I dieci comandamenti al Teatro di Verdura

I dieci comandamenti al Teatro di Verdura

16 Lug 2003

I DIECI COMANDAMENTI AL TEATRO DI VERDURA Approda a Palermo il grande musical di Chouraqui e Obispo che ha spopolato in Francia. Le vicende bibliche riviste in chiave new age, con una colonna sonora pop-rock, effetti speciali, coreografie con costumi policromi, megaschermo e un palco teconologico a più livelli. Giovedì 17 luglio, venerdì 18, sabato 19 e domenica 20, alle ore 21, al Teatro di Verdura del Parco di Villa Castelnuovo è di scena il musical I dieci comandamenti. Insieme a Jesus Christ Superstar è forse la più grande storia mai raccontata. Narra di Mosè, del popolo eletto, del suo esodo, della sua schiavitù, il passaggio del mar Rosso, le tavole della legge; sabbia, palme, deserto, piramidi e geroglifici: sono gli ingredienti di un kolossal di grande successo che ha ispirato anche due eccezionali film di Cecil De Mille, nel ’23 e nel ’56. E il musical oggi ha seguito lo stesso destino tecnologico dei grandi film-kolossal del passato. Per questo spettacolo, visto in Europa già da due milioni di persone, è stato allestito un megaschermo ed entreranno in scena 39 acrobatici ballerini, tutto un volteggiare di gonnellini e bicipiti nel trionfo kitsch dei colorati costumi di Sonia Rykie. A loro è affidato il compito di rievocare le vicende dell’Antico Testamento con le coreografie di Kamel Ouali e la regia di Elie Chouraqui, mentre il libretto è di Florence Guirao su una colonna sonora pop-rock di di Pascal Obispo. I testi delle canzoni che costituiscono l’intero tessuto narrativo sono stati tradotti da Gianfranco Golzi dei Matia Bazar. L’enorme palcoscenico ospita una grandiosa scenografia egizia su più piani, con un maxischermo che asseconda l’azione dei cantanti ed effetti speciali che illustrano le scene più importanti, dal passaggio sul Mar Rosso, risolto con una parete in plexiglas, all’adorazione del vitello d’oro che sa tanto di festa da discoteca. Si tratta, insomma, di un’opera pop contemporanea che strizza l’occhio a spettacolarità e ispirazione religiosa, musicalità e drammaturgia. Il racconto musicale, della durata di tre ore circa, si snoda attraverso le vicende essenziali, dall’abbandono del piccolo Mosé alle acque per scampare alla Strage degli Innocenti a quando il bimbo, ormai cresciuto e allevato dai Faraoni, si riconosce negli schiavi ebrei e ne guida il riscatto. Per questa straordinaria opera pop-contemporanea si è fatto ricorso a voci collaudate , tre delle quali già proiettate da Sanremo Giovani: Mosè è Sergio Moschetto, Sephora è Barbara Eramo, Ramses è è Roberto Tiranti, Nefertari è Melody Castellari, Giosué è Daniele Vit , Myriam è la figlia d’arte Irene Fornaciari, il palermitano Giò Fascella è il perfido faraone Sethi I. Nel cast anche altri tre siciliani: Monia Gagliano (Bithia), di Bagheria, il catanese Daniele Cancelliere (Giosuè), e il ballerino messinese Fabio Scotto. L’Ufficio StampaPalermo, 16 luglio 2003