bimbo, l'altarino con il crocifisso e poi con il Buddha l'adesione alla spiritualità della giovane geisha." Per quest'allestimento sono in scena ben tre cast. Il soprano Daniela Dessì è Madama Butterfly, Fabio Armiliato indossa i panni di Pinkerton, Roberto Servile è Sharpless, Rossana Rinaldi è Suzuki, l'ancella di Butterfly, Patrizia Gentile è Kate Pinkerton, Mario Bolognesi è Goro. Concludono il primo cast Paolo Orecchia (Yamadori), Alessandro Svab (Lo zio bonzo), Pietro Tarantino (Il commissario imperiale) e Ugo Tortorici (L'ufficiale del registro). Del secondo cast fanno parte: Xiu Wei Sun, Silvia Mazzoni, Pinuccia Passarello, Kaludi Kaludow, Dalibor Jenis, Luca Casalin, Ercole Mario Bertolino, Luciano Graziosi, Ugo Guagliardo e Rosolino Galioto. Del terzo cast fanno parte Rosa Ricciotti, Rosa Maria Lo Cascio, Enrique Ambrosio, Giovanni Mele, Umberto Scalavino. Sul podio il M° Renato Palumbo. I costumi sono di Anna Maria Heinreich, le luci di Bruno Ciulli. Maestro del Coro, Franco Monego. Orchestra, Coro e tecnici del Teatro Massimo. Stefano Vizioli. Diplomatosi in pianoforte e regia lirica, ha firmato la sua prima opera nel '79 realizzando L'impresario delle Canarie di Domenico Sarro per il Festival di Barga. Nell'86 il Teatro Comunale di Bologna gli ha affidato la regia di Madama Butterfly, ripresa poi in numerosi teatri italiani e adesso per il Teatro Massimo e che sarà proposta in giugno a Bologna. Ha rivolto un particolare interesse al recupero di opere di rara esecuzione e al teatro del '900. In questo ambito ha firmato la regia delle prime esecuzioni assolute di due opere di Paolo Arcà: Angelica e la luna per l'Aterforum di Ferrara '85 e il Carrilon del gesuita per il Festival di Fermo nell'89. Ha collaborato con i principali teatri italiani ed esteri tra cui il Comunale di Bologna per Il Barbiere di Siviglia con la direzione di Claudio Abbado, nel '94 e al Ravennna Festival nello stesso anno per Norma, con la direzione di Riccardo Muti. Impegnato in progetti di formazione per gli artisti con numerosi teatri, ha svolto un'intensa attività raqdiofonica per la Rai partecipando alla ideazione e alla conduzione di programmi quali Pomeriggio musicale, Le Ore della musica, Di tanti palpiti, La Penna e lo Scettro. Renato Palumbo. Diplomatosi in pianoforte, musica corale e direzione di coro, ha debuttato a soli 19 anni come direttore con l'Opera Il Trovatore. Dall'89 al '94 è stato nominato Direttore generale della Musica e Direttore stabile del Teatro di Stato dell'Opera e del balletto di Istanbul. Dal '92 ha collaborato con il teatro dell'Opera di Cape Town, quindi, nel '93 ha ricoperto la carica di direttore principale dell'International Music Festival di Macau. Tra i suoi numerosi incarichi di direzione si segnalano Rigoletto ad Osaka e Cavalleria Rusticana, La Traviata e Don Giovanni a Bonn. Nel '97 ha diretto una nuova produzione di Aida all'Opera di Colonia. Nel 2001 ha diretto a Tokyo Macbeth.Vanta un vastissimo repertorio concertistico che spazia da Haydn a Mozart, da Berlioz a Brahms, Orff e Wagner. E' Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Aldo Rossi. E' stato uno dei principali esponenti dell'architettura italiana del dopoguerra. Nato a Milano, nel '59 si è laureato al Politecnico. Docente presso la Deutsche Bauakademie di Berlino, nel '63 diviene assistente di Ludovico Quaroni presso la scuola urbanistica di Arezzo. Ha poi insegnato negli atenei di Palermo, Zurigo e alla Cornell University di Ithaca, alla Cooper Union di New York e alla Yale University. Ha firmato il progetto del restauro del Teatro Carlo Felice di Genova, del cimitero di Modena, del teatro sull'acqua al 1° Carnevale di Venezia. Le sue scene di Butterfly rimangono una delle poche esperienze con il teatro musicale, ammirate da carovane di studenti d'architettura di numerose facoltà italiane. Il maestro scomparve nel '98 alla vigilia dell'incarico per disegnare le scene di Nabucco. Madama Butterfly si replica il 31 ottobre, e il 2,3,5,6,7,8,9,12,13,14 novembre. Il 5, 9 e 14 novembre è prevista una doppia recita. I prezzi delle repliche: Platea 73 e 69 Euro; palchi centrali da 43, 52 e 64 Euro, palchi laterali da 11, 19 e 21 Euro. Loggione: 11 e 22 Euro.