La Divina Commedia in musica

La Divina Commedia in musica

21 Mar 2005

Ai Cantieri Culturali in scena “Songs from the Divine Comedy” del compositore Giovanni Sollima. Un progetto multimediale in cui rivive il poema dantesco attraverso la versione tradizionale, quella inglese ottocentesca di Longfellow e “La profezia di Dante” di G.Byron La Divina Commedia in musica, in italiano e in inglese. E’ l’affascinante progetto di Giovanni Sollima che andrà in scena giovedì 24 marzo, alle ore 21, ai Cantieri Culturali alla Zisa. Songs from The Divine Comedy nasce 4 anni fa su commissione di Franco Battiato per il festival “Il violino e la selce”. Sollima ha portato adesso a conclusione il trittico dedicato alla Divina Commedia, cominciato  a Palermo con l'esecuzione della prima parte, Hell, -  e oggi completato con il Purgatorio e il Paradiso. Giovanni Sollima comincia a pensare al poema dantesco nel '99, mentre si trova a New York per un lungo periodo di soggiorno e lavoro. Lì, dichiara, per una serie di coincidenze, o forse perché stimolato dalla metropoli e da quelli che lui definisce "gironi danteschi di fine millennio" comincia a interessarsi alle edizioni in lingua inglese della Divina Commedia. "Mi interessava vedere come "suonava " in inglese, che tipo di lavoro era stato fatto sul ritmo, come era stato rispettato il metro nelle terzine, l'endecasillabo...che tipo di sonorità e velocità metronomica potesse assumere una terzina detta o cantata in inglese...confrontarla con la lingua originale, magari usandole entrambe, sovrapposte o asincrone o altro ancora". La prima parte del lavoro,  intitolato Hell, commissionato dal Festival sul Novecento di Palermo, viene eseguita nel 2000. "Per l'Inferno ho scelto, inizialmente, una strada evocativa ma, dato che si trattava di un brano strumentale, seppur con l'impiego delle voci nostre, della band, sporche, “sofferenti” e non impostate, ho voluto musicare i passi in cui Dante racconta, con la sua incredibile e visionaria fantasia, luoghi, atmosfere, corpi, espressioni. Quindi il III Canto, e terzine dal XVIII, dal XXV, dal  XXXIV e altri... " "La nuova versione sarà molto diversa rispetto alla prima esecuzione palermitana, e naturalmente ci saranno brani nuovi: il tutto per una durata di circa 80/90 minuti. Anche in questo caso si può parlare di work in progress...Per quanto riguarda il Paradiso, il suo inserimento, quattro anni fa, è stato un inserimento inaspettato, una sorta di appendice sospesa, un piccolo “memorial”  dedicato a mio padre appena scomparso. Scelsi dal Paradiso alcune terzine, cantate contemporaneamente sia nella lingua di Dante che nell’inglese ottocentesco  di  Henry Waldworth Longfellow". E' infatti questa la traduzione scelta da Giovanni Sollima, che la  utilizza quasi interamente. "Mi piace perché è curiosa sul piano temporale e perché appare tutto così strano e oscuro… Tra l’altro  Longfellow, assieme ad altri poeti fondò, a Boston, il “Circolo Dante” proprio per tradurre e divulgare nell’America del tempo la Divina Commedia”. "Sto inserendo  - continua Sollima - dei passi dal  complicato e ingarbugliatissimo “La profezia di Dante” di Byron,  in parte ispirato ai moti palermitani. Byron riscrive (o scrive ispirandosi alle rime) alcuni canti.  Anche il mio lavoro vuole essere una sorta di omaggio, di racconto musicale, in cui, in ogni caso, la lingua di Dante sarà presentissima in tutto il lavoro". Songs from The Divine Comedy sarà eseguita dalla Giovanni Sollima Band, così composta: Giovanni Sollima  (violoncello solista e voce), Luigi Sollima (flauto), Todd Reynolds (violino e voce), matteo Amatasi (viola), Valeriano  Taddeo (violoncello), Marco Amico (chitarra elettrica), Giovanni Caruso (percussioni e sequenze), Riccardo Scilipoti (tastiere). Voce, Rosie Wiederkher, Roberto Sardina, light designer, Gaetano Leopardi, tecnico del suono. Voci fuori campo: Matteo e Marta Sollima, Roberto Sardina. “L'esecuzione di questo lavoro dove si mescoleranno brani compatti come blocchi e con uno sviluppo interno, ad altri più aperti e informali nella scrittura;  poi ci saranno alcune canzoni vere e proprie e non mancheranno brani senza testo o con voci registrate fuori campo con l'utilizzo di campionamenti". Il tutto sarà arricchito da un progetto visivo, quasi una coreografia, fortemente antinarrativo e quasi privo di collegamenti con l’iconografia Dantesca. "Per fare tutto  questo - continua Sollima -  sto predisponendo un software che dovrebbe  consentirmi di gestire le immagini ‘galleggianti” attraverso la tastiera (musicale), in tempo reale, utilizzando i tasti “morti” della prima e dell’ultima ottava (come tanti “mouse”). Così le immagini non sarebbero scollate o preregistrate come quelle di un film, ma si presenterebbero con una sequenza sempre diversa e – in tempo reale- sincronizzata alla musica, dato che il tastierista “suonerà” contemporaneamente sia le note che le immagini. La cosa divertente è che, come nei suoni campionati, se rilasci il tasto le immagini evaporano, se “suoni” più forte si intensificano e via di seguito…" Un nuovo progetto del poliedrico compositore che può vantare  un percorso artistico ricco e variegato, che dal palermitano Spasimo, ci ha portato in  "Viaggio in Italia", e quindi con "Matteo Ricci Astronomo" fino in Cina, per poi condurci nella New York degli immigrati italiani di" Ellis Island" fino a questa sua inedita interpretazione della Divina Commedia.   Palermo, 21 marzo 2005                                                                                             L’Ufficio Stampa