JOAQUIN CORTES AL FESTIVAL DI VERDURA

JOAQUIN CORTES AL FESTIVAL DI VERDURA

9 Ago 2005

Mercoledì 10 agosto, alle ore 21,15, ultimo spettacolo del Festival diVerdura con il ballerino Joaquín Cortés che presenterà la sua nuova creazione,  Mi soledad, che ha debuttato all’Auditorium di Città del Messico, lo scorso 3 maggio. Si tratta di uno spettacolo diverso che vede Cortés protagonista assoluto e monopolizzatore della scena, in cui la musica ed il canto flamenco assumono un ruolo centrale. L’artista spagnolo è fortemente attratto dalle sperimentazioni, dalle fusioni e dalle mescolanze di stili differenti, ed ancora una volta si mette in gioco, attinge a fonti diverse, e crea qualcosa di unico ed esclusivo. La musica originale di Mi Soledad è stata composta da Joaquín Cortés, Josè Carbonell ed Antonio Carbonell, ed è un mix di diversi ritmi musicali: il jazz, la musica cubana, la musica classica, senza dimenticare la star principale: il flamenco. I testi sono di Antonio Carbonell e Arturo Josè Carbonell. Mi soledad (“La mia solitudine”) è un viaggio all’interno delle emozioni più intime dell’artista,  in cui il sentimento principale è quello della solitudine: ma è una solitudine solare, illuminata, come ci suggerisce il sottotitolo “Solea”. Una solitudine che porta all’introspezione e che infine celebra l’uomo in quanto individuo. Attraverso i sentieri della musica e dei suoi inconfondibili e sonori colpi di tacco (zapateado),  Cortés ci conduce nel  nucleo della sua arte, usando la ricca tavolozza dei colori del flamenco. Lo stato d’animo abbandona la malinconia, e raggiunge un luogo in cui la mente si lascia trasportare tra il sonno e la veglia, e in cui tutte le influenze esterne scompaiono ed il nostro io va alla ricerca di nuovi mondi e dimensioni dove ci sentiamo più forti e sicuri, lontani dalla quotidianità, per ritrovare noi stessi. L’allestimento del palco è volutamente minimalista, essenziale: si crea così un’atmosfera di intimità, sostenuta dai superbi musicisti che hanno caratterizzato le ultime produzioni di Cortés. La notevole maturità stilistica raggiunta e il recupero di profonde radici artistiche danno vita a nuove e coinvolgenti coreografie. L’improvvisazione nasce dall’incontro tra musica e danza e, su di un palcoscenico quasi vuoto, ogni passo diventa qualcosa di unico ed irripetibile. Ancora una volta la realizzazione dei costumi è affidata all’essenzialità ed all’eleganza dello stile di Giorgio Armani, che utilizza colori netti, assoluti, come il bianco, il nero, il rosso scuro (colore del sangue e del vino) perfettamente armonizzati nel tessuto narrativo dello spettacolo. Si tratta di uno spettacolo in 6 quadri, per una durata complessiva di 1 ora e 32 minuti. Primo tema: Silencio (15:00); secondo tema: Soleà mia (6:00); terzo tema: Bellas palabras (12’); quarto tema: Carmen (5’); quinto tema: Zapatos blancos (30’); sesto tema: En mi soledad (25’). Oltre a Joaquín Cortés, la banda è così composta: Consuelo Rodríguez, Loly Cortés e Saray Muñoz (voci Femminili); Antonio Carbonell, Juan José Amador, Juan Carrasco Soto “Juañares (Voci Maschili); Angel López Rodas (viola); José Carbone;José Antonio Camacho Vargas “Piripi” (chitarre); Juan Fernández Gálvez “Parrilla” (flauto); Juan Pedro Cornejo (flauto); Juan Pedro Cornejo e Cuco Pérez (Fisarmonica); Marina Sorín (chelo); Arián Suárez (Double bass); Vicente Suero “Morito”, Fernando Favier, Rafael Serrno Caldera “Agapula” (percussioni). L’Ufficio Stampa Palermo, 8 agosto 2005