Amedeo Amodio direttore

Amedeo Amodio direttore

9 Gen 2003

Amedeo Amodio è il nuovo Direttore del Corpo di Ballo della Fondazione Teatro Massimo. Sarà affiancato dal maestro al ballo Alessandro Molin e dall'assistente Silvana Ravone. Formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Amedeo Amodio è indiscutibilmente una figura di artista "fuori dai canoni", essendosi sempre distinto per aver scelto un repertorio e quindi una linea artistica "diversa" dai suoi colleghi ballerini e coreografi. Già dalle sue prime interpretazioni alla Scala ha ricoperto i ruoli principali in balletti quali Il cappello a tre punte, Capriccio spagnolo, Fantasmi al Grand Hotel di Leonide Massine o nel repertorio balanchiniano Sinfonia in Do, I quattro temperamenti, La Bourèe Fantasque, oltre alle creazioni di balletti moderni come Le quattro stagioni, Le jeune homme et la mort, La chambre e Le loup di Roland Petit. All'età di 22 anni decide di lasciare La Scala. Determinante è il suo incontro con Hermes Pan (autore delle coreografie nei film interpretati da Fred Astaire), che lo sceglie come primo ballerino nella trasmissione televisiva "Studio Uno". Si rafforza qui il suo amore per il musical. Al Teatro dell'Opera di Roma, come artista ospite per alcuni anni, lavora con Aurel Milloss. Molte le sue interpretazioni accanto a Carla Fracci, tra cui Il gabbiano, Pelleas e Melisande, che lo vedono tornare alla Scala come artista ospite. La sua versatilità lo porta anche all'esperienza cinematografica; interpreta Il portiere di notte e Al di là del bene e del male di Liliana Cavani. Nel 1979 gli viene affidata la Direzione Artistica del nascente Aterballetto. L'impostazione artistica data da Amodio, si fondava sulla costituzione di un gruppo di 20 ballerini tutti di grandi capacità tecniche e interpretative e sulla scelta di un repertorio di altissima qualità, vasto e differenziato che, consentendo ai ballerini di confrontarsi continuamente con stili differenti (August Bournonville, George Balanchine, Antony Tudor, Alvin Ailey, Glen Tetley, Jiri Kyliàn, Ben Stevenson, William Forsythe, Leonide Massine, Roland Petit, Maurice Bèjart, David Parsons, Uwe Scholz, Lucinda Child, Donald Byrd), accresceva sempre più il livello artistico della Compagnia e di conseguenza il riconoscimento da parte di un pubblico sempre più vasto. Per anni Aterballetto è stata riconosciuta come la prima compagnia di balletto italiana, riscuotendo successi in teatri di tutto il mondo. In questi anni Amodio instaura costanti rapporti di collaborazione con musicisti e compositori (Luciano Berio,Sylvano Bussotti, Aldo Bennici,Azio Corghi, Giuseppe Calì, Jan Garbarek, Nanà Vasconcelos, Eugenio Bennato), scenografi e costumisti (Emanuele Luzzati, M.Antonietta Gambaro,Luisa Spinatelli, Maurizio Millenotti), pittori e scultori (Mario Ceroli, Piero Dorazio, Lucio Del Pezzo, Claudio Parmiggiani), attori (Gabriella Bartolomei, Luigi Mezzanotte) e grandi interpreti del mondo del balletto: Elisabetta Terabust, Vladimir Derevjanko, Alessandra Ferri, Julio Bocca, George Iancu, Monique Laudière, Alessandro Molin. Con Lo Schiaccianoci gliviene assegnato il premio Danza & Danza per il migliore spettacolo dell'anno rispettivamente nell'87 e nell'89. Molte le creazioni di Amodio per Aterballetto, alcune delle quali su musiche appositamente composte da autori quali Luciano Berio (Naturale commissionato dal Festival Taormina Arte), Azio Corghi (Mazapegul, Un petit train de plaisir, balletto creato in occasione delle celebrazioni rossiniane al Festival di Pesaro nel 1992 con interpreti quali Alessandra Ferri, Julio Bocca, George Iancu e musiche eseguite da Les percussions de Strasbourg e da Bruno Canino e Antonio Ballista), Eugenio Bennato (A sud di Mozart), Jan Garbarek e Nanà Vasconcelos (Le pietre che cantano ), Giuseppe Calì (Non sparate sull'obiettivo, Cabiria creato per il 72° Festival Arena di Verona nel 1994). Di questo stesso anno è Coppelia, rivisto e pensato in forma di musical. Firma le coreografie dell'opera La Vestale, diretta da Riccardo Muti e con la regia di Liliana Cavani per il Teatro alla Scala, in occasione dell'apertura della stagione lirica nel 1993. Nel 1995 debutta Carmen tratta dal capolavoro di Bizet con adattamento ed interventi musicali di Giuseppe Calì, che nello stesso anno compone le musiche del balletto Dialetti, una creazione di Amodio, commissionatagli dal Festival "United we dance" svoltosi a San Francisco in occasione del 50° anniversario dell'ONU, ispirata al testo di Italo Calvino "Lezioni americane". Nel 1996 con la sua ultima creazione per Aterballetto Lo strano caso del Dr. Jeckill e Mr Hyde lascia la Direzione della Compagnia. Nel 1997 gli viene affidata la Direzione del Corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma, collaborazione che dura fino al 2000. In questi anni le scelte artistiche di Amodio spaziano dai titoli del repertorio classico ai titoli di balletti di alcuni artisti tra i più significativi nel mondo della danza moderna, Antonio Gades, José Limòn, George Balanchine, Alvin Ailey, Yury Grigorovich, Rudolf Nureyev, scelte basate sulla radicata convinzione della necessità di permettere al danzatore di impadronirsi del maggior numero di strumenti, affinchè acquisisca una coscienza più profonda dell'arte della danza e del teatro in genere, inteso in senso più totale. Nel 2001 firma le coreografia del musical Kiss me, Kate, prodotto dal Teatro Regio di Torino. Nel marzo 2002 rimonta il suo balletto Carmen per il Tulsa Ballet Theatre negli USA, riscuotendo un grande successo. Nell'autunno 2002 Carmen viene rappresentata a Firenze dalla Compagnia del Maggio Fiorentino.