BEETHOVEN E BRAHMS, AL VIA LA STAGIONE SINFONICA

BEETHOVEN E BRAHMS, AL VIA LA STAGIONE SINFONICA

13 Set 2005

Venerdì 16 settembre, alle ore 20,30, si inaugura la stagione sinfonica del Teatro Massimo. A dirigere l’Orchestra della Fondazione Teatro Massimo ci sarà Will Humburg, violino solista Ilya Gringolts. In programma Luwig van Beethoven, Ouverture in do minore, op. 62 per la tragedia Coriolano di H.J.Von Collin e Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61; Johannes Brahms, Sinfonia n.1 in do min. op.68. All’uso di inserire brani cantati e strumentali all’interno di spettacoli teatrali va ricondotta la nascita dell’ouverture Coriolano, che Beethoven compose nel 1807 su richiesta dell’amico drammaturgo Heinrich Joseph von Collin, autore di una tragedia ispirata allo stesso eroe romano che era già stato al centro di uno dei primi drammi shakespeariani. E si può immaginare che un personaggio come Coriolano - che con sdegno rifiuta di utilizzare per il proprio tornaconto il favore della plebe e che per un’ingiusta accusa di tradimento muove guerra alla sua stessa patria per morire infine suicida - dovesse riscuotere la simpatia di un uomo poco incline ai compromessi quale era Beethoven. Di un generale senso di pacificazione è invece pervaso il Concerto per violino in Re maggiore, alla cui composizione Beethoven attese durante un periodo sostanzialmente sereno della propria vita in cui, preso atto dell’incurabilità della propria sordità, il compositore aveva trovato una nuova fonte di gioia nell’amore per Josephine Burnsvick, che sperava di sposare. Pur dedicato a Stefan von Breuning, il concerto fu esplicitamente scritto per l’amico violinista Franz Clement, che però non seppe, nonostante le proprie doti di virtuoso, salvare l’opera dalle dure critiche che l’accolsero. Un insuccesso che è probabilmente da attribuire alla concezione “sinfonica” della composizione che, contravvenendo alla tradizione del concerto solistico, privilegiava invece l’orchestra, affidandole l’esposizione di tutti i temi principali e conservando al violino una funzione di commento. Lunga e faticosa, invece, fu la gestazione della Sinfonia n. 1 in do minore di Johannes Brahms, autore destinato da molti ad essere considerato in ambito sinfonico l’erede di Beethoven, ma che a questo genere musicale si accostò con fortissime riserve e incertezze: «Non scriverò mai una sinfonia» scriveva nel 1870 Brahms all’amico Hermann Levi. Erano passati circa quattordici anni da quando egli aveva intrapreso la composizione della sua prima opera sinfonica, e altri sei ne sarebbero trascorsi prima che essa venisse completata, fra interruzioni e ripensamenti, sotto il peso incombente del confronto con Beethoven «Non si ha idea di cosa voglia dire sentire sempre dietro di sé i passi di un gigante come Beethoven». Will Humburg. Nato ad Amburgo, ha studiato sotto la guida di Wilhelm Bruckner-Ruggeberg, Horst Stein e Christoph von Dohnanyi. Nel 1979 è divenuto Kapellmeister del Bremen Theater am Goetheplatz ricoprendo il ruolo per quattro anni, prima di essere scritturato dall’Hagen Municipal Theatre. Dal 1988 è stato direttore artistico del Comunale di Alessandria e direttore del Festival di Musica Sperimentale di Alessandria, dove è stato responsabile della prima esecuzione italiana del Jacob Lenz di Wolfram Rihm, di Die Weise von Liebe und Tod des Cornetts Chr. Rilke di Siegfried Matthus e di The Martyrdom of St. Magnus di Peter Maxwell Davies. Oltre a collaborare con l’Orchestra Filarmonica della Germania Nord-occidentale, svolge un’intensa attività che lo porta a dirigere presso importanti istituzioni italiane e tedesche. Nel 1991 ha diretto la prima esecuzione della Blimunda di Corghi e la Sinfonia n. 9 di Beethoven al São Carlos di Lisbona. Dal 1992 al 2004 è divenuto direttore musicale a Munster, dove ha diretto la prima mondiale delle opere di Azio Corghi Divara, Wasser und Blut e Sen’ja. Negli ultimi anni ha diretto con successo le orchestre del Teatro alla Scala, di Santa Cecilia, Sidney, Lisbona, Firenze, Atene, Berlino, Tokyo, Dusseldorf, e Dresda. Ilya Gringolts. Ha studiato con T. Liberova e J. Metallidi, diplomandosi con I. Perlman e D. Delay alla Juilliard School di New York; è stato poi selezionato dalla BBC per il New Generation Artists Scheme. Ha vinto il Concorso Internazionale Paganini del 1998. Suona uno Stradivari del 1723 affidatogli da Clement Arrison. Biglietti: 8-20 Euro. Sconto del 50% per gli studenti under 28 e del 20% per gli insegnanti. Info al numero verde 800655858 (lun-ven 10-15) L’Ufficio Stampa Palermo, 14 settembre 2005