Con Rigoletto si conclude il trittico operistico del Teatro Massimo dedicato a Giuseppe Verdi per il bicentenario della nascita

Con Rigoletto si conclude il trittico operistico del Teatro Massimo dedicato a Giuseppe Verdi per il bicentenario della nascita

2 Mag 2013

 

Nuova produzione con la regia di Henning Brockhaus; Desirée Rancatore nel ruolo di Gilda

 

 

Dal 3 al 9 maggio torna sulle scene del Teatro Massimo una delle più celebri opere di Giuseppe Verdi, “Rigoletto” con un cast di prim'ordine: Dmitri Platanias nel ruolo del titolo, Desirée Rancatore in quello di Gilda e Massimiliano Pisapia in quello del Duca di Mantova. Al loro fianco Andrea Mastroni (Sparafucile), Chiara Fracasso (Maddalena), Patrizia Gentile (Giovanna), Nicolò Ceriani (Il conte di Monterone), Paolo Orecchia (Marullo), Aldo Orsolini (Matteo Borsa), Claudio Levantino (Il conte di Ceprano), Pinuccia Passarello (La contessa di Ceprano), Anita Venturi (Un paggio della duchessa), Vincenzo Raso/Antonio Barbagallo (Un usciere di corte).

Nelle recite del 4 e 8 maggio i tre protagonisti saranno nell'ordine: Ivan Inverardi, Rocío Ignazio e Rame Lahaj.

Sul podio dell'Orchestra del Teatro Massimo Giuseppe Finzi, “resident conductor” della San Francisco Opera, originario di Molfetta, già assistente di Nicola Luisotti.

Lo spettacolo è una nuova produzione del Teatro Massimo firmata dal regista Henning Brockhaus. Le scene di Alessandro Camera sono basate sull'impianto di “Nabucco” e “Aida” ma questa volta a dominare sarà il colore rosso. I costumi sono di Patricia Toffolutti, i movimenti coreografici di Emma Scialfa e le luci di Roberto Venturi. Maestro del coro è Piero Monti.

 

Rigoletto – prima delle tre opere che compongono la cosiddetta ‘trilogia popolare’ di Verdi (Rigoletto – La traviata – Il trovatore) debuttò l’11 marzo 1851 al Teatro La Fenice di Venezia ottenendo un grande successo. Il libretto di Francesco Maria Piave è tratto dal dramma di Victor Hugo Le Roi s'amuse ritenuto dal compositore “il più grande soggetto e forse il più gran dramma dei tempi moderni”. Proprio la carica innovativa del testo di Hugo fu oggetto di una durissima campagna censoria; lo stesso, di riflesso, accadde a Rigoletto, che dovette affrontare molteplici vicissitudini prima di ricevere la definitiva approvazione. A determinare la censura del Rigoletto furono il realismo d’impronta shakespeariana, l’affermazione del grottesco, nonché la sconvenienza di rappresentare un aristocratico in atteggiamenti empi e di attribuire a un reietto il nobile ruolo di padre. Come scrive lo stesso Verdi «l’argomento reale del dramma è la maledizione […]. Siete al secondo atto. Quella maledizione su chi è caduta? Su Triboulet buffone del re? No. Su Triboulet che è uomo, che è padre». Nel Rigoletto, infatti, come scrive Massimo Mila, «si presenta per la prima volta compiuta […] quella vicenda verdiana tipo […] che si riafferma in circostanze diverse nel Trovatore e nella Traviata […]: l’eroe estraniato da deformità naturali […] riacquista attraverso l’esperienza del dolore il retaggio della comune umanità».

 

Rigoletto è una pièce notturna” – sottolinea il regista Henning Brockhaus - “non solo perché si svolge prevalentemente di notte: la ragione fondamentale è che essa visualizza gli abissi più oscuri dell’animo umano. Così anche il temporale del terzo atto ritrae l’angoscia del mondo e il suo dissolversi. Inoltre la scelta cromatica univoca e chiusa in se stessa, come un ripetersi infinito e vagante, non è altro che la visualizzazione di valori umani svuotati. Perduti in uno spazio senza più riferimenti. Al culmine di questo caos nasce in Gilda la decisione di salvare la sua utopia d’amore, portandola con sé nell’atto del suicidio, piuttosto che continuare a vivere nella falsità. Gilda è l’unico personaggio ad avere uno sviluppo all’interno dell’opera. Dal candore adolescenziale dell’inizio, percorre un lungo cammino passando attraverso stazioni che la conducono alla maturità e alla completa autonomia emotiva (cioè alla vera libertà, alla capacità di scelta). Lo sdoppiamento non è peculiarità solo di Rigoletto, ma anche del Duca; per potersi avvicinare ai suoi veri sentimenti, è costretto a trasformarsi e travestirsi da povero studente”.

 

Costo dei biglietti: da euro 15 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica ore 9.30 - 17, tel. 0916053580 / fax 0916053391 (), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket.
Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17). Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo

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Palermo, 2 maggio 2013 f.t.

 

 

 

3-9 maggio

Giuseppe Verdi

RIGOLETTO

Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo

 

Direttore d’orchestra Giuseppe Finzi

Regia Henning Brockhaus

Scene Alessando Camera

Costumi Patricia Toffolutti

Luci Roberto Venturi

Movimenti coreografici Emma Scialfa

Assistente alla regia Valentina Escobar

Assistente alle scene Andrea Gregori

 

Personaggi e interpreti

Il duca di Mantova Massimiliano Pisapia (3, 5, 7, 9 maggio) / Rame Lahaj (4 e 8 maggio)

Rigoletto Dimitri Platanias (3, 5, 7, 9 maggio) / Ivan Inverardi (4 e 8 maggio)

Gilda Desirée Rancatore (3, 5, 7, 9 maggio) / Rocío Ignacio (4 e 8 maggio)

Sparafucile Andrea Mastroni

Maddalena Chiara Fracasso

Giovanna Patrizia Gentile

Il conte di Monterone Nicolò Ceriani

Marullo Paolo Orecchia

Matteo Borsa Aldo Orsolini

Il conte di Ceprano Claudio Levantino

La contessa di Ceprano Pinuccia Passarello

Un usciere di corte Vincenzo Raso (3, 5, 7 maggio) / Antonio Barbagallo (4, 8 e 9 maggio)

Un paggio della duchessa Anita Venturi

 

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Maestro del coro Piero Monti

 

Nuovo allestimento del Teatro Massimo

 

venerdì 3 maggio, ore 20.30 Turno Prime

sabato 4 maggio, ore 20.30 Turno F

domenica 5 maggio, ore 17.30 Turno D

martedì 7 maggio, ore 18.30 Turno B

mercoledì 8 maggio, ore 18.30 Turno S1

giovedì 9 maggio, ore 18.30 Turno C