Lakmé. Prima esecuzione a Palermo dell'opera di Delibes

Lakmé. Prima esecuzione a Palermo dell'opera di Delibes

17 Apr 2003

LAKME’ AL TEATRO MASSIMO Prima esecuzione a Palermo della raffinatissima opera di Delibes ambientata nell’India durante la conquista coloniale inglese. Sul podio, a dirigere Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Piccoli danzatori del Teatro Massimo, il M° Karl Martin. La regia è del francese Arnaud Bernard. Scene e costumi di William Orlandi. Debutto della palermitana Rancatore nel ruolo del titolo Il 22 aprile, alle ore 20,30, va in scena per la prima volta al Teatro Massimo Lakmé, Opera-lyrique in tre atti di Léo Delibes, su libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille dalla novella di Pierre Loti Rarahu. Sul podio, il M° Karl Martin, la regia è di Arnaud Bernard, le scene e i costumi di William Orlandi, la coreografia di Amedeo Amodio. Orchestra, Coro, Corpo di ballo e Piccoli danzatori della Fondazione Teatro Massimo. Delibes pose mano alla sua opera fra il luglio 1881 e il giugno 1882. Lakmé, che debuttò con gran successo all’Opera-Comique di Parigi il 14 aprile del 1883, è ambientata in India, durante la dominazione inglese e narra della bellissima Lakmé, figlia del bramino Nilakantha e dell’amore della donna con il giovane ufficiale inglese Gerald. Questi non esita a penetrare nel giardino sacro pur di vedere Lakmé. Ma Nilakantha, che ha votato la figlia al culto di Brahma, lo ferisce con una pugnalata. Lakmè salva Gerald e lo nasconde. Ma in sua assenza un amico dell’ufficiale lo esorta a rientrare nell’esercito. Quando Lakmé intuisce che per Gerald è più forte il richiamo per la divisa piuttosto che per l’amore, si avvelena. Già abbastanza noto al pubblico del teatro musicale per i balletti Coppelia e Sylvia, con Lakmè Delibes riuscì a conquistare una fama anche nel genere serio. L’opera si inserisce nel solco della tradizione letteraria per i soggetti esotici che si sviluppò alla fine dell’800 e si può far risalire alla prima traduzione francese delle Mille e una notte. L’opera è pervasa dal gusto per tutto ciò che apparteneva a mondi lontanissimi, un orientamento che aveva preso piede con la spedizione napoleonica in Egitto e che aveva dato vita alla nuova moda dell’Orientalismo, con influssi in tutti i campi, dall’architettura, alla moda, alla letteratura, per finire alla musica. Lakmé, rappresentata a lungo in tutti i teatri, fu apprezzata per le qualità melodiche e per la sua ambientazione esotica. E ancora oggi continua ad essere apprezzata dal pubblico non certo solo per la celebre “aria delle campanelle”, cantata da Lakmé davanti alla guarnigione inglese - prova che richiede un grande virtuosismo ed estrema duttilità al soprano - e che nel passato è stata interpretata da voci del calibro di Maria Callas, Joan Sutherland e Natalie Dessay. Il pubblico infatti ha sempre apprezzato il canto sfumato e tenero che ben traduce musicalmente l’immagine di una languida figura femminile calata in un’atmosfera tropicale, così come la immaginava lo spettatore alla fine dell’800. “Lakmé fa il suo ingresso in scena in maniera sontuosa – spiega il regista francese Arnaud Bernaud – è una figlia degli dei che si rivela a Gerald, un militare sì, ma molto sensibile, diviso e combattuto fra l’amore per la patria e quello per Lakmé. L’allestimento, che sarà proposto nella versione originale, senza alcun taglio, evoca un Oriente fastoso ma essenziale, senza ridondanze. L’idea di partenza è venuta guardando vecchie fotografie del periodo coloniale. “Abbiamo lavorato parecchio sui fondali – spiega lo scenografo e costumista William Orlandi – gigantografie che creano prospettive quanto mai suggestive e sui costumi, realizzati con tessuti originali indiani con colori che vanno dal bianco, al giallo per finire all’ecrù e all’arancio in numerose tonalità”. “Ci saranno anche tre danze di ispirazione orientale in cui saranno impegnati tutti i nostri danzatori nella scena del mercato e nel finale, con odalische, vestali e marajà.” – spiega Amedeo Amodio, direttore del Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Nei due assoli saranno protagoniste Carmen Marcuccio e Soimita Lupo. Per recitare il ruolo del protagonista di questo nuovo allestimento il Teatro Massimo ha chiamato il giovane ma già affermato soprano palermitano Desirée Rancatore. Con lei il tenore Massimo Giordano (Gerald), Alfredo Zanazzo (Nilakantha), Anne Vavrille (Mallika), Patrizia Orciani (Ellen), Paola Di Giovanni (Rose), Milena Storti (Mistress Bentson), Luca Grassi (Frédéric), Carlo Morini (Hadji). Del secondo cast fanno parte Silvia Colombini e Vittorio Grigolo. Recite con il primo cast il 22 (ore 20,30), e il 24 27, 29 aprile, alle ore 18,30. Con il secondo cast il 23 e il 26 aprile (20,30). Maestro del Coro, Fulvio Fogliazza. Luci di Bruno Ciulli. I Piccoli danzatori sono diretti da Alexandre Stepkine. L’allestimento sarà proposto in lingua originale, con sopratitoli in italiano. Prezzi: 12-97 euro. Carta giovani: sconto 50%. Info al numero verde 800655858. Karl Martin. Nato a Zurigo, si è formato musicalmente prima in Svizzera, poi a Parigi e Vienna. Il suo repertorio spazia dalla musica contemporanea con direzioni alla Scala di Milano, alla Fenice di Venezia e con le orchestre della Rai sino a Haendel, Beethoven, Wagner, Debussy e Ravel con la Tokyo Philharmonic Orchestra. Con la prestigiosa NHK Symphony Orchestra di Tokyo è stato in tournèe proponendo concerti con musiche di Brahms e Rachmaninov. Per l’Amazonas Opera Festival di Manaus ha diretto concerti con musiche di Puccini, Bizet, Poulenc e Menotti e al Theatro Municipal di Rio de Janeiro ha presentato Tannhäuser di Wagner. Al Teatro Massimo di Palermo è stato per quasi vent’anni direttore principale dell’Orchestra dove, oltre al tradizionale repertorio operistico e sinfonico, si è affermato nella presentazione di alcuni capolavori poco frequentati fra cui Antigone di Honegger, Król Roger di Szymanowski, Jonny spielt auf di KÅ™enek, Der Traumgörge di Zemlinsky (Premio Abbiati per l’anno 1995). Dal 1996 al 1999 ha mantenuto l’incarico di Direttore Principale della Haydn-Orchester di Bolzano. Insegna formazione orchestrale alla Showa University di Tokyo, sotto il cui logo è stata pubblicata la registrazione di The Messiah di Handel. Ha inciso per le case discografiche Ermitage, Quadrivium, Bongiovanni e, per Agorà, ha diretto l’integrale dei concerti di Liszt per pianoforte, solista Jeffrey Swann. Di recente pubblicazione l’oratorio sacro San Francesco di Hartmann, sempre per Agorà. Arnaud Bernard. E’ nato in Francia. Ha iniziato lo studio del violino a sei anni, quindi è entrato in conservatorio. Nel 1986 ha iniziato a suonare con l’Orchestra Filarmonica di Strasburgo, quindi è passato alla regia lirica con Nicolas Joel e Jean. Nell’89 è stato assunto come direttore di scena al Théatre du Capitole e come assistente alla messinscena. Con Joel ha lavorato nei principali teatri. Nel ’95 ha firmato la sua prima regia per Il trovatore di Verdi mentre negli Stati Uniti ha debuttato con Falstaff, replicato anche al Festival di Spoleto con gran successo. Nel ’99 ha firmato la messinscena di Romeo et Juliette, con Roberto Alagna e Angela Gheorghiu all’Opera di Chicago. Lo scorso anno ha curato la regia di una nuova produizione del trittico di Puccini all’Opéra di Nantes e ha debuttato al Festival di Martinafranca con Les Huguenots di Meyerbeer. Desirée Rancatore. Nata a Palermo, ha debuttato al Festival di Salisburgo interpretando il ruolo di Barbarina ne Le nozze di Figaro. In Italia ha debuttato nel ’96 al Teatro Regio di Parma nel ruolo di Vivetta nell’Arlesiana. Ha poi debuttato al Covent Garden inel ruolo di Nannetta nel Falstaff e come Sophie nel Der Rosenkavalier a Palermo. Ha inoltre interpretato Olympia ne Les contes d’Hoffmann al Covent Garden, a Vienna, Parigi, Zurigo, Palermo e Roma. Ha poi cantato nel Die Zauberflöte a Parigi, nel Die Enfuhrung aus dem Serail a Londra e Istanbul, e ha interpretato il ruolo di Gilda in Rigoletto a Melbourne, alla San Francisco Opera e a Las Palmas. E’ stata diretta da bacchette del calibro di Chung, Maazel Neschling, Soudant, Gelmetti, Mackerras. L’Ufficio StampaPalermo, 17 aprile 2003