La bohème al Teatro Massimo

La bohème al Teatro Massimo

10 Feb 2005

Martedì 15 febbraio, alle ore 20,30, va in scena La bohème, dramma lirico in quattro quadri di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Sul podio Donato Renzetti. La regia è di Giuseppe Patroni Griffi; scene e costumi di Aldo Terlizzi. Luci di Bruno Ciulli. Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo. Allestimento del Teatro Regio di Torino. Nel cast Walter Fraccaro (Rodolfo), Hasmik Papian (Mimì), Donata D'Annunzio Lombardi (Musetta), Marzio Giossi (Schaunard),Giuseppe Riva (Benoit/Alcindoro), Domenico Balzani (Marcello), Enzo Capuano (Colline). L'opera è tratta da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, che descrive "come gaia e terribile" l'esistenza dei giovani artisti del Quartiere Latino di Parigi, perennemente in bilico fra il vivere e il sopravvivere. E in quell’opera, Puccini - probabilmente memore dei propri anni di povertà bohèmienne in cui era stato allievo del Conservatorio e di quelli più recenti in cui aveva intrapreso la frequentazione dell’ambiente dei pittori macchiaioli - dovette ritrovare qualcosa di sé, dei suoi amici e del proprio passato nei protagonisti della sua Bohème. Complessivamente la realizzazione del libretto, che coinvolse anche l’editore Giulio Ricordi, richiese quasi due anni di lavoro, mentre tutta la composizione si svolse in un clima di aperta competizione con Ruggero Leoncavallo, che lavorava al medesimo soggetto. Ma, mentre la Bohème di Leoncavallo era connotata fortemente in senso tragico e conflittuale, con personaggi violentemente passionali, l’opera pucciniana era invece fondata sulla suggestione e sulla sensualità delicata. L'opera debuttò al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896 con un cast di buon livello e con un ventinovenne Arturo Toscanini sul podio, accolto con cortesia dal pubblico e con discreti apprezzamenti della stampa milanese controbilanciate da stroncature di quella locale. Tuttavia Bohème ebbe ben 24 repliche a teatro esaurito. Ma la consacrazione di Bohème come capolavoro si ebbe nell’aprile successivo giusto a Palermo, al teatro Politeama, sotto la direzione di Leopoldo Mugnone. Una serata indimenticabile, con il pubblico che non si decideva a lasciare il teatro. "Il linguaggio di Bohème è la rielaborazione, personale e coerente, di molte suggestioni artistiche. L'intenso lirismo melodico, l'armonia originale e raffinata, il timbro strumentale vaporoso, i colori di Bohème sono inconfondibili e hanno ormai l'assolutezza di un "tipo" musicale, la loro classicità (Serpa). “La Bohème - dice il direttore Donato Renzetti - è la più difficile delle opere pucciniane, ma è anche la più bella, il capolavoro in assoluto.” “Noi - spiega il regista Giuseppe Patroni Griffi, alla sua terza bohème – l’abbiamo collocata alla fine dell’800, in un contesto molto vicino a noi. Ma l’opera non ha eguali al mondo per la sua immediatezza espressiva, per la forza della sua musica coinvolgente. E per la sua trama che esalta e canta la giovinezza. Bohème, dunque, è come un’opera d’arte. E un quadro, si sa, non invecchia mai”. La bohème andrà in replica il 16,17,18,22, 23, 24,25 febbraio alle ore 18,30; il 19 e il 26 febbraio alle 20,30; il 20 e il 27 febbraio alle 17,30. Nei ruoli principali si avvicenderanno nelle varie recite Massimiliano Pisapia e Raul Melo (Rodolfo),Gianfranco Montresor (Schaunard), Giancarlo Tosi (Benoit/Alcindoro), Raffaella Angeletti e Rosa Ricciotti (Mimì), Carmelo Corrado Caruso e Luca Salsi (Marcello), Sabrina Vinello e Rossana Potenza (Musetta), Franco De Grandis e Giovanni Battista Parodi (Colline).
Info: 800655858. Prezzi: 14-97 Euro. Carta giovani sconto 50%.
L’Ufficio Stampa
Palermo, 10.2.2005