DER FLIEGENDE HOLLÄNDER AL TEATRO MASSIMO

DER FLIEGENDE HOLLÄNDER AL TEATRO MASSIMO

15 Mag 2004

Martedì 18 maggio, alle ore 20,30, al Teatro Massimo, va in scena Der Fliegende Holländer (L’olandese volante), opera romantica in tre atti di Richard Wagner, su libretto proprio. Sul podio il M° Gabriele Ferro, regia di Roberto Andò, scene di Gianni Carluccio, costumi di Nanà Cecchi. Orchestra e Coro del Teatro Massimo. Per questo nuovo allestimento prodotto dalla Fondazione Teatro Massimo figurano nei ruoli principali Hans Tschammer (Daland); Mlada Khudoley (Senta), Stephen Gould (Erik), Mette Ejsing (Mary), Gunnar Gudbjoersson (Der Steuermann Dalands – il timoniere di Daland) e Ronnie Johansen (Der Holländer – l’Olandese). Si replica il 20 (ore 18,30); 23 (ore 17,30); 25 (ore 18,30); 27 (ore 20,30) e 30 maggio (ore 17,30). Informazioni al numero verde 800655858 – prezzi 12-97 euro – Carta Giovani sconto 50%. E’ unanimemente considerata la prima opera matura del musicista di Lipsia, la cui trama trova innumerevoli versioni nella letteratura nordica. La fonte principale del libretto è un episodio tratto dai Memoires des Herrn von Schnabelawopski (Memorie del signor di Schnabelawopski) di Heinrich Heine. Il libretto tuttavia contiene anche elementi biografici ricavati da un viaggio che nell’estate del 1839 Wagner fece per sfuggire ai creditori, quando la nave su cui era imbarcato fu costretta da una tempesta a riparare sulle coste della Norvegia, proprio come la nave di Daland nella prima scena dell’opera. Il musicista compose l’Olandese a Parigi tra il 1840 e il 1841, ma la sua situazione finanziaria gli impose di vendere il libretto al Teatro dell’Opéra che lo fece rappresentare nel 1842 con il titolo Il vascello fantasma, ed è con questo titolo che l’opera è conosciuta in Francia e in Italia. Non potendo più avvenire nella capitale francese, la “prima” ebbe luogo l’anno successivo al Königlich Sächsisches Hoftheater di Dresda. La vicenda dell’Olandese volante che una maledizione ha condannato a vagare per i mari e a cui solo l’amore di una donna potrà rendere la pace offrì a Wagner la possibilità di sviluppare il tema dell’incontro tra reale e fantastico e di gettare luce su un mondo che nell’Ottocento cominciava a mostrarsi in tutti i suoi aspetti, quello della classe borghese in ascesa. Questa edizione punta ad esaltare la dimensione onirica della vicenda, con un impianto scenico di estrema semplicità, ma carico di suggestioni, accompagnato dalla proiezione di un video, curato da Luca Scarzella, alle spalle di un sottile velo di tulle. “Abbiamo costruito una specie di vuoto – spiega il regista Roberto Andò – un palcoscenico in un mare, uno spazio che potrebbe essere un foglio bianco o uno schermo cinematografico, ed abbiamo immaginato che da questo vuoto sorgano delle visioni, assecondando una trasognatezza, uno stato di passaggio tra la veglia e il sonno, senza impegnarci in quella lettura dell’opera che alcune volte è stata fatta, che pure è evidente, dell’aspetto sociologico legato al mondo borghese e alla fatalità negativa che porta il denaro, ma piuttosto in quella dell’aspetto vertiginoso del gioco che propone, come riflessione sulla stessa rappresentazione, come se questo vascello fosse il simbolo di una possibile rappresentazione della realtà ”. “Sul piano dei significati – ha detto il direttore Gabriele Ferro – credo che ci sia soffermati più spesso sul lato oscuro e violento del racconto, dimenticando di porre nella giusta luce l’altro elemento prioritario e caratterizzante: l’amore, ossia la dolcezza che si specchia in un tessuto orchestrale capace di soluzioni sublimi. L’amore, aggiungerei, quale strumento di redenzione”. L’opera sarà proposta in lingua originale, con sopratitoli in italiano.
L'ufficio Stampa
Palermo 15 maggio 2004