La Fille du régiment va in Oman

La Fille du régiment va in Oman

12 Mar 2016

Lo storico allestimento di Zeffirelli per la Fille du régiment di Donizetti torna in scena al Teatro Massimo
A maggio la tournée in Oman su invito della Royal Opera House di Muscat
In viaggio 162 tra artisti e tecnici, 2 container via mare con le scene,
50 casse in aereo coi costumi

Foto, scheda cast e comunicato [DOWNLOAD]

PALERMO. Lo storico allestimento di Franco Zeffirelli per La fille du régiment di Gaetano Donizetti con la regia di Filippo Crivelli torna ancora una volta sulle scene del Teatro Massimo il 13 e il 15 marzo con due grandi interpreti palermitane, i soprani Desirée Rancatore e Laura Giordano. E lo fa in un’occasione speciale: la prossima tournée del Teatro Massimo a maggio a Muscat, capitale del Sultanato dell’Oman, su invito della Royal Opera House, una tappa importante che segna il ritorno del Teatro ai grandi appuntamenti internazionali. La tournée coinvolge 162 persone tra professori d’orchestra, artisti del coro, tecnici, prevede la partenza di due container via mare con le scene e il trasporto in aereo di oltre cinquanta casse con costumi, parrucche e gioielli di scena. Le comparse saranno invece selezionate direttamente a Muscat, secondo la politica di progressivo coinvolgimento dei cittadini omaniti nella preparazione degli spettacoli d'opera.

Il programma della tournée del Teatro Massimo nella stagione 2015/2016 della Royal Opera House di Muscat prevede dall’11 al 14 maggio tre recite della Fille du régiment, il 18 maggio invece un concerto con il soprano Diana Damrau e il basso-baritono Nicolas Testé. Sul podio Keri-Lynn Wilson, già altre volte alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo. Nel ruolo di Marie, la vivandiera del reggimento che, riscoperte le origini nobiliari, viene “costretta” a tornare nella gabbia dorata del palazzo della marchesa, due grandi interpreti palermitane, i soprani Desirée Rancatore e Laura Giordano. Accanto a loro i tenori Shalva Mukeria e Pietro Adaini nei panni del giovane tirolese Tonio che, per amore della vivandiera, si arruola nel reggimento; il baritono Vincenzo Taormina interpreta Sulpice, sergente che con gli altri soldati si è preso cura di Marie; Anna Maria Chiuri, la marchesa di Berkenfield, presunta zia di Marie, in realtà sua madre; il soprano Daniela Mazzucato, già interprete di tantissimi ruoli nelle stagioni del Teatro Massimo, che torna nel ruolo della Duchessa di Krakenthorp, da sempre affidato a carismatici interpreti teatrali.

La fille du régiment, opéra-comique fra le più note e apprezzate di Gaetano Donizetti,  debuttò a Parigi nel febbraio 1840 e pochi mesi dopo, in italiano, su libretto tradotto da Calisto Bassi, alla Scala. A Palermo arrivò nel 1845 al Real Teatro Carolino, dove Donizetti era stato direttore artistico nel 1825/1826. Nel corso dell’Ottocento andò in scena altre due volte, sempre nello stesso teatro nel 1862 e al Teatro Garibaldi nel gennaio 1871. Sulle scene del Teatro Massimo l’opera arrivò, sempre nella versione italiana e su idea di Tullio Serrafin, il 23 aprile del 1959, con quello stesso allestimento che, dopo più di mezzo secolo, continua a mantenere la sua freschezza e agilità e che adesso è pronto per un nuovo debutto in Oman. Regista e autore delle scene e dei costumi per il Teatro Massimo fu allora Franco Zeffirelli, ispirato dalle celebri imagerie di Épinal: le brillanti, giocose, coloratissime immagini che crearono un’aura favolistica attorno all’epopea napoleonica. Un allestimento che da allora a oggi, passato alla versione francese, ha avuto innumerevoli riprese sia in Italia che all’estero, fino a quella del 2014 al Teatro Massimo. Protagonista l’allegra vivandiera, “trovatella” adottata da un intero reggimento francese, in un tripudio di tamburi, grancasse, allegri cori militari, invenzioni, esaltazioni patriottiche.

Oggi la presentazione alla stampa, con il sindaco e presidente della Fondazione Teatro Massimo, Leoluca Orlando; il sovrintendente Francesco Giambrone; il direttore artistico, Oscar Pizzo; la senior artistic manager della Royal Opera House di Muscat, la palermitana Francesca Campagna; l’ex ambasciatore d’Italia a Muscat, oggi ministro plenipotenizario Paola Amadei; Keri-Lynn Wilson, Desirée Rancatore e Laura Giordano.
“Il Teatro Massimo – dice Orlando – si conferma il perno attorno al quale ruota uno degli assi della internazionalizzazione della nostra città. Attraverso la produzione culturale di altissimo livello, il Teatro Massimo e i suoi artisti sono degli ambasciatori di Palermo nel mondo, aprendo la porta a collaborazioni non solo sul piano artistico ma anche sul piano economico e commerciale”.
“Siamo molto contenti – aggiunge Giambrone – che la Royal Opera House di Muscat abbia scelto il Teatro Massimo tra i teatri d’opera ospiti della sua stagione. Nei prossimi anni sempre più questa Fondazione sarà impegnata in tournée e scambi, rafforzando la presenza all’estero e il suo ruolo internazionale. Questa tournée, poi, ci dà l’occasione di portare all’estero un nostro allestimento storico di grandissimo pregio ma anche alcuni grandi artisti siciliani”.
 “La Royal Opera House Muscat – afferma Francesca Campagna – è lieta di aver invitato il Teatro Massimo tra i cinque teatri d’opera internazionali scelti come ospiti della stagione 2015/2016. Tale iniziativa è stata da me fortemente voluta anche per il legame che ho con il teatro della mia città dove, tra l'altro, ho svolto le mie prime esperienze di lavoro in questo settore. La presenza del Teatro Massimo nella stagione della ROHM è stata sostenuta dal desiderio del sindaco-presidente e del sovrintendente di collocare il Teatro Massimo in un panorama internazionale attento alle nuove frontiere e a nuovi orizzonti. L'invito della Royal Opera House di Muscat al Teatro Massimo per La fille du régiment completa un ciclo di ospitalità dei teatri italiani che, nelle ultime due stagioni, hanno portato in Oman le migliori produzioni operistiche della tradizione italiana”.
“Sono molto lieta – dice Paola Amadei – di assistere qui a Palermo alla La fille du régiment che sarà a Muscat a maggio. Ho avuto il piacere di collaborare con le istituzioni artistiche e culturali di Palermo nel corso del mio precedente incarico a Muscat, sia con il Teatro Massimo sia con il Conservatorio, che hanno portato e porteranno delle opere di altissimo spessore musicale e artistico, contribuendo ulteriormente al rafforzamento della collaborazione tra i due Paesi”.
Aggiunge il regista Filippo Crivelli: “Usare l’ormai leggendario allestimento di Franco Zeffirelli potrebbe essere considerato quasi un atto di sfida, sfida al gigantismo imperante delle scenografie di oggi, alla esasperazione dei dettagli costruiti, agli ingombri da kolossal cinematografico che tanto spesso gravano nel teatro attuale e della lirica e della prosa. Ma non vuole essere affatto una sfida: la ragione principale è una sola. Mi offrissero sempre la regia della Fille du régiment, sempre riproporrei l’allestimento di Franco Zeffirelli, anno 1959, perché mai intuizione scenografica per un’opera è stata più felice di questa. Ecco dunque perché ancora una volta ho scelto, abbracciato, rifinito, evidenziato questo allestimento concepito nel lontano 1959 per il Teatro Massimo di Palermo”.
“Una tournée tutta siciliana – dice Desirée Rancatore –. Oltre a me e a Laura, infatti, ci sono due grandi artisti come Vincenzo Taormina, anche lui palermitano, e il catanese Pietro Adaini. Ho interpretato il ruolo di Marie tante volte, sia al Teatro Massimo che in molti altri teatri in Italia e all’estero. Torno con particolare entusiasmo a Muscat dove sono già stata protagonista della Traviata; sono sicura però che questa nuova esperienza sarà particolarmente bella perché in compagnia di persone che conosco da tanti anni e che hanno sempre accompagnato importanti momenti della mia carriera”.
“Cantare al Teatro Massimo – aggiunge Laura Giordano – è una grande emozione, più che in qualsiasi altro teatro del mondo. Più si è a casa, e più ci si sente a casa, più l’impegno aumenta per dare piena soddisfazione alla propria città. La tournée in Oman mi rende entusiasta, soprattutto perché è la mia prima volta alla Royal Opera House”.