Don Quichotte di Massenet a cento anni dal debutto in un nuovo allestimento firmato da Laurent Pelly prodotto dal Teatro Massimo

Don Quichotte di Massenet a cento anni dal debutto in un nuovo allestimento firmato da Laurent Pelly prodotto dal Teatro Massimo

11 Ott 2010

Da venerdì 15 a giovedì 21 ottobre (6 recite) al Teatro Massimo appuntamento con l’opera francese: dopo 42 anni torna a Palermo Don Quichotte di Jules Massenet, opera di cui si festeggia il centenario dal debutto.

Giunto alle soglie della settantina, Jules Massenet si sentì irresistibilmente attratto dalla figura di Don Chisciotte, non tanto quale emblema di una moralità epico–visionaria, quanto come incarnazione di una classicità, eroica e sublime, che ormai volgeva al tramonto. La stesura del libretto fu affidata a Henri Cain, il quale trasse ispirazione, oltre che da Cervantes, dalla pièce teatrale omonima di Jacques le Lorrain, andata in scena a Parigi il 3 aprile 1904.

Opera vivida e luminosa, ricca di humour e varietà di caratteri, Don Quichotte è priva di quel senso di tragedia e destino che il pubblico si aspetterebbe da una messa in scena del classico di Cervantes. Massenet guardò a questa storia con occhi nuovi, scrivendo un’opera che è essenzialmente un titolo comico all’antica o, come venne chiamata una comédie–héroïque, con giochi sentimentali, ironia, disillusione e la morte in scena del protagonista. La partitura è orchestrata con grande maestria e semplicità, indirizzata originariamente alla vocalità "mitica" di Fyodor Chaliapin che ne creò il ruolo principale al debutto di Montecarlo nel 1910 e alla prima moscovita al Bol’soj.

Fra le gemme della partitura vanno senz’altro ricordate la serenata a Dulcinea di Don Chisciotte nel primo atto (che sarà riutilizzata per uno dei più riusciti interludi dell’opera) e il malinconico duetto di Dulcinea e dell’hidalgo (“O toi dont les bras sont plus frais que la mousse”). Suggestivo è inoltre il modo in cui Massenet rende l’epico–grottesca battaglia contro i mulini a vento (con un accorto uso dello xilofono per simulare il movimento delle pale); teatralmente molto efficace la cangiante introduzione al quarto atto, con la languida aria di Dulcinea “Lorsque le temps d’amour”.

Lo spettacolo in scena al Teatro Massimo è frutto di una coproduzione internazionale fra il Teatro palermitano e il Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles e reca la firma prestigiosa del francese Laurent Pelly – per la prima volta ospite a Palermo – considerato uno dei registi più interessanti della scena lirica mondiale.

L’opera è andata in scena lo scorso maggio a Bruxelles e in diretta via satellite sul canale televisivo Arte riscuotendo un grande successo di pubblico e critica.

A Palermo, attesissimo nel ruolo di Don Quichotte, uno dei più importanti bassi di oggi, Ferruccio Furlanett;o il mezzosoprano greco Irini Karaianni sarà Dulcinea, Sancho sarà interpretato da Eduardo Chama. Dirige uno specialista come Alain Guingal. Nelle recite del 16 e 20 ottobre gli interpreti saranno rispettivamente Arutjum Kotchinian, Nora Sourouzian e Lionel Lothe.

Il regista Laurent Pelly suggerisce d’immaginare l’opera come la narrazione di un lungo sogno in cui il sognatore è lo spettatore ma anche il regista e il personaggio in scena, quel Don Quichotte che, seduto in poltrona, è l’autoritratto dell’anziano Massenet. La folla acclama Dulcinea e, poco per volta, quel personaggio dapprima assorto si anima fino quasi a delirare, immerso fra i suoi libri e le sue vecchie carte.

Caratteristica di questo nuovo allestimento è proprio la scenografia tutta fatta di carta, di pile di libri, di lettere, di fogli, una scelta che il regista spiega così nell’intervista rilasciata ad Alberto Mattioli per il programma di sala dello spettacolo: “Quichotte vive nella letteratura. Anzi, è perso nella letteratura. Per lui, la fantasia è il reale, la letteratura è molto più concreta della vita, anzi la vita stessa è letteratura, un mondo di poesia. Sono le poesie d’amore che Quichotte accumula sotto le finestre di Dulcinée e che Dulcinée getta, perché invece lei è la realtà, lei non vive nella carta, ma nella vita vera. E poi questo mare di carta dà l’idea di qualcosa di triste, di abbandonato, come appunto è Quichotte. L’ispirazione è venuta alla mia scenografa, Barbara de Limburg, e a me quando nel sud della Francia siamo transitati accanto a una discarica di carta. L’effetto di queste montagne di fogli ammassate all’aperto in attesa di essere riciclate era riassumibile in tre parole: sinistro, triste e derisorio. Esattamente il quadro entro il quale si muove Don Quichotte. Sono le lettere d’amore mai spedite, le fotografie ingiallite, gli scritti mai terminati e mai pubblicati. Certo, non è realistico, perché nessuno, nella vita vera, vive circondato da montagne di carta. Ma io non credo che noi dobbiamo fare degli spettacoli realisti: il realismo non appartiene all’opera. Dobbiamo invece fare degli spettacoli evocativi e soprattutto teatrali”.

Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / document.write('biglietteria@teatromassimo.'+'it');">), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit–Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17).

Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo

Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi al seguente indirizzo email: document.write('stampatm@teatromassimo.'+'it');">

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15–21 ottobre

Jules Massenet

Don Quichotte

Comédie héroïque in cinque atti su libretto di Henri Cain, da Le Chevalier de la longue figure di Jacques le Lorrain e da Don Quixote de Miguel de Cervantès

Direttore Alain Guingal

Regia e costumi Laurent Pelly

Scene Barbara de Limburg Stirum

Luci Joël Adam

Maestro del Coro Andrea Faidutti

Regia ripresa da Diane Chevre–Clement

Assistente regia Clovis Bonnaud

Assistente costumi Jean–Jacques Delmotte

Dulcinée Irini Karaianni (15, 17, 19, 21) / Nora Sourouzian (16, 20)

Don Quichotte Ferruccio Furlanetto (15, 17, 19, 21) / Arutjun Kotchinian (16, 20)

Sancho Eduardo Chama (15, 17, 19, 21) / Lionel Lothe (16, 20)

Pedro Elisabetta Martorana

Garcias Rachele Stanisci

Rodriguez Salvatore Ragonese

Juan Gianluca Sorrentino

 

Due servitori Vincenzo Monteleone e Domenico Ghegghi

Il capo dei banditi Antonio Silvia

Quattro banditi Antonio Barbagallo, Gianni Forcieri, Giovanni Lo Re, Vincenzo Raso

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Nuovo allestimento in coproduzione con il Théâtre Royal de La Monnaie – De Munt di Bruxelles


venerdì 15 ottobre ore 20.30 Turno Prime

sabato 16 ottobre ore 20.30 Turno F

domenica 17 ottobre ore 17.30 Turno D

martedì 19 ottobre ore 18.30 Turno C

mercoledì 20 ottobre ore 18.30 Turno S1

giovedì 21 ottobre ore 18.30 Turno B


Palermo, 9 ottobre 2010 f.t.


 

 

Floriana Tessitore
responsabile

 

ufficio stampa ed editoria
Teatro Massimo
piazza Verdi 1
90138 Palermo
www.teatromassimo.it