Il free jazz di Ornette Coleman al Verdura Festival 2008

Il free jazz di Ornette Coleman al Verdura Festival 2008

12 Lug 2008

Il free jazz e l’uomo che ne ha fatto la storia: mai stile musicale è stato infatti così strettamente legato ad un singolo musicista e ad una sua opera in particolare. Era il 1960 quando Ornette Coleman registrò quello che sarebbe presto diventato il manifesto per eccellenza della “liberazione” totale del jazz. Liberazione che non era soltanto musicale ma anche, e soprattutto, politica. Nella manifestazione della cultura afroamericana, il jazz ha sempre avuto (a partire dalle sue mitiche origini legate al quartiere di Storyville, a New Orleans) un ruolo particolarmente importante, almeno fino a quando generi come il funk, il rhythm’n’blues e l’hip hop ne hanno raccolto il testimone. Mai però, né prima né dopo Free Jazz (Atlantic, 1960), la musica afroamericana aveva assunto una posizione così radicale nei confronti dell’improvvisazione. Coleman non può essere considerato semplicemente un jazzista: figura sempre in bilico tra la cultura afro–americana e le avanguardie europee, il sassofonista statunitense ben si colloca al fianco di quei compositori che, come regola principale della propria arte hanno scelto la condizione di border–line, sempre in bilico tra confini; il suo solismo al sax alto, sghembo e di strana intonazione, sempre alla ricerca di una sua propria “voce umana”, convince e appassiona il pubblico e la critica ormai da tantissimi anni.

BIGLIETTI: da 10 a 25 euro sono in vendita presso il botteghino del Teatro Massimo (martedì–domenica, ore 10–15), al botteghino del Teatro di Verdura la sera degli spettacoli a partire da un’ora prima dall’inizio; n. verde 800907080 e sul sito www.teatromassimo.it

Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi a document.write('stampatm@teatromassimo.'+'it');%20">

Palermo, 12 luglio 2008

L’Ufficio Stampa