La traviata al Teatro Massimo

La traviata al Teatro Massimo

26 Feb 2007

Al Teatro Massimo, in un cartellone tutto dedicato alla donna, non poteva mancare la più celebrata eroina del melodramma: Violetta Valery. La traviata, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, vedrà per protagonista il soprano Andrea Rost nei panni di Violetta. E la regia porta la firma di una delle più talentose protagoniste del nuovo cinema italiano, Cristina Comencini, reduce dal successo di La bestia nel cuore. La regia è ripresa da Elisabetta Marini, le scene sono di Paola Comencini, i costumi di Antonella Berardi.
Sul podio, Stefano Ranzani. Maestro del Coro, Miguel Fabìan Martinez. Luci di Bruno Ciulli. Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro Massimo.
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, da La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, La traviata debuttò a Venezia, al Teatro La Fenice, il 6 marzo 1853, con un insuccesso, a causa dell’inadeguatezza dei cantanti, ma anche dell’audacia  del soggetto e della grande novità della partitura. Riproposta un anno dopo, sempre a Venezia, al Teatro  San Benedetto, fu invece accolta con giudizi molto positivi.
Terza opera della famosa trilogia popolare, con Trovatore e Rigoletto, La traviata offre la partitura musicale più ricca di interiorità psicologica dell’intero teatro d’opera romantico. L’idea di musicarla, quasi come una fulminazione, venne a Verdi dalle prime recite parigine del dramma di Dumas. La parabola esistenziale  e amorosa di Alphonsine Duplessis, una delle più famose donne di vita parigine, morta di tisi ad appena 23 anni, era argomento troppo intrigante perchè potesse sfuggirgli di vista. Del resto, il dramma dumasiano, in cui il nome della cortigiana è mutato in quello di Marguerite Gautier, era un bestseller della letteratura scandalistica.
Verdi retrodatò la vicenda al XVIII secolo, avendo cura di cambiare i nomi. E così Alphonsine divenne Violetta Valery. Ma non potè eliminare l’effetto di straniamento che colse lo spettatore all’ascolto di una musica improntata alla danza in auge – il valzer voluttuoso e peccaminoso che dilagava in Europa – e la lontananza epocale dell’immagine scenica. Insolita, per la concezione del melodramma dell’epoca, fu anche la tecnica narrativa che procedeva a ritroso, tecnica che in termini moderni oggi si potrebbe chiamare flashback.
“Nei mesi in cui pensavo al personaggio di Violetta – esordisce Cristina Comencini – rappresentato così tante volte da diventare un cliché  dell’amore più che una donna vera, traviata, ingannata dall’amore, sono capitata su una pagina della Recherche  in cui Proust paragona la cocotte, "la dame en rose", all’artista. La demi–mondaine  si stacca, dice Proust, per sensibilità, eleganza di sentimenti, leggerezza, dagli uomini che l’accompagnano e da cui è mantenuta. Come l’artista è estranea al mondo in cui vive e coltiva un sogno impossibile: fare dell’amore la propria opera d’arte, fino a morirne. Da qui l’idea di ambientare il primo atto e la seconda scena  del secondo in una grande casa da gioco di fine secolo frequentato dal demi–monde, piuttosto che in due lussuose case private. Il cabaret è luogo di divertimento in cui gli uomini si fanno accompagnare solo dalle loro mantenute. Le donne sono donnine, vestite in modo molto simile, un po’ come delle ballerine intercambiabili”.
Scene e costumi di questo allestimento, sono stati ambientati ai primi del ‘900.
“L’altra idea, presa dall’esperienza cinematografica – prosegue Cristina Comencini – è di non fare di ogni atto un "quadro" a sé, senza legami con l’ambiente precedente, sconosciuto al pubblico e non
 
legato alla vita dei personaggi. Così abbiamo pensato di riproporre la scena del primo atto, il cabaret, anche nella seconda scena del secondo, ma da un altro punto di vista. Come se una macchina da presa si fosse spostata in un altro punto dello stesso locale. Nei due atti "mondani" si vedono dunque due ambienti dello stesso cabaret: nel primo, il séparé dove Violetta ha invitato i suoi amici, e nel secondo, una grande sala affittata da Flora per una festa di carnevale (un bal de têtes). Nei due casi, intorno al gruppo degli amici, ci sono i numerosi avventori della sala da gioco. Stesso procedimento per i due atti "privati"; la camera da letto del secondo atto (la vediamo al mattino, i due si sono appena svegliati: il letto disfatto, i vestiti ovunque dichiarano un’appassionata notte d’amore, una felicità che il padre distruggerà) si rivedrà nel finale e farà da sfondo al cortile triste della casa dove Violetta vive sola e muore.”
Il cast. Per quest’allestimento, del teatro comunale di Firenze, il Teatro Massimo propone il seguente cast: Andrea Rost (Violetta valery); Lucia Mastromarino (Flora Bervoix); Patrizia Gentile (Annina); Stefano Secco (Alfredo Germont); Stefano Antonucci (Giorgio Germont); Enrico Cossutta (Gastone), Paolo Orecchia (Il barone Douphol), Ercole Mario Bertolino (Il marchese d’Obigni), Armando caforio (IL dottor Grenvil), Vincenzo Monteleone (Giuseppe), Antonio Barbagallo (Un domestico di Flora–un commissionario). Nelle altre recite si alterneranno: Cinzia Forete, Teresa Nicoletti, Sissy Parigi, Roberto Iuliano,  Lopez Linares, Saverio Bambi,  Carlo Morgante,  Gianfranco Giordano.
In scena. Recite con il primo cast il 23, 25,28 febbraio e il 2 marzo. Con il secondo cast il 24, 27 febbraio, il 1° e il 3 marzo Gli spettacoli cominceranno alle 20,30 il 23, 24 febbraio e il 1° marzo; alle 18,30 il 27, 28 febbraio e il 3  marzo; alle 17,30 il 25 febbraio.

L’ultima Traviata. L’ultima messa in scena de La traviata al chiuso si riferisce a tredici anni fa. Era il 23 aprile del 1994 quando l’opera fu proposta al Politeama Garibaldi con la direzione di Angelo Campori , la regia di Sandro Sequi le scene e i costumi di Giuseppe Crisolini Malatesta. Nei panni di Violetta, il soprano Giusy Devinu, Alfredo era impersonato dal tenore Salvatore Fisichella. Furono proposte 12 rappresentazioni.  All’aperto La traviata fu proposta al Teatro di Verdura nell’estate del 1997.

Info al numero verde 800907080 (10–17 tutti i giorni)  e www.teatromassimo.it           
biglietti:12–97 Euro.  Riduzioni per under 28 e over 65 e altre categorie ammesse a convenzione.

L’Ufficio Stampa                Palermo, 13 febbraio 2007