Da una casa di morti, ultimo e intenso lavoro teatrale di Leóš Janáček

Da una casa di morti, ultimo e intenso lavoro teatrale di Leóš Janáček

15 Ott 2008

Il Teatro Massimo prosegue la Stagione 2008 (16–22 ottobre) con uno dei più importanti e intensi lavori teatrali del Novecento: Da una casa di morti (Z mrtvého domu), ultima opera del compositore ceco Leóš Janáček (1854–1928). Il libretto – tre atti brevi per un totale di circa 100 minuti senza pause – fu compilato dallo stesso Janáček sulla base del romanzo di Fëdor Mikhailovič Dostoevskij Memorie da una casa di morti. Lo stesso tema era stato proposto da Illica a Puccini, che però aveva scartato l’idea per la complessità del racconto. Janáček, invece, non seguì una trama prestabilita, ma improvvisò, mettendo in musica passi del romanzo in uno sviluppo apparentemente casuale, creando un’opera ‘collettiva’, senza un personaggio principale, nella quale si susseguono e si accavallano in modo informale tante storie indipendenti. Dei quattro episodi salienti dell’opera, due riguardano l’autoritarismo e la violenza del potere politico e poliziesco, mentre i restanti due rievocano altrettanti omicidi a sfondo passionale. La prigione, la crudeltà, il crimine non sono per il compositore un pretesto per sentimenti di compassione o di compiacimento, ma piuttosto un momento di riflessione sul male, la colpa, l’espiazione. Il tema dell’opera potrebbe riassumersi nel motto che l’autore antepose alla partitura: “in ogni creatura una scintilla divina”.
Per noi che conosciamo storicamente la Seconda Guerra Mondiale, è inevitabile associare alla trama di quest’opera il presagio di come la condizione umana sarebbe tragicamente mutata, complice l’atroce esperienza dei campi di concentramento. Un desolato campo di lavori forzati in Siberia, infatti, è lo scenario in cui si svolge l’azione. Durante un giorno di ordinaria vessazione, arriva un nuovo prigioniero Petrovic Gorjancikov, colpevole di reato politico. Le considerazioni degli altri su quest’uomo, il suo racconto, quello di altri detenuti, vengono intercalati dalla rappresentazione di un Don Giovanni in miniatura, attimo di evasione fittizia per i reclusi. Quindi i racconti della vita di ciascuno si spostano dal campo all’infermeria. La parabola si conclude, fatalmente, con la rappresentazione dell’eterna giostra tra la vita e la morte: un prigioniero soccombe, un altro ottiene la grazia. L’inno finale alla libertà è sedato dal richiamo delle guardie: i prigionieri superstiti sono condannati al consueto dolore della loro vita quotidiana.
La particolare scrittura “frammentaria” dell’autore fece apparire, dopo la sua morte, l’opera come non completa nell’orchestrazione. Ciò portò a revisioni arbitrarie della partitura con rimaneggiamenti del finale sin dalla prima esecuzione postuma a Brno nel l930. Finalmente a partire del l974, grazie al lavoro di Charles Mackerras e John Tyrrell si è giunti a un’edizione via via più rispettosa di quelle che erano le intenzioni originarie dell’autore.
L’allestimento che va in scena al Teatro Massimo, inedito per l’Italia, porta la firma di un regista da sempre legato al teatro di Janáček, l’inglese David Pountney e proviene dalla Welsh National Opera di Cardiff; le scene e i costumi sono firmati da Maria Björnson, celebre artista recentemente scomparsa. L’opera in prima rappresentazione a Palermo sarà eseguita in lingua originale con sopratitoli in italiano.
Gli interpreti principali sono tutti specialisti della musica di Janáček: Alexandr Petrovič Gorjančikov sarà il basso Kay Stiefermann, Alieja il tenore Erik Stoklossa, Filka Morozov (il detenuto Luka Kuzmič) il tenore Stefan Margita, Skuratov il tenore Peter Straka, Šapkin il tenore Alan Oke, Šiškov il basso Pavlo Hunka; unica figura femminile dell’opera, la prostituta, sarà interpretata da Elena Borin.
L’Orchestra del Teatro Massimo sarà diretta dal palermitano Gabriele Ferro. Il Coro Filarmonico di Praga è diretto invece da Vasilek Lukáš.
Calendario: 16 e 18 ottobre ore 20.30; 19 ottobre ore 17.30; 17, 21 e 22 ottobre ore 18.30. Costo dei biglietti da euro 10 a euro 102, in vendita al botteghino (martedì – domenica ore 10–15) o sul sito www.teatromassimo.it. Informazioni e prevendita 800 907080.
Per ulteriori informazioni, fotografie, video e richieste di accredito rivolgersi all’ufficio stampa
Palermo, 14 ottobre 2008