Il barbiere di Siviglia al Teatro Massimo

Il barbiere di Siviglia al Teatro Massimo

7 Feb 2003

IL BARBIERE DI SIVIGLIA AL TEATRO MASSIMO Dall’11 al 23 febbraio la celebre opera buffa di Rossini. Sul podio, Claudio Desderi. Regia di Crivelli Martedì 11 febbraio, alle ore 20,30 al Teatro Massimo, va in scena Il Barbiere di Siviglia, melodramma buffo in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini. Sul podio, il M° Claudio Desderi, la regia è di Filippo Crivelli, le scene di Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì. Tratto dalla commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, Il Barbiere di Siviglia fu rappresentato per la prima volta a Roma, al Teatro Argentina, il 20 febbraio 1816. L’opera ebbe un clamoroso insuccesso la prima sera, ma si risollevò il giorno dopo per divenire nel giro di pochi mesi il simbolo stesso dell’opera buffa, tanto da affermarsi successivamente nei principali teatri italiani, per poi raggiungere le capitali europee dove riscosse l’apprezzamento di Stendhal, Hegel e di Beethoven. Sul Barbiere, messo in musica sei volte (la prima a cura del tedesco Benda, nel 1776), però si era già cimentato con successo Paisiello; la sua edizione aveva raggiunto un’enorme popolarità e Rossini, ben consapevole di dover confrontarsi con questa pesante eredità, preferì intitolare la sua opera Almaviva o L’inutile precauzione, escamotage necessario al fine di non urtare i sostenitori del Paisiello. La sera stessa della prima il librettista Sterbini fece aggiungere nel libretto di sala un preciso avvertimento al pubblico nel quale precisava che il compositore pesarese “onde non incorrere nella taccia di una temeraria rivalità coll’immortale autore che lo ha preceduto, ha espressamente richiesto che il Barbiere fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali….” Rossini ebbe però pochissimo tempo per comporre la musica. Sia il libretto che la musica, infatti, vennero prodotti con estrema rapidità. Il compositore firmò il contratto il 15 dicembre 1815, quando il soggetto dell’opera non era stato ancora scelto. E probabilmente il poco tempo a disposizione, appena due mesi, fece propendere per la scelta di un soggetto popolare come quello della commedia del Beaumarchais. Ancora oggi il Barbiere di Siviglia è una delle poche opere del XIX secolo che ha resistito all’usura del tempo. La sua indennità, ritocchi a parte, è dovuta all’energia propulsiva della concezione musicale, su cui ancora oggi i critici si interrogano, lodando la modernità dello stile rossiniano. La vicenda, ambientata a Siviglia nel 1800, ruota attorno al conte d’Almaviva, innamorato della bella Rosina, pupilla del vecchio medico don Bartolo, suo tutore, che se ne vuole assicurare la ricca dote. I suggerimenti di Figaro permetteranno ad Almaviva di dichiararsi sotto mentite spoglie a Rosina. Una calunnia però cercherà di mettere fuori gioco l’aristocratico, fra colpi di scena e trovate comiche, fino al lieto fine. Il regista Filippo Crivelli sfronda la vicenda delle incrostazioni della tradizione senza far perdere ai personaggi le caratteristiche principali.Lo scenografo Emanuele Luzzati ha concepito bellissimi e luminosi fondali con un finale floreale a sorpresa. Infine, i costumi di Santuzza Calì sono coloratissimi e deliziosamente irreali. Per questo allestimento, prodotto dal Teatro San Carlo di Napoli, saranno in scena Leo Nucci (Figaro), Gloria Scalchi (Rosina), Nicolai Ghiaurov (Don Basilio), Luciano Di Pasquale (Bartolo), Antonino Siragusa (Il conte d’Almaviva), Mattia Nicolini (Fiorello), Daniela Schillaci (Berta), Ugo Tortorici ed Edoardo Borioli. Del secondo cast fanno parte Dario Solari, Damiana Pinti, Enzo Di Matteo, Andrea Giovannini, Francesco Ellero D’Artegna, Giovanni Bellavia, Patrizia Gentile. Recite con il primo cast l’11, 13, 15, 19, 21 e 23 febbraio. Con il secondo cast il 12, 14, 16, 18, 20 e 22 febbraio. Le repliche sono tutte alle 18,30 tranne venerdì 21 e sabato 22 febbraio quando lo spettacolo comincerà alle 20,30. Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Massimo. Maestro del Coro, Fulvio Fogliazza. Luci di Bruno Ciulli. Claudio Desderi ha debuttato nel 1969 al Festival di Edimburgo nel Signor Bruschino di Rossini. Da allora ha privilegiato il repertorio mozartiano e rossiniano ed è stato regolarmente invitato ad importanti festival quali quelli di Salisburgo, Pesaro e Glyndebourne. Dal 1973 è stato ospite regolare del Teatro alla Scala: ricordiamo le sue interpretazioni della Cenerentola e dell'Italiana in Algeri con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Pierre Ponnelle, nonché le opere di Mozart su libretto di Da Ponte con la direzione di Riccardo Muti e la regia di Giorgio Strehler. La sua discografia comprende Le nozze di Figaro e Così fan tutte con la direzione di Bernard Haitink per la Emi e Il signor Bruschino di Rossini per la DCG. Numerosi sono inoltre i video realizzati con prestigiose istituzioni teatrali quali il Teatro alla Scala, il Festival di Glyndebourne, la Royal Opera House-Covent Garden di Londra: Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, L'elisir d'amore, Don Giovanni, Così fan tutte oltre al famoso film della Cenerentola (Abbado-Ponnelle). Da diversi anni svolge un'intensa attività di direttore d'orchestra con numerose orchestre italiane e straniere. Ha guidato il "Progetto Mozart-Da Ponte", un intenso lavoro di formazione presso la Scuola di Musica di Fiesole nel triennio 1988-1990 con la messa in scena di Così fan tutte, Le nozze di Figaro e Don Giovanni. Nel triennio 1993-1996 ha guidato un workshop sulla vocalità monteverdiana culminato nell’ allestimento de L'Incoronazione di Poppea, L’Orfeo e Il ritorno di Ulisse in patria. Nel 1992 ha diretto a Montpéllier La scala di seta e L'occasione fa il ladro con la regia di Hampe. Nel 1993 è stato nuovamente invitato al Festival di Aldeburgh per dirigere Falstaff e La pietra del paragone, nonché alcuni concerti sinfonici. Nel 1994 ha diretto e interpretato Il maestro di cappella di Cimarosa nella Reggia di Caserta in occasione dell'incontro del G7. Nel 1995 ha diretto, fra le altre cose, il trittico composto da Il maestro di cappella di Cimarosa, Il telefono di Menotti e La voix humaine di Poulenc per la regia di Roberto De Simone. Dal 1991 al 1997 è stato Direttore Artistico del Teatro Verdi di Pisa, dove ha diretto La Cenerentola, La pietra del paragone (incisa per Nuova Era), Rigoletto, Falstaff, La traviata, Macbeth e Carmen. Sempre a Pisa, nel 1995 ha inaugurato le celebrazioni orffiane dirigendo i Carmina Burana proposti anche in forma scenica con la regia e la coreografia di Micha van Hoecke. Nello stesso anno ha diretto al Teatro di Bilbao una nuova produzione del Signor Bruschino e La scala di seta, seguito da Carmen a Rouen, e Don Giovanni all'Opéra de Marseille. Nel 1998 ha inaugurato la stagione sinfonica della Filarmonica dell'Arena di Verona con un programma di musiche di Mozart. Dal 1998 al 2001 è stato Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino. Nel 2001 dirige all'Opéra Comique de Paris "Tout Rossini", a Nizza La finta giardiniera di Mozart, a Baltimore ed a Montecarlo Il barbiere di Siviglia. Attualmente è consulente artistico del Festival Verdi di Parma. Dall’agosto del 2002 è Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo. Filippo Crivelli. Regista lirico e drammatico, è attivo in campo nazionale ed internazionale. Da anni collabora con i maggiori enti lirici italiani e con i più importanti teatri stranieri. Si è anche dedicato alla preparazione di giovani artisti lirici collaborando per quattro anni consecutivi al Laboratorio Lirico di Alessandria, di cui è stato uno dei fondatori. In questi ultimi anni ha diretto la produzione di Luisa Miller e La figlia del Reggimento al Teatro alla Scala. Nel 1967 ha riproposto, dopo anni di oblio, il grande Ballo Excelsior con la coreografia di Ugo dell’Ara, spettacolo che ha avuto più di 200 repliche in numerosi teatri. Nel ’93 ha ricevuto il Premio Donizetti.Tra le altre opere di cui ha curato la regia ricordiamo il Trittico di Puccini a Torino, Buenos Aires e Lucca, La Rondine di Puccini a Buenos Aires e Catania, Falstaff a Palermo, Torino e all’Holland Festival, Don Giovanni a Palermo, Venezia, Firenze e Santiago, Le allegre comari di Windsor a Palermo, Die Fledermaus a Palermo, Genova e Cagliari, Maria di Buenos Aires di Piazzolla a Palermo, Eva di Lehar a Napoli e Palermo, Parma, Torino e Santiago. Al Teatro Massimo è ritornato recentemente per Zazà; è stato a Santiago del Cile con Roberto Devereux, al Bellini di Catania con I puritani, al Carlo Felice di Genova e al Massimo di Palermo con La reginetta delle rose, al Festival dell’Operetta di Trieste con Parata di Primavera, a Bilbao per Tosca, al Filarmonico di Verona e al San Carlo di Napoli per il Barbiere di Siviglia. L’Ufficio StampaPalermo, 7 febbraio 2003