“Król Roger” apre la stagione 2005-2006 del Teatro Massimo

“Król Roger” apre la stagione 2005-2006 del Teatro Massimo

10 Nov 2005

Il 13 novembre 2005, alle ore 20,30, si inaugura la stagione di opere e balletti del Teatro Massimo con Król Roger (Re Ruggero), opera in tre atti di Karol Syzmanowski (1882-1937) che andrà in scena con un nuovo allestimento firmato per la regia, scene e costumi da Yannis Kokkos. Canterà il ruolo del titolo il grande baritono polacco Wojtek Drabowicz, uno dei più grandi Ruggero di tutti i tempi. Sul podio, il direttore stabile del Massimo, Jan Latham-Koenig. Coreografia di Giovanni Di Cicco, luci di Guido Levi. Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Negli altri ruoli Elzbieta Szmytka (Roksana), Ludovit Ludha (Pasterz), Daniel Borowski (Archiereios), Roy Stevens (Edrisi), Agnes Zwierco (Dyakonissa). L’opera fu rappresentata la prima volta il 19 giugno 1926 al Teatro Grande di Varsavia sotto la direzione di Emil Mlynarski e con la sorella del compositore, Stasia, nel ruolo di Rossana. A Palermo l’opera fu rappresentata nel 1949, in occasione del XXIII Festival internazionale di Musica contemporanea e nel 1992, al Politeama Garibaldi. L’opera è comunque di rara esecuzione. L’opera è ambientata per buona parte a Palermo, nel raffinato clima della corte di Re Ruggero. Le scene minimaliste riproducono ambienti della cattedrale e della Cappella Palatina e il teatro greco di Siracusa. Syzmanowski in Re Ruggero ricreò l'atmosfera che gli risuonava nell'anima, quella che aveva conosciuto tante volte, visitando la Sicilia, dove fu al riparo dalle accuse di omosessualità rivoltegli nel paese natìo. In Sicilia, infatti, aveva trovato un clima tollerante, frutto anche di una mescolanza storica fra la cultura greca, romana, araba, ortodossa e cattolica. I ruderi greci e romani, come pure i resti del periodo arabo, stimolavano tutti la sua immaginazione. La cultura che più di ogni altra aveva influenzato il com positore era però quella del mondo bizantino del re normanno Ruggero II. A Palermo Szymanowski visitò la Cappella Palatina costruita da Ruggero. Scene bibliche istoriate in vario pinti mosaici ricoprono le pareti e le cupole, mentre il soffitto ligneo è decorato da incisioni arabe. Il monumento segnò profondamente il ventinovenne Szymanowski, e questa espe rienza costituì, da allora in poi, il nucleo del suo sviluppo ar tistico e personale. Sconvolgente è che l'intima essenza di quest'arte è proprio l'espressione di quel mondo da cui egli aveva spe rato liberarsi, ovvero il Cristianesimo. Ciò che Szymanowski vide a Palermo rifletteva la proverbiale ieraticità dell'arte bizantina, dei riti orientali, e il dogma della verità assoluta. Tratta da un bozzetto del poeta polacco Iwaszkievicz, e pubblicata nel 1924, l’opera descrive il conflitto fra la chiesa cristiana e il culto pagano, professato da un giovane contadino, amante del piacere e della bellezza, che si definisce pastore-profeta. E’ una rivisitazione de Le baccanti di Euripide, in cui Ruggero (Penteo) vince in se stesso le forze dionisiache. Kokkos, che ha curato anche scene e costumi, si è liberamente ispirato all’addobbo musivo della Cappella palatina. La scena è dominata da un piano inclinato e da quinte che riproducono i mosaici palermitani. I costumi di Kokkos sono un mix di antico e moderno, con fogge orientali e che sembrano riprendere il tema dei mosaici “Il viaggio di Re Ruggero - esordisce il regista greco Kokkos - è un viaggio interiore, una faticosa conquista del suo Io più profondo. Szymanowski si identifica in questa ricerca e proietta nel personaggio l’immagine di se stesso con le sue aspirazioni più segrete e con la volontà d’affermare la propria indipendenza d’artista. Re Ruggero non è proprio un’opera. È piuttosto un lavoro che si pone al confine tra dramma musicale, oratorio e mistero medievale.” Il taglio in tre atti molto differenziati e contrastanti, permette di seguire in successione le tappe del cammino emotivo e filosofico del re. “E’ un taglio che va dall’ambientazione bizantina del primo atto - prosegue Kokkos - all’atmosfera esotica indo-araba del secondo, sino alla ricerca, nell’ultimo, d’un arcaismo ben poco greco; la musica si sostituisce all’azione drammatica creando un clima onirico che non esclude la frustrazione e la violenza. Mi sembra importante tentare di tradurre sulla scena questa attitudine introspettiva e turbata, questa fascinazione erotica che suscita il Pastore, il quale ci appare come il “doppio” di Ruggero liberato dal peso della legge e della ragione.” “Quel che colpisce in Szymanowski - esordisce il direttore Jan Latham-Koenig - è soprattutto la sua straordinaria cultura e la sua abilità di fondere la cultura occidentale con quella orientale. Egli amava la Sicilia perché era la sintesi di questo pensiero, il punto di fusione, di incontro di queste filosofie. E non a caso sceglie di comporre Re Ruggero, la sua più importante opera, e la ambienta in Sicilia, alla cattedrale di Palermo, alla Cappella palatina e trae ispirazione dal teatro greco di Siracusa per immaginare il terzo atto. La corte normanna era la rappresentazione più immediata dell’incrocio fra queste culture così distanti fra loro. Re Ruggero è perciò pervasa da quest’atmosfera esotica, un po’ umida e molto luminosa. Re Ruggero è un’opera in cui Szymanowski mescola personaggi storici come Ruggero e Edrisi ad altri di pura fantasia come Roksana e che risente dell’impronta delle poesie di Hafiz e di Rumi, due poeti mistici persiani che per il compositore rappresentavano l’estasi idealizzata. Un’opera ambientata a Palermo, che celebra la capitale multietnica e cosmopolita, in cui l’aspetto dionisiaco è celato dalla passione.” I costumi di Kokkos sono un mix di antico e moderno, con fogge orientali e che sembrano riprendere il tema dei mosaici. Maestro del Coro, Paolo Vero. Coordinatore artistico del Ballo, Luciano Cannito. Maestro del coro di voci bianche, Salvatore Punturo. Nelle altre recite saranno impegnati Leszek Skrla, Simona Mihai, Donald George. Recite con il primo cast il 16,18, (ore 18,30), il 20 novembre alle 17,30 e il 22 novembre alle ore 20.30. Con il secondo cast il 15,17 e 19 novembre alle ore 18,30. L’opera sarà proposta in lingua originale con sottotitoli. Info al numero verde 800655858 (mar-dom 10-16). Prezzi: 14-97 euro. Sconti del 50% under 28 e studenti , del 20% ai docenti, per tutte le altre recite tranne i turni S e la prima. L’Ufficio Stampa Palermo, 10 novembre 2005