LUIS BACALOV, UN PREMIO OSCAR
AL  FESTIVAL DI VERDURA

LUIS BACALOV, UN PREMIO OSCAR AL  FESTIVAL DI VERDURA

22 Giu 2005

“Notte da Oscar” è il titolo del concerto con il quale sabato 25 giugno alle ore 21,15 si inaugura il Festival di Verdura, Stagione estiva della Fondazione Teatro Massimo. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo ci sarà Luis Bacalov, premio Oscar ‘95 per la colonna sonora de Il postino, ultimo film del compianto Massimo Troisi; baritono Roberto Abbondanza, mezzosoprano Isabella Giorcelli, bandoneon,  Juanio Mosalini. La serata si aprirà con l’esecuzione di celebri colonne sonore. Si comincerà  con le musiche di Luis Bacalov tratte da A ciascuno il suo (dal film omonimo di Elio Petri), Concerto grosso (dal film “La vittima designata” di Marco Lucidi); proseguirà poi con  le musiche di Ennio Morricone da C’era una volta il West (dal film di Sergio Leone, arr. di Bacalov) e Il buono, il brutto e il cattivo (dal film di Leone, arr. di Bacalov); la carrellata  proseguirà con un altro titolo famoso dei primi anni ’70, di  Riz Ortolani, da Fratello Sole, sorella Luna (dal film di Franco Zeffirelli), quindi  il tema che Luis Bacalov ha elaborato per Il postino e che gli è valso l’Oscar come migliore colonna sonora. La prima parte del concerto si concluderà con musiche di Nino Rota tratte da Prova d’orchestra (dal film di Federico Fellini). Nella seconda parte ancora musiche di Bacalov, con Misa tango per baritono, soprano, bandoneon, coro e orchestra. Luis Bacalov. Nato a Buenos Aires nel 1933, inizia la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. In Italia, dal 1959, compone musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa - Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d'onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petri); Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L'amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi).  Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini, dopo la morte del prediletto Nino Rota, nel 1978, gli affida il commento di La città delle donne (1980). Si segnalano le partiture di di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d'ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. Sanchez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco). Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50° Festival di Sanremo. Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l'America, in onda su RaiUno. L’Ufficio Stampa                                                                             Palermo, 22 giugno 2005