DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL AL TEATRO MASSIMO

DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL AL TEATRO MASSIMO

21 Gen 2006

Con Die Entfürhrung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) al Teatro Massimo raggiungono il clou le celebrazioni del 250.mo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. L’opera, con la regia di Stephen Medcalf, scene e costumi di Isabella Bywater, luci di Bruno Ciulli, andrà in scena al Teatro Massimo dal 25 gennaio al 5 febbraio 2006. Sul podio, a dirigere Coro e Orchestra del Teatro Massimo, Gabriele Ferro. Primo dei capolavori mozartiani dopo il trasferimento dell’autore a Vienna, “Il ratto”, fu composto nel 1782. Andò in scena il 16 luglio dello stesso anno al Burgtheater, registrando un grande successo. Si tratta di un singspiel (teatro musicale misto di recitazione e canto) in tre atti. Il soggetto riprende la leggenda medievale di Florio e Biancofiore ed è ambientato in Turchia. Il singspiel, sul testo di Johann Gottlieb Sthepanie intitolato “Belmonte und Constanze oder Die Entfurhrung aus dem Serail” rappresenta perciò il primo passo verso lo sviluppo del teatro musicale tedesco. Dopo la sua rappresentazione non mancarono le polemiche. Il librettista fu accusato di plagio dallo scrittore Bretzner, autore di un “Belmonte e Costanza” dal quale Stephanie attinse parecchio. La storia, però, così come l’ambientazione, risente di notevoli influssi e rientra nel genere, abbastanza noto, della turcheria settecentesca. Narra del ratto di Constanze, rapita dai pirati insieme al servo Pedrillo e alla cameriera Blonde e del tentativo del nobile spagnolo Belmonte, di liberare la donna amata finita nell’harem di Selim pascià. Per la maggior parte i personaggi musulmani sono ritratti come ostili o ridicoli, e mostrano totale inabilità di comprendere “mores” e usanze occidentali. Il punto culminante della storia implica inevitabilmente un tentativo di fuga. “Chiunque abbia familiarità con Il ratto dal serraglio – dice Stephen Medcalf - riconoscerà questo modello. Ad ogni modo, il genio della musica di Mozart e la sua comprensione istintiva della natura umana elevano la storia ad un livello molto più alto. Nelle sue mani diventa un’esposizione del bisogno di tolleranza e comprensione fra culture diverse e una celebrazione del potere della mente e del cuore di controllare e vincere le passioni di lussuria e vendetta. Sotto questo aspetto Il ratto anticipa i temi del più grande di tutti i Singspiel: Il flauto magico. E come Tamino, Belmonte pensa di intraprendere un viaggio per liberare la sua amata da un tiranno crudele, ma in realtà il viaggio diventa di scoperta di se stesso. Proprio come Tamino nutre svariati preconcetti nei confronti di Sarastro, così Belmonte nutre un’“idea fissa” su Bassa Selim. Lo immagina lussurioso, crudele e vendicativo e pensa che abbia già preso Konstanze con la forza. In realtà Selim si comporta con grande dignità.” La scenografa e costumista Isabelle Bywater ha concepito uno spazio scenico all’insegna della privazione: è un ambiente nudo, asciutto, essenziale, con grandi archi a tutto sesto. E’ un’atmosfera che ricorda quella del Topkapi Sarayi ad Istanbul (il serraglio dei sultani dell’impero Ottomano). L’esterno è freddo e austero, ma l’interno è di una ricchezza eccessiva. Dovunque vi sono cancelli e grate, sbarre e serrature. È un luogo di ricchezza ma anche di restrizione; si ha tutto ciò che si vuole, eccetto la libertà; un incrocio fra un palazzo e una prigione. Perciò è allo stesso tempo seducente e intimidatorio, accogliente e claustrofobico. Anche se il design di questa messa in scena trae ispirazione dall’architettura ottomana e moresca, dalla Turchia fino a Cuba, la chiave dell’Entführung è ricreare questa atmosfera molto particolare e speciale. Sul podio del Massimo, dopo i successi di Salome e Pelleas e Melisande della passata stagione, ritorna il direttore palermitano Gabriele Ferro, al suo debutto nel titolo. ”La musica del ratto – dice Ferro – è di una bellezza incredibile, la tessitura è molto articolata e l’opera si può senz’altro ascrivere fra i capolavori di Mozart, benchè essa non sia rappresentata frequentemente.” L’ultima messa in scena de Il ratto da serraglio risale alla stagione 1984, al Politeama Garibaldi. L’opera fu diretta da A.Rahhbari, con la regia di G.Lavaudant e Mariella Devia nel ruolo di Konstanze. In scena il soprano palermitano Désirée Rancatore (Konstanze), Anna Maria Dell’Oste (Blonde), Jörg Schneider (Belmonte), Kurt Azesberger (Pedrillo), Heinrich Baumgartner (Selim), Biarni Thor Kristinson (Osmin). Nelle altre recite si alterneranno Yelda Kodalli, Gabriella Costa Maluberti, David Alegret, Christoph Späth, Friedermann Kunder. Maestro del Coro, Paolo Vero. Recite con il primo cast il 25, 27, 29 gennaio e 3, 5 febbraio. Con il secondo cast il 26 e il 31 gennaio e il 4 febbraio 2006. Le recite saranno alle 18,30 il 26, 27 e 31 gennaio e il 3 febbraio. Alle 20,30 il 25 gennaio e il 4 febbraio. Alle 17,30 il 29 gennaio e il 5 febbraio. Allestimento del Teatro delle Muse di Ancona e del Teatro lirico di Cagliari. L’opera sarà proposta in lingua originale con sopratitoli. Prezzi: 12-97 euro. Riduzioni per studenti, under 28, insegnanti e over 65. Info al numero verde 800655858 (mar-dom 10-15). L’Ufficio Stampa Palermo 20 gennaio 2006