La bella addormentata chiude la stagione 2009 del Teatro Massimo con due coppie di stelle internazionali della danza classica

La bella addormentata chiude la stagione 2009 del Teatro Massimo con due coppie di stelle internazionali della danza classica

16 Dic 2009

Dal 17 al 23 dicembre per 10 repliche la danza torna sul palcoscenico del Teatro Massimo con uno dei capolavori del balletto classico: La bella addormentata.

Protagoniste in alternanza, accanto al Corpo di ballo e ai Giovani danzatori del Teatro Massimo, due coppie di primi ballerini d’eccezione: la prima, Dorothée Gilbert e Alessio Carbone, proveniente dall’Opéra di Parigi, l’altra con la georgiana Nina Ananiashvili e Vasil Akhmeteli, che ha calcato i più importanti teatri russi e internazionali come il Bolshoi di Mosca e l’American Ballet Theater di New York.

Per mettere in scena la versione originale del balletto – per la prima volta in scena al Teatro Massimo – è stata chiamata Irina Kolpakova, storica interprete del ruolo di Aurora sul palcoscenico del Kirov (oggi Mariinskij) di San Pietroburgo e docente presso l’American Ballet Theater.

Irina Kolpakova e Eldar Aliev hanno ricostruito per Palermo la coreografia originale di Marius Petipa, apoteosi del balletto accademico, costellata da autentici pezzi di bravura che richiedono una grande abilità virtuosistica: un banco di prova affascinante e temibile per ogni corpo di ballo.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo uno specialista russo quale Alexander Titov che proprio sul podio del repertorio di balletto ha avuto le maggiori affermazioni; le scene sono di Giuseppe De Filippi Venezia (Fondazione Arena di Verona), i costumi di Beni Montresor (Fondazione Teatro dell’Opera di Roma).

La bella addormentata è cronologicamente il secondo dei tre grandi balletti di Pëtr Il’ic Cajkovskij. L’idea originale di tradurre in balletto la favola di Charles Perrault va attribuita a Ivan Vsevoloskij, un diplomatico che occupò il posto di direttore dei Teatri Imperiali russi dal 1881 al 1899. Vsevoloskij aveva un profondo interesse per la cultura francese e una passione quasi ossessiva per il periodo di Luigi XIV. La scelta del racconto non fu quindi casuale, anche perché si trattava della favola più “aristocratica” di Perrault – tutti i personaggi sono di alto rango, incluse le fate che, come tali, sono superiori ai comuni mortali – e ben si addiceva a celebrare lo splendore della corte zarista in un momento in cui ogni forma di propaganda era particolarmente necessaria, dato lo scontento politico e sociale in cui versava l’Impero russo. La coreografia del balletto che doveva divenire l’opera più importante dei teatri imperiali e del repertorio pietroburghese, fu affidata al celebre Marius Petipa. Il grande coreografo non si limitò a comporre le coreografie ma intervenne anche con numerose richieste sulla musica coadiuvato da Cajkovskij che non si sentì per niente sminuito dalla pressione di Petipa bensì fu ancor più stimolato e fece scorrere con grande fervore la sua vena melodica secondo le esigenze della composizione coreografica. Vsevoloskij fu anche l’autore dei bozzetti dei costumi che volle sfarzosi così come le scene affidate a ben cinque scenografi, i quali si ispirarono alle illustrazioni di Gustav Doré per le favole di Perrault. Le spese per quella prima edizione furono elevatissime tanto che impegnarono un quarto del bilancio delle produzioni del Mariinskij del 1890. La prova generale ebbe luogo in presenza dello zar Alessandro III. Il debutto, con direttore d’orchestra Riccardo Drigo, ebbe luogo il 3 gennaio (15 gennaio) 1890 al Teatro Marjinskij di San Pietroburgo con l’italiana Carlotta Brianza nel ruolo di Aurora, Pavel Gerdt (il Principe), Enrico Cecchetti (Carabosse e l’Uccello blu), Marie Petipa, figlia del coreografo, la Fata dei Lillà (ruolo interpretato allora in forma mimica e solo dal 1922 sulle punte). Lo spettacolo ebbe un successo strepitoso e conquistò gli spettatori e la critica. Bisogna aspettare il 1896 perché il balletto giunga in Italia, al Teatro alla Scala di Milano: l’allestimento milanese fu anche il primo allestimento ad essere eseguito al di fuori della scena pietroburghese.

A Palermo, la prima edizione integrale del balletto, è andata in scena nel 1977 al Politeama Garibaldi con Carla Fracci e la coreografia ripresa da Roberto Fascilla. Nel 1990, sempre al Politeama, la versione creata da Roland Petit.

Costo dei biglietti: da euro 7 a euro 60, in vendita al botteghino del Teatro (martedì – domenica ore 10–15 document.write('biglietteria@teatromassimo.'+'it');">), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit–Vivaticket (www.vivaticket.it). Prevendita telefonica: 800 90 70 80 (tutti i giorni ore 10–17).

Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi al seguente indirizzo email: document.write('stampatm@teatromassimo.'+'it');">.

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17–23 dicembre
Pëtr Il’ič ÄŒajkovskij
La bella addormentata

Direttore d’orchestra Alexander Titov
Coreografia Irina Kolpakova e Eldar Aliev da Marius Petipa
Scene Giuseppe De Filippi Venezia (Fondazione Arena di Verona)
Costumi Beni Montresor (Fondazione Teatro dell’Opera di Roma)

La principessa Aurora
Dorothée Gilbert 17ore 20.30, 18 ore l6, l9 ore l6, 20 ore 17.30, 22 ore 21,30, 23 ore l6;
Nina Ananiashvili 18 ore 21,30, l9 ore 21,30, 22 ore l6, 23 ore 21,30
Il principe Désiré
Alessio Carbone 17 ore 20.30, 18 ore 16, l9 ore l6, 20 ore 17.30, 22 ore 21,30, 23 ore l6;
Vasil Akhmeteli 18 ore 21,30, 19 ore 21,30, 22 ore l6, 23 ore 21,30

Orchestra, Corpo di ballo e Giovani danzatori del Teatro Massimo

17 dicembre ore 20.30 Turno Prime
18 dicembre ore 16.00 Turno S2
18 dicembre ore 21.30 Turno C
19 dicembre ore 16.00 Fuori abbonamento
19 dicembre ore 21.30 Turno F
20 dicembre ore 17.30 Turno D
22 dicembre ore 16.00 Turno B
22 dicembre ore 21.30 Fuori abbonamento
23 dicembre ore 16.00 Turno S1
23 dicembre ore 21.30 Fuori abbonamento